«Un’emergenza come quella che stiamo vivendo dimostra l’importanza fondamentale di avere in Italia un distretto biomedicale come quello di Mirandola, il secondo al mondo, e di investire sulle sue competenze. Altrimenti in questi mesi saremmo stati totalmente dipendenti dall’estero ».

Il presidente e amministratore delegato di Medtronic Italia, Michele Penino, definisce «un messaggio di grande valore» quello che il distretto ha saputo dare reagendo con prontezza alle richieste che sono giunte da ogni dove (e in pochissimo tempo) e contrastare così il Covid-19. La statunitense Medtronic, 90 mila dipendenti nel mondo e ricavi totali nel 2019 per circa 31 miliardi di dollari, ha a Mirandola due delle sue 76 sedi produttive, Mallinckrodt Dar e Bellco (acquisita nel 2016), oltre a un centro di distribuzione a Rolo.

In questa fase di emergenza le fabbriche modenesi, con mille dipendenti in tutto sui 2500 operativi nel nostro Paese, hanno incrementato già da febbraio la produzione lavorando 7 giorni su 7, 24 ore al giorno. In particolare nella produzione di dispositivi monouso per rianimazione e terapia intensiva di Mallinckrodt Dar, unico sito di Medtronic nel mondo per tali prodotti, tecnologie mediche fondamentali per la battaglia al Covid-19. Perché se c’è il ventilatore polmonare (un esemplare della Medtronic costa in media 20mila euro) ma mancano i presidi che consentono di trasportare ossigeno al paziente non va bene: 50 milioni sono i filtri e i circuiti che escono ogni anno dalla Dar: l’80% della produzione di Dar e Bellco è diretta all’estero. Si rischia infatti la sepsi, situazione in cui le apparecchiature per la gestione della disfunzione renale assumono un ruolo fondamentale.

Ed ecco allora nascere un particolare legame che connette Galway, in Irlanda, e la nostra Area nord.

«Dallo stabilimento di Galway uscivano circa 110 ventilatori la settimana – continua Perrino – e ora siamo a 400, ma a regime a fine giugno con l’aumento della produzione arriveremo a oltre mille».

Il 10% del mercato mondiale è di Medtronic, che si confronta con colossi come Philips in questo campo, proponendo apparecchi di alta tecnologia per i pazienti ricoverati in terapia intensiva.

Da qualche settimana poi Medtronic ha messo a disposizione le specifiche di progettazione di un suo ventilatore polmonare per la produzione, in tempi rapidi e su larga scala, di un’apparecchiatura fondamentale nella lotta al Covid- 19. L’obiettivo è rendere disponibili a tutti le informazioni di progettazione del modello Medtronic PB 560, per aiutare a soddisfare l’aumentato fabbisogno globale: si tratta di un modello compatto, leggero e portatile, adatto ad adulti e bambini e che si può usare, oltre che in ospedale, anche a domicilio.

«In Usa abbiamo già stretto alleanze con aziende di primo piano come Tesla – spiega Perrino – perché possano produrre da giugno nei loro stabilimenti riconvertiti questi apparecchi.
In Italia abbiamo invece avuto contatti con una dozzina di società interessate.

Ci siamo poi detti disponibili a fornire competenze, risorse e spazi alle piccole imprese del distretto che volessero aumentare la loro capacità produttiva, ovviamente senza nulla chiedere e con il solo fine di dare risposte migliori e più veloci».

Medtronic, una delle tre più importanti realtà mondiali nel settore biomedicale, ha mostrato uno stretto rapporto con il nostro territorio e le sue istituzioni anche manifestando l’anno scorso l’invito a sostenere la Fondazione Maverx Biological Futures, che ha sede presso il Tecnopolo di Mirandola, per lo sviluppo dell’ecosistema del biomedicale, nata da un’idea del fondatore del distretto Mario Veronesi.

di Giovanni Medici

 (da Gazzetta di Modena del 30 aprile 2020)
(foto: gazzettadimodena.gelocal.it)

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