Secondo me

 

 

 

Molti l’hanno definita “una guerra” quella che si deve combattere contro l’ignoranza, la distrazione, la stupidità degli uomini.
La cosa non cambia quando l’obiettivo da raggiungere è salvaguardare la terra da tutte quelle azioni che producono solo danni. In breve: divenire sostenibili.

L’attenzione alla sostenibilità deve coinvolgere tutti. Non c’è chi si deve dar da fare di più e chi di meno. Insomma ciascuno secondo il proprio ruolo, le proprie possibilità, deve perseguire gli obiettivi che ha sulle proprie spalle e che sono, anche, comuni e universali.
Ma quando si dice che tutti siamo coinvolti il discorso appare generico. Se tutti devono fare, che facciano gli altri, io me ne sto tranquillo a guardare e poi, se sarà il caso…

Ecco. Così non funziona. E allora, visto che è indispensabile combattere su due fronti, si rende necessario individuare chi deve fare e cosa.
Ovvio che fare questo esame per ciascuno è impresa ardua. E allora facciamolo almeno per grandi gruppi.

A mio avviso i gruppi principali (i “fronti”) sono due: del primo fanno parte le grandi imprese, i grandi politici, la grande finanza. I GRANDI insomma. Ma del secondo devono far parte i singoli, le persone, ciascuno di noi. I PICCOLI, se vogliamo chiamarli così, che sono altrettanto importanti per raggiungere gli obiettivi individuati.

Insomma i fronti su cui combattere, o se preferite “lavorare” sono due. Non, più uno o più l’altro, ma entrambi, alla stessa maniera.

Esaminiamo dove si dovrebbe impegnare il primo gruppo, quello dei grandi.

  • La pubblicità. Se è vero che “la pubblicità è l’anima del commercio” è ancora vero che parlare di qualche cosa, anche solo attraverso la pubblicità, può servire non solo ad attirare l’attenzione dei distratti, ma anche a spiegare dei concetti, delle situazioni, delle cose che comunque è bene conoscere. E magari anche a far venire la voglia di saperne di più, andandosi a documentare su testi più adeguati.
  • Le scelte dei grandi investitori. “Pecunia non olet” e quindi, se è profumata, è ancora più piacevole averne a disposizione. Anzi spesso se non se ne ha a sufficienza a disposizione, non si possono realizzare anche le cose importanti che si hanno in testa. E oggi i grandi investitori, i grandi fondi, le banche hanno deciso che gli investimenti nuovi (ma non solo quelli. Molti minacciano di voler “ritirare” quelli già fatti se le aziende non sono allineate. E allineate vuol dire che si trovino in situazioni che si prefiggono di raggiungere risultati significativi nel campo della sostenibilità) gli investimenti nuovi, dicevamo, devono andare in una sola direzione.
  • Le scelte politiche. Va da sé che le scelte in questo campo le possono fare solo coloro che hanno in mano le leve giuste. Quindi i potenti, coloro che comandano, chi è stato delegato a svolgere proprio questi compiti.
  • Le scelte sociali. Idem come al punto precedente.
  • L’innovazione delle aziende e della produzione. Anche qui ci troviamo nel campo che queste cose possono essere fatte solo da coloro che sono, appunto, responsabili di azienda.

E tutta questa è “roba” da grandi.
Ma anche i secondi, i piccoli, non possono stare alla finestra.

La raccolta differenziata. Quando la mamma chiede ai ragazzi “andate a portare giù la spazzatura” non impone che tutte le volte debba aggiungere “ma, mi raccomando, ogni cosa nel suo bidone”. Deve essere una cosa acquisita, automatica, purché i ragazzi ne conoscano la motivazione.

  • Risparmiare l’energia. Anche qui lo “hai spento la luce nella tua cameretta?” è il modo di abituare a un gesto che deve avere una valenza non solo per l’illuminazione, ma anche per tutti gli altri tipi di energia in cui ci imbattiamo nella nostra giornata e nella nostra vita. Infatti, avere a disposizione quell’energia vuol dire che è necessario produrla, con tutto quanto ne consegue in termini di costi e di inquinamenti.
  • Rispettare la natura. Questo poi dovrebbe essere già standard in ognuno di noi. È tanto ovvio che non mi sento di aggiungere parola.
  • Aiutare il prossimo. Devo dire che questa cosa la sapevamo e la praticavamo in molti. Credo che adesso ci sarebbe bisogno di “riavvolgere il nastro” e ripartire da dire perché e percome il “prossimo” siamo noi. E quindi…

Mi fermo qui perché mi sembra di dire cose ovvie. Anche se, guardandosi attorno…

Mi permetto solo di ribadire un concetto: «L’attenzione alla sostenibilità deve coinvolgere tutti. Non c’è chi si deve dar da fare di più e chi di meno. Insomma, se si tratta di combattere una guerra, ciascuno secondo il proprio ruolo, le proprie possibilità, su qualunque fronte si trovi, deve perseguire gli obiettivi che ha sulle proprie spalle e che sono, anche, comuni e universali».

E così sia!

Ugo Canonici

(da CSRoggi Magazine, anno 5, n.5, Ottobre 2020, pag. 46)


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