“Orientare le scelte, disegnare il futuro”, primo degli eventi on line “ASviS Live – Tre passi verso il Festival”, in preparazione del Festival dello sviluppo sostenibile rinviato al 22 settembre, ha visto la partecipazione di 45mila persone sui canali dell’ASviS, ai quali vanno aggiunti gli spettatori che lo hanno seguito attraverso Ansa e Rai cultura.
L’incontro si è aperto con le parole di Pierluigi Stefanini, presidente dell’ASviS, che ha ricordato la grande capacità di mobilitazione dell’Alleanza, attraverso le 270 associazioni aderenti e gli oltre 600 esperti che partecipano ai suoi gruppi di lavoro.
Il portavoce dell’ASviS Enrico Giovannini ha ricordato gli errori commessi in passato: “Abbiamo ridotto le cosiddette ridondanze, perché non ci faceva piacere pensare che il futuro sarebbe stato pieno di incognite. Eppure gli scienziati ci avevano detto che le pandemie e il cambiamento climatico potevano portare ulteriori shock alle nostre società e che la trasformazione tecnologica determina shock sul mercato del lavoro e quindi nella vita delle persone. Questa consapevolezza è cresciuta nella popolazione, che naturalmente in questo momento dà grande importanza alla salute e all’occupazione, visto il rischio di una recessione molto dura, ma ha capito anche che bisogna avere un approccio olistico, integrato. È qui che abbiamo trovato una grande attenzione al lavoro che da quattro anni conduce l’ASviS.
In queste settimane di lockdown abbiamo sentito tanti esperti discutere di come sarà il futuro. Quando mi è stato chiesto, ho risposto sistematicamente che sarà come decideremo che sia. Ma in Italia non abbiamo molto la cultura della scelta del futuro, siamo più abituati ad accettare quello che viene da fuori, l’idea che l’Italia sia un vaso di coccio fra vasi di ferro e che quindi l’unica cosa che possiamo provare a fare è adattarci. Eppure l’Italia è stata responsabile di grandi momenti storici, come la nascita della Comunità europea, in cui il Paese ha deciso davvero dove era opportuno andare e per questo ha anche pagato dei prezzi. Questo è uno di quei momenti. Non possiamo decidere di tornare a quello che eravamo qualche mese fa con il benessere di alcuni, ma il malessere di tanti altri.
L’ultimo dato Istat ci dice che il 27% della popolazione italiana è a rischio di povertà ed esclusione sociale. Consideravano questi dati come inevitabili, non ci abbiamo fatto attenzione, ma quando è arrivato lo shock ha investito milioni di italiani, perché il 27% corrisponde a 16 milioni di persone e queste persone sono andate sott’acqua o hanno rischiato di andare sott’acqua. Questo sta provocando una sacrosanta pressione sulla politica per proteggere, ma se non pensiamo anche come prevenire shock futuri, prepararci al cambiamento, rischiamo di esaurire tutte le risorse a disposizione, che non sono moltissime, in questa fase protettiva.
Dopo Giovannini, è intervenuto Frans Timmermans, vice-presidente esecutivo della Commissione europea, che nel suo ottimo italiano ha messo in evidenza il programma di investimenti per la sostenibilità a cui sta lavorando la Commissione, portando due esempi significativi: l’edilizia e l’industria dell’automobile.
Luca de Biase e Donato Speroni hanno presentato il portale Futura network, che nasce appunto dalla necessità di promuovere il dibattito sulle scelte necessarie oggi per porsi su un sentiero di sviluppo sostenibile. Il sito contiene anche una intervista, tratta dalle teche della Rai, al fondatore del Club di Roma Aurelio Peccei, realizzata da un giovanissimo Piero Angela nel 1973. Quarantasette anni dopo, in collegamento telefonico, Angela ha commentato quella intervista che aprì una serie di riflessioni televisive sul futuro. Parlando dell’oggi e della necessità di sensibilizzare ulteriormente su questi temi l’opinione pubblica, Angela ha raccomandato di lavorare sulla scuola e sui mezzi di comunicazione di massa a cominciare dalla televisione.