Il rapporto dazi doganali ed economia green è molto complesso e gli effetti negativi, soprattutto nell’immediato, sono evidenti. Di fronte a questi scenari preoccupanti l’economia circolare potrebbe rappresentare più che una semplice opportunità per tutto il sistema economico mondiale.

Leggi l’articolo di Tommaso Romagnoli qui sotto, oppure da CSRoggi Magazine – n.4 – Anno 10 – Settembre/Ottobre 2025; pag. 52

Tommaso Romagnoli – Specialist settore bancario

L’avvento dell’amministrazione Trump ha rappresentato un vero e proprio scossone sulla scena economica mondiale. Dapprima la brusca inversione di rotta nel mare del mondo sostenibile con l’abbandono degli accordi di Parigi e il taglio degli aiuti alle aziende del green deal americano; successivamente il ritiro dei colossi finanziari statunitensi dal Net Zero Banking Alliance che ha dato un chiaro segnale di sfiducia nei confronti dell’economia ESG e ha offerto a tutto il mondo un’indicazione precisa circa le priorità economiche USA.

Lo slogan “Make America Great Again” passa inevitabilmente dal contrasto economico alla Cina e tale indirizzo mal si sposa con le strategie ecologiche e sostenibili per il pianeta. In quest’ottica è possibile si debbano leggere le dichiarazioni espresse ad aprile di quest’anno dal presidente statunitense che annunciava l’applicazione di nuovi dazi doganali a tutti i Paesi stranieri.

Strumento di politica commerciale
L’applicazione dei dazi è uno strumento di politica commerciale volto a proteggere l’economia interna statunitense e ad armonizzare gli scambi. Hanno inoltre, soprattutto nei confronti dell’economia cinese, uno scopo antidumping neutralizzando le differenze di prezzo tra i prodotti.

Il settore mondiale maggiormente colpito dai dazi è quello manifatturiero in generale: in particolare la meccanica, la farmaceutica, il trasporto in generale, l’automotive ma soprattutto l’agroalimentare e il lusso sono i comparti che risentono di più dell’introduzione delle nuove imposte. L’Italia non è immune a tali effetti negativi poiché l’export verso gli Stati Uniti interessa principalmente il mercato agroalimentare (vini e formaggi) e la moda e il lusso in generale.

L’effetto dirompente dell’introduzione di questa nuova versione dei dazi doganali ha attirato tutte le attenzioni e soprattutto le preoccupazioni delle istituzioni economiche mondiali e dei Paesi sovrani che hanno immediatamente avviato le trattative con il governo Usa per ottenere condizioni più favorevoli per i propri mercati.

La prima conseguenza dell’aumento dei costi delle merci destinate al mercato statunitense è una riduzione sensibile di competitività. Le aziende produttrici, quindi, saranno costrette a rivedere le politiche di approvvigionamento delle materie prime e a ridurre i costi dei consumi energetici per la catena produttiva. La riduzione della competitività è il primo effetto negativo sulla sostenibilità. L’aumento dei prezzi dei prodotti sostenibili o del costo delle tecnologie green per la loro produzione potrebbero rendere tali merci meno attraenti sul mercato. Inoltre, in ottica di breve periodo le aziende produttrici potrebbero abbandonare le politiche di sostenibilità ambientale ed energetica per proteggere la propria redditività.

L’economia circolare come opportunità
Il rapporto dazi doganali ed economia green è molto complesso e gli effetti negativi, soprattutto nell’immediato, sono più evidenti. Di fronte a questi scenari preoccupanti l’economia circolare potrebbe rappresentare più che una semplice opportunità per tutto il sistema economico mondiale. Tale sistema economico punta a massimizzare l’uso dei prodotti, prolungando il loro ciclo di vita e spinge al riuso e alla riduzione dei rifiuti, rispondendo in maniera evidente agli obiettivi delle economie sostenibili. Anche per il nostro Paese, leader europeo nell’economia circolare, potrebbe essere un’occasione di sviluppo e avvicinamento ai criteri ESG.

Tali considerazioni sul sistema economico mondiale e gli effetti degli ultimi avvenimenti sulle economie sostenibili influenzano inevitabilmente i comportamenti in ambito finanziario. I dazi Usa non cambiano la natura degli investimenti ESG ma ne modificano l’andamento o l’interesse. Nella grande famiglia dei fondi ESG i settori che probabilmente risultano maggiormente attraenti e difensivi sono sanità e benessere, energie rinnovabili e infrastrutture, in attesa che si faccia chiarezza sul nuovo nucleare, vera frontiera green.

(29 settembre 2025)
(foto: ©shutterstock)

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