La Benefit che si occupa di servizio idrico integrato per 113 Comuni della provincia di Brescia ha avviato da tempo un percorso di innovazione tecnico-operativa su molti versanti strategici, nell’ottica di una transizione ecologica ed energetica.

(leggi l’articolo a cura di Marco Taverna qui sotto, oppure da CSRoggi Magazine – n.2 – Anno 10 – Aprile/Maggio 2025; pag. 20)

a cura di Marco Taverna

Quello delle Utilities è un settore in crescita che, nel gestire i servizi di pubblica utilità, tra cui il servizio idrico integrato, possiede le potenzialità e le risorse adatte per supportare le istituzioni nella “green transition”. Negli ultimi anni, infatti, in seguito a importanti investimenti, le utilities stanno dando un importante contributo e un valore aggiunto nel tutelare il nostro pianeta e contenere l’emergenza idrica in Italia. Come manifestato dagli obiettivi dell’Agenda 2030 declinati poi nella Tassonomia UE, la green transition è un percorso che non può essere ignorato né sottovalutato.

Da alcuni anni Acque Bresciane Società Benefit (tra le prime a esserlo nel settore idrico) ha investito risorse e competenze nello sviluppo di progettualità che interpretassero lo spirito del tempo, attraverso l’attivazione di una serie di azioni finalizzate alla sostenibilità e all’innovazione. Acque Bresciane ha avviato da tempo un percorso di innovazione tecnico-operativa su molti versanti strategici, proprio nell’ottica di transizione ecologica ed energetica.

A farla da padrone è ovviamente l’AI, l’intelligenza artificiale, che diventa sempre più, già da oggi, un supporto fondamentale per l’ottimizzazione dei processi e l’efficienza dei servizi. Grazie all’ottimizzazione delle risorse, alla manutenzione predittiva e alla gestione avanzata dei sistemi idrici e fognari, l’azienda potrà migliorare l’efficienza operativa e la sostenibilità. Due priorità che Acque Bresciane ha nella sua mission sin dalla nascita e che cerca di raggiungere concretamente in ogni settore. È evidente che in ambito tecnico, le potenzialità dell’AI applicate al mondo idrico consentiranno di ridurre l’intervento umano e di adottare soluzioni più innovative per affrontare le sfide future. “Ogni Goccia conta” è lo slogan del Piano di Sostenibilità al 2045: Acque Bresciane non si tira indietro nella sfida.

Smart Metering: l’innovazione contro lo spreco
Un altro esempio significativo di “innovazione applicata” è senza dubbio il progetto “Smart Metering”, avviato nel 2024 e finanziato dal Fondo PNRR. Obiettivo: sostituire i tradizionali misuratori d’acqua con dispositivi più avanzati, consentendo una misurazione istantanea e continua dei consumi. Attualmente, si utilizzano contatori meccanici: la misurazione avviene leggendo manualmente il valore scritto sulla valvola. Se emergesse un valore anomalo, ciò potrebbe indicare una perdita nel sistema, ma la rilevazione del- la perdita non è istantanea. Infatti, la lettura dei dati avviene manualmente solo due o tre volte all’anno, con il rischio di rilevare informazioni imprecise o errate.

Lo Smart Metering, invece, rappresenta un sistema innovativo di rilevazione, che garantisce la misurazione istantanea e continua della quantità di acqua utilizzata, una misurazione precisa e senza margine di errore. I dati vengono raccolti quotidianamente, da remoto, a orari prestabiliti, e i misuratori sono posizionati in modo che non possano essere facilmente manomessi. In caso di anomalie, come perdite, manomissioni, sovraconsumo, basse temperature, alimentazione insufficiente o tubazioni vuote, il sistema invia immediatamente un allarme agli utenti. Questo sistema di allarmistica consente un monitoraggio costante e la gestione tempestiva di eventuali problematiche.

Ad oggi il progetto Smart Mete- ring coinvolge 13 comuni: Calcinato, Capriolo, Desenzano, Gar- done, Lograto, Maclodio, Monticelli, Paderno, Pa- lazzolo, Passirano, Salò, San Felice del Benaco e Sirmione. Entro marzo 2026, si prevede di completare la distrettualizza- zione delle reti di questi comuni, con l’obiettivo di estendere il sistema su tutta la rete gestita.

Dalla bolletta cartacea a quella digitale
Cambiano gli strumenti ma non gli obiettivi. Lo scorso 3 marzo, Acque Bresciane ha lanciato la campagna di comunicazione “Non c’è acqua da perdere” nell’intento di far passare gli utenti dalla bolletta cartacea “tradizionale” a quella digitale. Un processo di innovazione apparentemente banale ma che ha impatti significativi sul piano ambientale, nonché sull’operatività di tutto il comparto idrico. Una scelta che mira a semplificare il rapporto con i cittadini riducendo il consumo di carta e delle emissioni di CO2 legate alla stampa e al trasporto delle bollette. Questa novità porterà molti vantaggi in termini di qualità e velocità del servizio erogato, con un miglioramento complessivo dell’esperienza d’uso e delle informazioni per gli utenti, grazie all’interfaccia dello Sportello Online e dell’App Abweb.

Da qui, infatti, l’utente ha la possibilità di svolgere moltissime funzioni tra cui visualizzare i dettagli dei consumi, eseguire il pagamento tramite carta di credito sui circuiti più diffusi o attivare la domiciliazione automatica sul conto corrente. Per incentivare questo passaggio, la società offre gratuitamente il “Fondo Perdite Occulte” ovvero un fondo ad hoc che rafforza la tutela minima prevista dalla legge, garantendo un ulteriore beneficio ai cittadini a copertura delle perdite d’acqua non visibili, causate spesso da fuoriuscite in impianti idraulici nascosti e vetusti. Un altro passo verso la transizione ecologica e la riduzione dell’impatto sulle attività correlate al servizio idrico.

Una linea diretta con l’Europa
Gli Stati membri della Comunità Europea hanno convenuto che il settore del trattamento delle acque reflue urbane, considerato particolarmente energivoro, potrebbe svolgere un ruolo significativo nel ridurre significativamente le emissioni di gas a effetto serra e nell’aiutare l’UE a conseguire il suo obiettivo di neutralità climatica.

Per questa ragione è stata recentemente approvata la nuova direttiva Europea (UE) 2024/3019 la quale prevede, entro il 2030, che il 20% dell’energia consumata complessivamente dagli impianti di depurazione di taglia superiore a 10mila AE (abitanti equivalenti) venga prodotta da impianti di produzione di energia rinnovabile installati presso gli impianti di depurazione stessi. In un tempo di 15 anni (entro il 2045) la produzione dovrà coprire il 100% dell’energia consumata, raggiungendo così la cosiddetta neutralità energetica.

Secondo una prima stima basata sui dati di consumo del 2023, Acque Bresciane dovrà prevedere una produzione da fonti rinnovabili di circa 3mila MWh entro il 2030. Siamo chiaramente solo agli inizi: la Società sta verificando diversi ipotesi di fattibilità circa l’installazione di impianti fotovoltaici sui vari impianti e aree disponibili; al momento, ad esempio, è in fase di valutazione un intervento che ne interesserebbe circa una ventina con una produzione di energia in grado di raggiungere pienamente il primo step e avvicinarsi al secondo (40% dell’energia entro il 2035).

I pannelli verrebbero installati sia sui tetti degli edifici, sia a terra, nelle aree a verde disponibili. La transizione ecologica ed energetica rappresenta una delle sfide più cruciali e complesse del nostro tempo, ma anche un’opportunità straordinaria per ridefinire il rapporto tra l’uomo e l’ambiente.

Naturalmente, ci sono anche sfide significative, come l’accessibilità economica delle soluzioni sostenibili, l’impatto sociale delle trasformazioni industriali e la necessità di coordinamento internazionale. Non a caso Acque Bresciane ha deciso sin dal 2022 di rafforzare la propria natura “pubblica” trasformandosi in Società benefit, senza alcuna imposizione di legge, spinta da una visione globale e di responsabilità condivisa. Non solo “ogni goccia conta”, ma anche ogni “persona”.

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