Se è vero che l’esibizione di “mostrine ambientali” verso i propri stakeholder è una pratica – sempre molto diffusa in sostenibilità –tanto più vana (e vicino al greenwashing) quanto più disancorata da strategie, azioni e rendicontazione dei risultati, è un fatto che misurare la capacità di un sistema economico di ridurre la propria impronta ambientale risulta quanto mai opportuno. Soprattutto quando, come sappiamo, viviamo in un’Europa con target 2030 davvero sfidanti.

La lista delle imprese europee inserite nella lista “Europe’s Climate Leaders 2022” stilata dal Financial Times col supporto delle analisi di Statista, ci restituisce una “mappatura” delle 400 imprese europee che stanno riducendo con maggior successo le loro emissioni di gas a effetto serra (Scope 1 e 2) in relazione ai ricavi nel periodo 2015-2020.

Mi si dirà che scrivo questo perché Feralpi è tra le imprese “in lista”. È vero, almeno in parte. Ma resta un fatto che esula dalla singola brand reputation. Il fatto, piuttosto, è un altro. La lista delle imprese ci restituisce una fotografia del nostro Paese che ci vede in ritardo. Dallo scorrere i nomi di queste 400 imprese europee di vari settori emerge che le imprese italiane sono solo 19. A guidare la classifica è il Regno Unito, che presenta ben 120 aziende, oltre un quarto del totale, seguito da Germania (52) e Francia (44).

Mi sono chiesta quale fosse una delle possibili ragioni di un simile gap. Ovviamente ve ne saranno diverse, ma credo che il fatto di analizzare i progressi – necessariamente rendicontati e resi pubblici – nell’arco di cinque anni abbia messo fuori gioco diverse realtà che solo molto recentemente hanno avviato un’attività di reporting secondo gli standard internazionali.

Fare davvero in modo che ESG non siano solo tre lettere associate liberamente alla comunicazione, ma integrate nelle strategie di business, è un auspicio che vorrei condividere con tutti voi, ma soprattutto con chi, come Feralpi, si basa su un’attività fortemente manifatturiera che è doppiamente chiamata a svolgere un ruolo proattivo nella trasformazione ecologica ed energetica, nell’interesse tanto singolo quanto collettivo.

di Isabella Manfredi
CSR Manager Feralpi Group

 (da CSRoggi Magazine – Anno 7 – n.2 – Marzo/Aprile 2022; pag. 6)

 

 

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