Come far vivere il report di sostenibilità tutto l’anno? Come valorizzare uno strumento che è sempre più diffuso ma ancora poco letto e consultato? «I numeri parlano chiaro – commenta Luca Valpreda, fondatore e partner di Amapola, agenzia di comunicazione specializzata in sustainability –. Dal 2004 al 2020 la percentuale delle grandi aziende che redige il report di sostenibilità è passata dal 18% all’80% (KPMG, Survey of Sustainability Reporting, 2020).
Un segnale sicuramente rinfrancante per chi, come noi, si occupa di sostenibilità da tempo. Il Codacons però ci dice che solo lo 0,25% di italiani e italiane legge questo tipo di documentazione. Cioè, oltre al team che contribuisce alla sua redazione, un gruppo di appassionati della materia, chi si occupa di sostenibilità per professione e qualche analista finanziario. È proprio su questo dato che dobbiamo agire. Il report non può essere un documento che vive un attimo di gloria nel momento della sua presentazione per poi rimanere chiuso nel cassetto.
Deve essere valorizzato, sostenuto nella diffusione, reso longevo e capace d’incidere sull’organizzazione aziendale. Solo in questo modo può avere un impatto significativo, internamente ed esternamente. Con le giuste accortezze comunicative, può sviluppare tutte le sue potenzialità e diventare un prezioso strumento per far vivere la sostenibilità».
Far vivere la sostenibilità
Cosa significa “far vivere la sostenibilità”? Significa nutrirla, raccontarla, diffonderne la cultura con continuità, costanza, profondità. E il report, se supportato da un’attenta valorizzazione dei suoi contenuti, può diventare uno strumento essenziale in questo processo.
«Il report è certamente una fotografia del momento, un resoconto di ciò che è successo in un determinato periodo di tempo –spiega Alberto Marzetta, partner dell’agenzia –. Non va interpretato, però, come un punto d’arrivo fisso e immutabile, quanto come una tappa di un percorso in fieri, un libro aperto che è snodo di raccordo tra ciò è stato e ciò che potrà essere. Se concepito in questo modo, il report diventa un fil rouge che delinea il percorso di un’organizzazione e uno sguardo sul futuro di un’impresa. Si trasforma così in uno strumento che si presta a essere ampliato attraverso contenuti interattivi e multimediali, interviste, reportage, QRcode, grafiche interattive, eventi. Non solo.
Questo strumento di rendicontazione può diventare un utilissimo strumento di stakeholder management, raccogliendo di volta in volta i temi materiali che scaturiscono dal confronto continuativo e bilaterale con i propri interlocutori strategici, interni ed esterni». Il tema è chiaro: per sviluppare appieno le potenzialità dell’attività di reporting è necessario passare da una logica “puntuativa” a una “estensiva”. Il report di sostenibilità è un documento denso di contenuti, che rendiconta processi interni, obiettivi e risultati, progetti di impatto sociale e ambientale, policy aziendali. Il valore di ognuno di questi elementi rischia di naufragare nella moltitudine di dati e numeri. È qui che entrano in gioco gli strumenti comunicativi e di valorizzazione.
Alcuni esempi di valorizzazione dei report
Di cosa parliamo quando parliamo di valorizzazione dell’attività di reporting? Entriamo nel vivo e vediamo qualche esempio concreto di valorizzazione dei report.
Randstad Italia ha sempre messo al centro le sue persone. Come far emergere questa vocazione? Per “accorciare le distanze” tra azienda e stakeholder – e testimoniare concretamente la vicinanza alle persone – il Report Integrato 2020 ospita le dichiarazioni e i volti del Management Team. Una scelta per trasferire pienamente impegno, vicinanza e passione. E ancora, tra le tante attività di responsabilità sociale d’impresa, Randstad Italia porta avanti il progetto “Without Borders”, iniziativa che promuove la diversità culturale e l’inclusione sociale, favorendo l’inserimento nel mondo del lavoro di professionisti stranieri residenti in Italia.
Per far vivere il progetto anche al di fuori del Report Integrato, Amapola ha ideato e prodotto un format di reportage video che rende protagonisti le donne e gli uomini di Randstad Italia, i candidati, le aziende clienti. Il reportage, attraverso testimonianze e interviste, comunica la passione di tutti coloro che collaborano al progetto e riflette i valori e gli impegni di sostenibilità di Randstad Italia, gli stessi che sono presenti anche nel Report Integrato. Una soluzione che esalta i contenuti del Report, favorendo allo stesso tempo una diffusione continuativa della cultura della sostenibilità fuori e dentro l’impresa.
Anche Acque Bresciane, utility che gestisce il Servizio Idrico In- tegrato della provincia di Brescia, è andata oltre ai “semplici” documenti di reportistica.
Per dare profondità e concretezza al suo impegno sostenibile, l’organizzazione ha intrapreso un percorso di ascolto strutturato e stakeholder engagement, dando vita al progetto ABCommunity, un tavolo permanente multi stakeholder che coinvolge gli interlocutori strategici dell’azienda nella progettazione e creazione di nuovi progetti di sostenibilità, inseriti nel più ampio framework del Piano di Sostenibilità 2045. Parallelo e complementare a questa attività, è il nuovo progetto editoriale “Riflessi”. Il magazine è stato progettato come strumento per diffondere la cultura della sostenibilità a partire dal tema acqua e, dal territorio e dalla comunità bresciana, rivolgersi al più ampio pubblico possibile. Scelte strategiche che sono la testimonianza di come la sostenibilità possa essere raccontata “mentre accade”, diventando uno stile di impresa.
Infine, un ultimo esempio che proviene anch’esso dal comparto idrico, particolarmente sensibile ai temi della sostenibilità. Gruppo CAP, monoutility idrica della città metropolitana di Milano, ha voluto costruire per il 2020 un Bilancio di Sostenibilità multi-piattaforma che offre vari livelli di fruizione e approfondimento, arricchito da video, infografiche, QRcode e collegamenti al web.
Di particolare valore sono le video-interviste che aprono le tre aree tematiche del documento, ispirate ai pilastri del Piano di Sostenibilità 2033. Le interviste, presentate sinteticamente nella DNF e raggiungibili nella loro versione integrale attraverso QRcode, propongono il contributo di tre opinion leader (Catia Bastioli, Stefano Epifani, Giorgio Metta).
Contenuti pensati per rendere più chiari e comprensibili i temi della sostenibilità e offrire una cornice di riferimento rispetto al posizionamento dell’azienda su questa materia. La stessa ottica divulgativa è adottata nel documento di sintesi del Bilancio, una versione narrativa che rende più accessibile il report.
a cura della Redazione
(da CSRoggi Magazine, anno 6, n.4, Settembre/Ottobre 2021, pag. 46)