Dall’articolo “Un mondo circolare è possibile” di We World Energy magazine n.40
Dai giacimenti petroliferi all’illuminazione degli uffici, i principi dell’economia circolare sembrano destinati a trasformare il settore, e l’economia più in generale, rendendoli più sostenibili. Questa rivoluzione causerà grandi sconvolgimenti ma anche enormi opportunità…
Dall’avvento della Rivoluzione industriale a oggi, l’economia globale si è basata su uno specifico modello economico, talmente pervasivo che spesso non ci rendiamo neppure conto della sua presenza: il modello dell’economia lineare, riassumibile nella sequenza di attività “prendere, fabbricare, utilizzare, smaltire”.
Prendiamo le materie prime, le lavoriamo per trasformarle e fabbricare prodotti che vengono successivamente venduti ai consumatori, i quali li utilizzano fino al momento in cui non ne hanno più bisogno e li smaltiscono. Questo modello si applica a tutto ciò che consumiamo: dalla benzina alla pasta, dalla plastica di cui sono fatte le confezioni di pasta alle auto che utilizzano la benzina.
E alla base vi è una serie di supposizioni invisibili. La prima è che esista una scorta illimitata di materie prime dalla quale attingere, insieme agli altri elementi che partecipano alla fabbricazione dei prodotti che utilizziamo, tra cui energia, acqua e manodopera specializzata, che si vanno ad aggiungere a risorse come acciaio, rame e alluminio.
La seconda è che la chiave per la prosperità futura sia una crescita economica infinita e il consumo di risorse che essa comporta. E da ultimo si suppone che il pianeta riesca a gestire tutti i rifiuti che produciamo in ciascuna fase di questo processo.
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(da Eniday Newsletter del 9 novembre 2018)