A margine dell’evento di presentazione del Bilancio di Sostenibilità 2016, abbiamo intervistato Alberto Frausin, da dieci anni Amministratore Delegato di Carlsberg Italia, azienda leader nel settore beverage al quale ha portato un grande cambiamento con l’introduzione della tecnologia DraughtMasterTM e l’utilizzo dei fusti in PET.
Quando avete iniziato a cambiare la vostra attività. E come mai? E’ stata una iniziativa vostra o della casa madre danese?

Alberto Frausin, amministratore delegato di Carlsberg Italia
Abbiamo fatto il “grande salto” nel settembre 2011.
Ho intravisto la possibilità di grande miglioramento trasformando quello che era stato pensato per il consumo casalingo in un prodotto per l’Horeca ne, dove invece risultava fortemente vincente. Il partner industriale aveva sede in Italia e questo ha favorito l’inizio della nuova strategia. Abbiamo subito riscontrato grande successo e posso dire, con una leggera punta di orgoglio, che abbiamo contribuito ad una crescita del 7% in Italia di consumo di birra alla spina. Che potrebbe crescere di altri 10 punti percentuali nei prossimi dieci anni. Un numero importante se si tiene conto che in Europa l’80% dei consumatori bevono birra alla spina, mentre in Italia siamo intorno al 40%.
Allo stesso tempo, questa nuova strategia, ci ha permesso di eliminare una grande quantità di lattine e bottiglie di vetro utilizzate per distribuire il prodotto, evitando di inquinare l’ambiente e generando un grande risparmio economico nella gestione dei vuoti e degli scarti.
La dislocazione polverizzata dei bar favoriva bassi consumi di birra per punto vendita con la conseguenza di influire negativamente sulla qualità della birra. Infatti con il sistema dei fusti in acciaio, la birra aveva una durata massima di quattro o cinque giorni dopodiché la CO2 aggiunta per far fuoriuscire il prodotto fino al bicchiere, la ossidava e la rendeva sgradevole al gusto.
Con il sistema DraughtMasterTM che utilizza il PET e spilla con l’azione meccanica della compressione senza Co2 aggiunta, il prodotto si conserva alla stessa qualità con cui esce dalla fabbrica fino ad un mese dalla sua apertura, permettendo a qualsiasi punto vendita di poter offrire tutta la vasta gamma delle nostre birre.

Alberto Frausin
Durante questa presentazione abbiamo apprezzato la presenza del vostro Csr Team che si è mostrato ben affiatato e ha agito con entusiasmo in tutte le fasi. Significa che avete un programma di formazione interna specifica?
La sostenibilità è un tema aziendale. Chiunque prende delle decisioni, deve tenere conto del profilo economico come di quello sostenibile, aspetti che vengono vissuti come dimensioni di pari importanza. Le energie rinnovabili hanno un costo superiore rispetto a quelle tradizionali, ma per avere una produzione sostenibile, non solo il prodotto finale, ma l’intera filiera produttiva, abbiamo messo in conto di pagare il prezzo per renderla realizzabile. Questo risultato è possibile da raggiungere solo con il coinvolgimento dell’azienda in tutti i suoi settori. Il 94% dei nostri dipendenti ritiene che Carlsberg sia una azienda leader nella sostenibilità, e in questo è dimostrato il valore che il Csr Team riesce ad imprimere alle proprie attività.

Il CSR Team di Carlberg Italia
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