Il Gruppo Hera da diversi anni ha orientato il proprio modello multibusiness alla generazione di crescente valore per le comunità e i territori serviti, in linea con le principali policy nazionali e internazionali.

 

L’emergenza sanitaria prima e la crisi economica poi, hanno rafforzato un trend già in atto, soprattutto in Europa: la crescita di una particolare sensibilità delle persone e delle aziende verso i temi della sostenibilità, sia ambientale sia sociale.

Il Gruppo Hera è sicuramente tra le aziende più impegnate nelle tante sfide che caratterizzano lo scenario attuale: dalla transizione energetica all’economia circolare, dalla riduzione delle emissioni alla coesione sociale. Fornendo servizi idrici, energetici e ambientali a oltre 4 milioni di cittadini, il Gruppo da diversi anni ha orientato il proprio modello multibusiness alla generazione di crescente valore per le comunità e i territori serviti, in linea con le principali policy nazionali e internazionali. Perché per Hera la crescita dell’azienda e lo sviluppo sostenibile devono necessariamente andare di pari passo.

È un percorso che la multiutility ha costruito nel tempo, a partire dalla cultura aziendale, passando per l’evoluzione dell’approccio storico alla responsabilità sociale d’impresa verso il nuovo paradigma della creazione di valore condiviso. Nel 2016 è stata tra le prime aziende a rendicontare il margine operativo lordo a valore condiviso, poi esplicitato anche nel piano industriale e introdotto nel sistema incentivante del management, mentre nel 2021 ha introdotto la creazione di valore condiviso nel corporate purpose nel proprio Statuto che successivamente ha permeato il codice etico del Gruppo.

La sostenibilità si conferma, quindi, uno degli assi portanti delle strategie del Gruppo Hera, integrata e trasversale a tutti gli ambiti in cui opera. E anche il recente aggiornamento del Piano industriale al 2026, che vede al centro transizione ecologica, decarbonizzazione e innovazione, prevede una costante crescita del margine operativo lordo a valore condiviso per arrivare nel 2026 al 62% del Mol complessivo e al 70% nel 2030. Il 70% degli oltre 4 miliardi di investimenti previsti dal Gruppo tra il 2022 e il 2026 risponderà agli obiettivi fissati dall’Agenda Globale ONU al 2030, mentre circa il 60% sarà dedicato alle azioni di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico e allineato ai criteri tecnici definiti dalla Tassonomia europea, pari al 98% di quelli ammissibili dal Regolamento Europeo.

Numerosi gli interventi previsti in tutti gli ambiti di business: dalla gestione sostenibile della risorsa idrica ai progetti di economia circolare anche in segmenti di nicchia e più innovativi, come il riciclo delle plastiche rigide e la rigenerazione della fibra di carbonio; dalle soluzioni per l’efficienza energetica alla mobilità sostenibile; dalla produzione di idrogeno e green gas allo sviluppo del teleriscaldamento per massimizzare l’impiego di calore di origine rinnovabile.

Fattori ESG, asset strategico
E se la nuova Direttiva UE 2022/2464 (CSRD) estenderà il perimetro delle aziende tenute a rendicontare nelle Dichiarazioni Non Finanziarie (DNF) i propri comportamenti sostenibili per attrarre gli investitori, il Gruppo Hera già nel Bilancio di sostenibilità 2021 ha rendicontato le attività coerenti alla Tassonomia europea, con particolare riferimento agli obiettivi di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico, anticipando così l’obbligo normativo.

Come sempre il reporting di sostenibilità rappresenta per noi un importante strumento per il miglioramento della sostenibilità e del profilo ESG. Per una multiutility come Hera, che gestisce servizi di pubblica utilità, rileviamo un interesse sempre maggiore degli investitori per le performance sulle dimensioni ESG e per una loro rendicontazione puntuale e certificata.

Dalla riduzione delle emissioni climalteranti alla promozione delle energie rinnovabili, passando attraverso l’uso sostenibile della risorsa idrica, l’economia circolare e il riciclo delle plastiche, per arrivare fino ai protocolli su diritti umani, diversità e inclusione, i fattori ESG insomma sono integrati e trasversali alle attività aziendali del Gruppo Hera e rappresentano un asset strategico a tutti gli effetti. Le best practice del Gruppo Hera nelle dimensioni ESG, d’altronde, sono riconosciute da tempo sia a livello nazionale che internazionale, basti ricordare la riconferma anche per il 2022 del primo posto assoluto sia nell’Integrated Governance Index sia, per il terzo anno consecutivo, nella classifica del settore Multi-Utility & Water del Dow Jones Sustainability World & Europe Index, uno dei più autorevoli indici borsistici mondiali di valutazione della sostenibilità.

di Filippo Bocchi
Direttore Valore Condiviso e Sostenibilità Gruppo Hera

(da CSRoggi Magazine – Anno 8 – n.1 – Febbraio 2023; pag. 36)

 

 

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