E sono 15. Lo scorso 12 maggio Eni ha pubblicato “Eni for 2020”, il suo 15° report volontario di sostenibilità, documento che illustra il contributo concreto di Eni per una transizione equa, basata sul percorso che l’azienda sta rispettando verso la neutralità carbonica al 2050. «Eni for 2020 mostra il nostro impegno per una transizione energetica equa e inclusiva, che garantisca l’accesso all’energia per tutti, preservando l’ambiente – ha sottolineato Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni –. Negli ultimi anni abbiamo impostato la nostra strategia su un’evoluzione del nostro modello di business fortemente orientato alla creazione di valore per tutti gli stakeholder nel lungo termine, tracciando la strada che ci porterà alla neutralità carbonica nel 2050. È perseguendo questa visione che abbiamo rafforzato le partnership con le agenzie e le organizzazioni internazionali e della cooperazione allo sviluppo, che rappresentano un’efficace leva per mobilitare risorse non esclusivamente economiche e accompagnare la crescita dei Paesi che ci ospitano».
Scenario energetico, sfide e opportunità
Eni vuole giocare un ruolo determinante nel percorso che porta a una transizione energetica socialmente equa. Negli ultimi 30 anni la domanda energetica è cresciuta a tassi elevati e si è assistito a un cambiamento nella composizione del mix, all’inizio contraddistinto da un contributo in aumento delle fonti fossili e in seguito da un sensibile incremento soprattutto di gas e rinnovabili. Negli ultimi anni, a trainare la crescita della domanda energetica sono stati prevalentemente i Paesi in via di sviluppo, mentre nei Paesi OCSE si è assistito a consumi nella sostanza stabili o leggermente decrescenti che hanno visto crescere le fonti rinnovabili e il gas naturale (unica fonte fossile in crescita), a discapito delle fonti primarie di energia.
A fronte di questa evoluzione del mix, nei Paesi OCSE si è assistito a una sostanziale stabilità delle emissioni, mentre nei Paesi non-OCSE l’utilizzo crescente anche di fonti fossili, per soddisfare l’incremento del fabbisogno energetico, si è tradotto in un incremento abbastanza sostenuto di emissioni. Uno scenario in continua evoluzione che rende ancora più sfidante il percorso di transizione energetica: da un lato la crescita demografica nei Paesi non-OCSE implica un importante aumento della domanda di energia, dall’altro per contrastare il cambiamento climatico è necessario ridurre le emissioni di gas serra nell’atmosfera. La crescita demografica si tradurrà in un incremento di 1,5 miliardi di persone al 2040, che si andranno ad aggiungere ai 7,7 miliardi del 2019. Circa la metà di tale incremento sarà concentrato in Africa e un terzo nelle economie emergenti asiatiche.
Con riferimento alla domanda di energia, l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) ha individuato due principali percorsi energetici: uno scenario in linea con le politiche vigenti e programmate e uno decarbonizzato. Nel primo la domanda mondiale di energia è prevista in crescita del 19% al 2040 rispetto ai livelli del 2019, trainata principalmente dai Paesi non-OCSE (+34%), nel secondo si prevede una contrazione dei consumi rispetto al 2019 (-10%), sostenuta prevalentemente da misure di efficienza e risparmio energetico concentrate nell’area OCSE.
Nello scenario decarbonizzato, a livello globale le fonti non fossili (incluso nucleare) arriverebbero a coprire il 44% dei consumi primari di energia al 2040 (contro il 19% di oggi e il 27% dello scenario in linea con le politiche vigenti al 2040).
Al fine di soddisfare la domanda di energia mondiale, nei Paesi OCSE sarà fondamentale favorire processi di efficienza e limitare l’impatto carbonico associato ai consumi, nei Paesi non-OCSE sarà necessario garantire l’accesso universale all’energia attraverso un mix energetico sostenibile, che consenta anche di valorizzare le risorse locali esistenti.
L’Agenzia Internazionale dell’Energia ha stimato che 2020 nel mondo ci sono ancora 790 milioni di persone che non godono di un accesso all’elettricità. Mentre nello scenario decarbonizzato l’obiettivo è il pieno accesso all’energia elettrica già al 2030, nel secondo scenario invece, nello stesso anno ancora ben 660 milioni di persone ne saranno prive. Nel 2030, il 50% della popolazione mondiale senza accesso sarà concentrata in sette Paesi: Repubblica Democratica del Congo (Congo DRC), Nigeria, Uganda, Pakistan, Tanzania, Niger e Sudan.
La strategia di sostenibilità di ENI
Il modello di business di Eni è volto alla creazione di valore per tutti gli stakeholder, attraverso una forte presenza lungo tutta la catena del valore dell’energia. Eni punta a contribuire, direttamente o indirettamente, al conseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, sostenendo una transizione energetica socialmente equa, che risponda con soluzioni concrete ed economicamente sostenibili alle sfide di contrastare il cambiamento climatico e dare accesso all’energia in maniera efficiente e sostenibile, per tutti.
Per raggiungere questo obiettivo, Eni combina in maniera organica il proprio piano industriale con i principi di sostenibilità ambientale e sociale, estendendo il proprio raggio di azione lungo tre direttrici: l’eccellenza operativa, la neutralità carbonica al 2050 e le alleanze per lo sviluppo.
In primo luogo, il business di Eni è costantemente indirizzato all’eccellenza operativa, che si traduce in un impegno continuo per la valorizzazione delle persone, per la salvaguardia sia della salute e della sicurezza delle persone sia dell’asset integrity, per la tutela dell’ambiente, per l’integrità e il rispetto dei diritti umani, per la resilienza e la diversificazione delle attività e per garantire una solida disciplina finanziaria. Questi elementi consentono all’azienda di cogliere le opportunità legate alle possibili evoluzioni del mercato dell’energia oltre che di continuare nel percorso di trasformazione.
In secondo luogo, il modello di business di Eni prevede un percorso di decarbonizzazione verso la neutralità carbonica basato su un approccio che mira alle emissioni generate lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti energetici e su un set di azioni che porteranno alla totale decarbonizzazione dei processi e dei prodotti entro il 2050. Questo percorso, conseguito attraverso tecnologie che già esistono, consentirà ad Eni di abbattere totalmente la propria impronta carbonica, sia in termini di emissioni nette sia in termini di intensità carbonica netta.
La terza direttrice è rappresentata dalle Alleanze per la promozione dello sviluppo attraverso la valorizzazione delle risorse dei Paesi di presenza, finalizzate a favorire l’accesso all’elettricità e a promuovere Programmi per lo sviluppo locale con un ampio portafoglio di iniziative a favore delle comunità. Questo approccio distintivo, denominato “Dual Flag”, è basato su collaborazioni con altri attori riconosciuti a livello internazionale al fine di individuare i bisogni delle comunità in linea con i Piani di Sviluppo Nazionali e l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Eni è impegnata, inoltre, nella creazione di opportunità di lavoro e nel trasferimento del proprio know-how e delle proprie competenze ai partner locali.
Il modello di business Eni che si sviluppa lungo queste tre direttrici fa leva sulle competenze interne, sullo sviluppo e l’applicazione di tecnologie innovative e sul processo di digitalizzazione. Elemento fondante del modello di business è il sistema di Corporate Governance, ispirato ai principi di trasparenza e integrità.
Eni attore di sviluppo locale
L’elemento distintivo del modello di cooperazione di Eni nei Paesi di presenza, in particolare in quelli non-OCSE, è dunque l’applicazione della strategia “Dual Flag”.
Tale approccio si attua attraverso interazioni continue con le istituzioni e gli stakeholder locali al fine di individuare gli interventi necessari per rispondere alle esigenze delle comunità e gettare le basi per l’avvio di nuove opportunità di crescita per il Paese e per le attività di business di Eni.
Grazie alla definizione di specifici Programmi per lo Sviluppo Locale, Eni investe in iniziative di accesso all’energia, diversificazione economica, formazione, salute delle comunità, accesso all’acqua e ai servizi igienici, oltre che tutela del territorio in coerenza con le linee strategiche di sviluppo nazionali o regionali del Paese, in linea con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e i Nationally Determined Contribution (NDC).
Le strategie di sviluppo nei Paesi sono inoltre rafforzate dall’avvio di partnership pubblico-private e alleanze con attori impegnati sul territorio e riconosciuti a livello globale che, mettendo a fattor comune risorse non solo economiche ma anche in termini di know-how ed esperienza, contribuiscono al miglioramento delle iniziative identificate e al raggiungimento degli SDG.
Progetti di Sviluppo Locale
Eni opera in contesti difficili dove, data la difficoltà di usufruire di energia, acqua e servizi sanitari, azioni quotidiane del tutto semplici come lavarsi, scaldarsi e mangiare sono riservate a un numero ristretto di privilegiati.
Per questo motivo e grazie all’esperienza maturata, Eni studia e attua interventi mirati, a sostegno delle esigenze delle popolazioni locali, da attuarsi in collaborazione con le istituzioni locali e gli stakeholder. Nello specifico, in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, Eni vuole “incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti” (SDG 8).
All’interno dei Programmi per lo Sviluppo Locale Eni realizza progetti volti a contribuire al miglioramento dell’accesso all’energia off-grid e alle tecnologie per il clean cooking, alla diversificazione economica (es. progetti agricoli, micro-credito, interventi infrastrutturali), all’educazione e alla formazione professionale, alla tutela del territorio, all’accesso all’acqua e ai servizi igienici e al miglioramento dei servizi sanitari per le comunità.
Tali interventi sono sviluppati in un’ottica di lungo termine e sono attuati dopo la valutazione del contesto locale. Particolare attenzione è rivolta ai progetti di economia circolare, come il centro di formazione e supporto tecnico “Catrep” in Congo, e ai programmi per promuovere lo sviluppo dell’imprenditoria diversificazione economica in Mozambico, in collaborazione con l’incubatore di impresa della Standard Bank.
Eni inoltre rivolge particolare attenzione ai progetti di “gen der transformative” a supporto delle comunità locali come “100 Women in demining”, progetto promosso da HALO Trust per coinvolgere le donne angolane nella bonifica dei terreni disseminati di mine antiuomo, e il progetto in Mozambico di Standard Bank “Lioness of Africa”, di imprenditoria femminile.
Infine, Eni supporta gruppi di donne nello svolgimento di attività produttive nei settori dell’agricoltura, allevamento e acquacoltura con il progetto Green River Project in Nigeria.
Eni e la finanza sostenibile
La mission di Eni – approvata dal CdA nello scorso settembre 2019 – mostra il percorso che la Società ha intrapreso per affrontare la sfida principale del settore energetico: garantire a tutti l’accesso ad un’energia efficiente e sostenibile, riducendo al tempo stesso le emissioni climalteranti, al fine di contrastare il cambiamento climatico in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.
La mission, che si ispira ai 17 SDG al cui raggiungimento Eni intende contribuire cogliendo nuove opportunità di business, conferma, l’impegno di Eni per una transizione energetica socialmente equa. Tale impegno è confermato dalla nuova strategia di Eni che ha accelerato il percorso di trasformazione con l’obiettivo di raggiungere la totale decarbonizzazione di tutti i prodotti e processi entro il 2050, dalla nuova struttura organizzativa e dalla nuova strategia di finanza sostenibile.
Nel corso del 2020, Eni ha sottoscritto contratti finanziari sostenibili con istituti bancari per un ammontare complessivo di 5,1 miliardi di euro legati al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite. Gli elementi di sostenibilità sono stati introdotti attraverso un meccanismo di bonus/malus associato a uno specifico obiettivo di performance di sostenibilità collegato all’SDG 7 “Energia pulita e accessibile” e all’SDG 13 “Lotta contro il cambiamento climatico”. Infine, Eni è tra i firmatari dei CFO Principles on Integrated SDGs Investments and Finance. I principi, annunciati ai margini dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite 2020 e firmati dal CFO (Chief Financial Officer, ovvero Direttore Finanziario) di Eni, si propongono di sottolineare il ruolo che le imprese e i CFO possono giocare nel contribuire al finanziamento degli SDG e puntano a guidare le imprese nell’allineare i propri impegni di sostenibilità con strategie di corporate finance credibili, per creare un impatto reale a favore degli SDG.
di Carlo Rho
(da CSRoggi Magazine, anno 6, n.3, Maggio/Giugno 2021, pag. 8)