Dal 4 al 7 maggio sul territorio metropolitano milanese è andata in scena la festa-evento della cittadinanza attiva e solidale: eventi, incontri, feste, attività ricreative e culturali che quest’anno hanno avuto come filo conduttore il tema “Io mi prendo cura. Persone, territorio, ambiente»

 

“Io mi prendo cura. Persone, territorio, ambiente”, questo il tema scelto come filo conduttore dalla Civil Week 2023, andata in scena nella prima settimana di maggio con il coinvolgimento di centinaia di realtà non profit, aziende, volontari, lavoratori. Una kermesse unica, giunta alla terza edizione, il cui obiettivo è, da sempre, quello di “contribuire a costruire il senso civico che può aiutarci a crescere e progredire come persone e come società”. Ne parliamo con Marco Pietripaoli, Direttore generale di Ciessevi, il Centro Servizi Volontariato Città Metropolitana di Milano che è tra gli ideatori e organizzatori dell’appuntamento primaverile che ha come protagonista il Terzo settore.

Oltre 900 ore di eventi, 460 appuntamenti esclusivi, 715 non profit ingaggiate. Pietripaoli, Direttore di CSV Milano ETS, la Civil Week 2023 è stata un successo. Soddisfatto?
«Decisamente, molto soddisfatto. E lo sono alla luce del fatto che siamo inseriti in una città come Milano ricca di appuntamenti e settimane dedicate alle diverse eccellenze. Aver aumentato il numero di eventi in palinsesto del 50% rispetto alla scorsa e prima edizione in presenza, ci riempie di orgoglio. E quest’anno abbiamo puntato forte sia sul tema scelto, cioè “lo mi prendo cura. Persone, territorio, ambiente” che sulle partnership con gli Enti locali, siglando 18 collaborazioni e patrocini con i comuni della Città Metropolitana, oltre che con Regione Lombardia e Città Metropolitana. Con noi anche diverse aziende e siamo tutti uniti per giocare la stessa partita, cioè quella di occuparci del benessere generale delle nostre comunità, ognuno portando la propria specificità».

Decathlon, Brico Io, Tier, la Civil Week è così attraente per le imprese anche in termini di CSR?
«Non dimentichiamoci che per natura Civil Week parla alle imprese, avendone una, importantissima, nel suo DNA. Parlo di RCS e specificatamente di Corriere della Sera-Buone Notizie, ideatrice con noi di questa quattro giorni, insieme ai Forum Terzo settore Adda Martesana, Altomilanese e Milano, a Fondazione di Comunità Milano e alla Fondazione Comunitaria Nord Milano e Ticino Olona. Però ovviamente il processo di avvicinamento alle imprese che in questa nuova edizione hanno deciso di camminare insieme a noi non è stato per nulla scontato, ma frutto di un paziente e strutturato lavoro. Cercavamo imprese consapevoli che la CSR si gioca nella comunità, nel territorio, al fianco delle forme organizzate che in esso sono linfa e collante sociale. Abbiamo avuto così la capacità di incrociare il passo con aziende che già avevano operato in tal senso, dimostrando una spiccata sensibilità nel rapporto con gli abitanti, che non si esaurisce con il rapporto commerciale. E questo aspetto io non lo chiamo neanche “restituzione” come spesso si legge, ma proprio collaborazione con il territorio. Sono tutte aziende che non ci hanno fornito liquidità, ma che invece sono diventate protagoniste di determinati momenti salienti della Civil Week, fornendo supporto operativo, fornendo il meglio del proprio core-business ai cittadini e alle cittadine per mettere a terra azioni comunitarie».

Quindi non avete pensato a sponsorship monetarie quando avete ideato questa nuova edizione?
«Certamente sì. C’è anche chi ha investito monetariamente, ma si badi bene, ciò è avvenuto con un punto di convergenza unico e credo molto interessante, che supera la semplice donazione economica. Parlo della partnership con Ferrovie Nord Milano, attivata perché la società milanese è estremamente interessata al tema mobilità intermodalità, soprattutto legata all’unione tra bicicletta e treno. E quale miglior occasione di una kermesse che, a parte concludersi proprio con un evento sui pedali come la Bicicivica, tocca e anima di fatto 71 comuni di tutta la Città Metropolitana portando le persone a spostarsi di evento in evento, di territorio in territorio?».

Parlare con le imprese una lingua comune, pur essendo voi non profit. Quale “vocabolario” usa CSV Milano ETS?
«Il linguaggio si è evoluto di pari passo con il cammino che CSV Milano ETS ha compiuto con i suoi partner provenienti dal mondo profit. Un cammino iniziato nel 2015 quando con Expo Milano 2015 Spa abbiamo ideato il Programma Volontari Expo. Da quel 2015 è stato un crescendo di opportunità e collaborazioni, tra le quali, appunto, dal 2019, c’è quella con RCS per la realizzazione della Civil Week. Una collaborazione nata grazie proprio a un format di eventi diffusi che avevamo già sperimentato l’anno precedente quando festeggiammo il nostro ventennale. Un modello di palinsesto che poi Corriere della Sera-Buone Notizie ha intrecciato con un suo esclusivo calendario di tavole rotonde ed eventi di approfondimento culturale, creando la prima e più importante kermesse sociale, a carattere diffuso, della Città Metropolitana di Milano. Nel mezzo, tutte le aziende che ci hanno magari contattato solo per strutturare esperienze di volontariato aziendale e che poi si sono sedute al tavolo della co-progettazione di interventi più strutturati e duraturi».

E da questo vocabolario, c’è una parola che va bandita?
«Beneficenza. Una parola da lasciarci alle spalle o quantomeno da non mettere più al centro. Il tema principale, e che tutto regge, deve essere la valorizzazione reciproca di mondi diversi, che si incontrano su di un punto comune di collaborazione. Questo punto comune è l’operare insieme, ognuno con le proprie competenze e il proprio stile, per migliorare e incentivare la crescita delle comunità dei nostri territori di riferimento».

Sembra un processo che vi riesce facile. È poi così tutto rose e fiori sempre?
«Assolutamente no. Parlando di co-progettazione con le aziende, per esempio, per noi lo scoglio più grande oggi è la mancanza di continuità. Molto spesso i progetti di CSR sono realizzati da uffici marketing e comunicazione che puntano sempre e comunque alla novità. Ogni anno un progetto nuovo, fuori uno dentro l’altro. Questo, secondo me, rischia di essere deleterio. I progetti sociali vanno coltivati con partnership di medio/lungo periodo. Può essere sì un ciclo che nasce e finisce, ma non si può ragionare di sei mesi in sei mesi. Milano è ricca di opportunità di CSR, lo capisco, ma bisogna avere la pazienza di costruire relazioni continuative con il Volontariato e con il Terzo settore più in generale».

Oltre all’edizione 2023 della Civil Week appena vissuta, quali altre opportunità di CSR avete in cantiere?
«Dal 4 al 7 maggio nel palinsesto della Civil Week abbiamo avuto numerosi momenti che hanno coinvolte a vario titolo aziende locali, italiane e multinazionali. Da giugno staremo già costruendo la Civil Week 2024. Ci sarà spazio, quindi, per intrecciare le varie storie aziendali con il futuro di questa kermesse unica e di successo, sedendosi attorno a un tavolo per far nascere nuove idee di collaborazione. Quello che chiediamo alle aziende è proprio questo: scendete in campo con noi: nella nostra squadra c’è un posto per il vostro expertise, credeteci!».

LINK UTILI:
https://civilweek-vivere.it/
https://www.corriere.it/buone-notizie/civil-week/

di Francesco Bizzini
CSV Milano ETS

(da CSRoggi Magazine – Anno 8 – n.2 – Aprile/Maggio 2023; pag. 42)

II processo di avvicinamento alle imprese che hanno deciso di camminare insieme a noi è frutto di un paziente e strutturato lavoro

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