L’obiettivo, a breve termine, è creare una filiera circolare, senza sprechi di produzione e con materie prime sostenibili: Golden Lady, azienda tessile che possiede la filiera completa, dalla produzione dei filati al prodotto finito, oggi punta all’impatto zero. «Abbiamo diversi brevetti che guardano alla sostenibilità: da macchinari proprietà intellettuale di Golden Lady a filati che hanno caratteristiche particolari — spiega Mauro Zaltieri, ingegnere del reparto ricerca e sviluppo dell’azienda —.
Una delle ultime fibre lanciate e già sul mercato è Infinyl, poliammide 6 e 6,6 riciclato ed ecosostenibile».

Infinyl si ottiene tramite un processo di riciclo meccanico dei materiali di scarto della produzione provenienti dagli stabilimenti Golden Lady Company, che non vengono smaltiti come rifiuti ma restituiti al ciclo produttivo, in forma di polimero.

Le performance, le proprietà e le possibili applicazioni del filo dopo il processo di recupero restano molto simili al prodotto d’origine:«L’obiettivo è creare valore a partire da un prodotto devalutato.
Oggi abbiamo già una linea di intimo in commercio realizzata completamente in filato riciclato — continua il manager — ma presto utilizzeremo queste fibre anche per vendere filati riciclati a clienti terzi e lanceremo una campagna di riutilizzo di post consumo dei capi usati: abbiamo già dei contratti in essere con grandi aziende della lavorazione che ci forniranno le macchine necessarie».

Golden Lady sta studiando anche modalità per realizzare prodotti e filati da biomasse: «Abbiamo già una linea di polimeri cento per cento bio-based, derivati direttamente dalle piante, come mais, grano o barbabietola, ricche di zucchero naturale, che mantengono inalterate le prestazioni nel pieno rispetto della natura. La produzione non richiede elevati quantitativi di acqua né sottrae terra a scopo coltivabile».

di Giulia Cimpanelli

 (da L’Economia del Corriere della Sera del 23 marzo 2020)

 

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