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Dal nostro rapporto emerge anche cosa significa per noi creare valore condiviso, che origina dal concetto mutualistico, elementare e sofisticato al tempo stesso, che sta alla base delle assicurazioni.
È valore condiviso quando la protezione di individui o aziende si traduce in benefici per i nostri dipendenti e i distributori, che con Generali realizzano la loro professionalità e le loro aspirazioni; per le comunità in cui operiamo, composta da tutti coloro che non hanno rapporti di business con noi ma verso cui estendiamo la nostra vision di migliorare la vita delle persone; per lo Stato e per gli enti sovranazionali. Oppure quando l’investimento dei nostri asset assicurativi stimola il sistema delle imprese o contribuisce a finanziare i bilanci delle nazioni. È valore condiviso per i nostri investitori, cui vogliamo garantire profitti sostenibili nel tempo. Ed è valore condiviso anche quando, grazie alle nostre soluzioni assicurative, incentiviamo comportamenti e stili di vita fondati sulla prevenzione.

Il tema della prevenzione rimane il cardine della nostra attività professionale, che si traduce in un approccio prudenziale in tutto ciò che facciamo. Così come rimane costante la nostra adesione a direttive sovranazionali per un impegno condiviso per il futuro del pianeta, come la promozione dei 10 principi del Global Compact relativi al rispetto dei diritti umani e del lavoro, alla tutela dell’ambiente e alla lotta alla corruzione.

Quello della responsabilità sociale d’impresa è un campo che sta evidenziando possibilità sempre più rilevanti, sia per interpretare e governare la complessità della globalizzazione sia per innescare processi di cambiamento. Il nostro impegno è semplice: le Generali vogliono essere tra i protagonisti di questo cambiamento. Lo sono state da sempre e lo saranno ancora di più in futuro.

(dalla lettera stilata dal presidente Gabriele Galateri di Genola e dal Group CEO Philippe Donnet)

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