Andriani è tra le principali realtà del settore innovation food. La sua produzione è interamente dedicata alla pasta gluten free, che viene distribuita in oltre 30 nazioni di tutto il mondo, ma soprattutto in Italia, Stati Uniti, Canada, Francia, Regno Unito, Spagna e Scandinavia.
Di questo e di tanto altro – innovazione e sostenibilità comprese – parliamo con Michele Andriani, Presidente e Amministratore Delegato dell’azienda che ha sede a Gravina in Puglia, in provincia di Bari.

Dottor Andriani, il vostro settore è quello del gluten free, la vostra pasta è rigorosamente senza glutine. Una scelta dettata dal mercato o che è fondata su una precisa idea?

«Dopo la laurea in Economia e Finanza, sono stato spesso all’estero per lavoro e alla ricerca di nuove tecnologie e di nuovi approcci all’impresa. L’incontro con Gunter Pauli, guru della Blue Economy, è stato fonte di grande ispirazione e mi ha dato la possibilità di credere in un’economia etica sulla quale impostare, insieme a mio fratello Francesco, un modello aziendale innovativo e sostenibile. Forti dell’esperienza maturata da nostro padre nel settore molitorio e guidati dalla volontà di promuovere il concetto di tutela del benessere, per i consumatori, per l’ambiente, per il territorio, nel 2009 abbiamo dato vita all’azienda, focalizzandoci sul trasformare nel tipico e tradizionale formato pasta alcune materie prime naturalmente prive di glutine, come cereali e legumi, per portare in tavola un piatto ricco di preziosi elementi nutrizionali e dal gusto sorprendente. E il mercato ci ha dato ragione. Grazie alla partnership tecnica con Buhler Group abbiamo realizzato nel 2013 lo stabilimento 100% allergen free fra i più grandi d’Europa e nel 2016 abbiamo inaugurato il nostro impianto molitorio “multigrain”. Oggi siamo fornitori dei principali brand del settore a livello mondiale e presidiamo il mercato anche con Felicia, marchio di proprietà, che primeggia nel comparto grazie all’ampio assortimento di ricette e formati e alla sua identità biologica. Inoltre, esportiamo i nostri prodotti in oltre 30 Paesi e presidiamo le catene distributive più importanti a livello internazionale».

Lo Smart Building: abbiamo visto le immagini. Una costruzione innovativa, che riflette una concezione del lavoro, che è anche una concezione del vivere. L’attenzione rivolta ai dipendenti è assolutamente di alto livello. Com’è sorta l’idea di un edificio così? Il progetto come è nato? Com’è stato percepito dai dipendenti?

«ll nostro Smart Building è nato dall’esigenza di una nuova sede lavorativa dedicata agli uffici che fosse in linea con la nostra filosofia aziendale, che è improntata all’innovazione e alla sostenibilità ambientale e sociale. Nella convinzione che il capitale umano sia la linfa vitale di un’azienda, il building è stato impostato sui principi di discrezionalità, trasparenza e benessere, in una logica di “Felicità sul lavoro, pensiero positivo”. Ci siamo focalizzati sul miglioramento della motivazione e dell’engagement dei nostri collaboratori basandoci sul concetto di Activity Based Working, per ridurre lo stress agendo direttamente sull’ambiente di lavoro, con iniziative connesse alla flessibilità oraria, allo smart working, al wellness, all’alimentazione equilibrata con consulenze e analisi nutrizionali personalizzate. Abbiamo avuto il supporto di partner di alto livello che ci hanno permesso di individuare e realizzare soluzioni tecnologiche e di arredo estremamente innovative, funzionali e versatili. Il progetto è stato accolto con entusiasmo: dalle interviste qualitative realizzate internamente, durante l’analisi di clima effettuata, è emerso un notevole miglioramento del work life balance, anche grazie all’introduzione di progetti volti al benessere dei dipendenti e alla conciliazione vita privata/lavoro, tanto che l’azienda ha ricevuto quest’anno la certificazione Great Place to Work».

L’Andriani Smart Building

Ci parla del vostro percorso verso la carbon neutrality, il progetto che vi porterà entro il 2025 all’azzeramento delle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera?

«In riferimento agli SDGs numero 7 (energia pulita e accessibile) e numero 13 (lotta contro il cambiamento climatico) dell’Agenda 2030 dell’ONU, abbiamo adottato una politica ZeroCO2 volta all’efficientamento energetico e alla riduzione di emissioni di gas serra. Già dal 2014 ci approvvigioniamo di energia elettrica proveniente da fonte rinnovabile, certificata “100% energia pulita Dolomiti Energia”, scelta che, nel solo 2019, ci ha permesso di evitare l’emissione di 4.339 tonnellate di CO2. Ma, entro la fine del 2021, puntiamo anche al raggiungimento dell’autoproduzione dell’energia elettrica pari alla quantità consumata dallo stabilimento e alla produzione autonoma del calore necessario al processo di pastificazione, affiancando l’impianto di trigenerazione già esistente a una caldaia a biomasse alimentata con scarti che in parte derivano dal processo molitorio. Ci siamo posti, inoltre, un nuovo e sfidante obiettivo, quello di raggiungere entro il 2025 la Carbon Neu trality, ovvero l’azzeramento delle emissioni di anidride carbonica derivate dal nostro stabilimento. È un percorso frutto di un mix di interventi diretti e indiretti perseguiti in modo graduale, nel quale si inseriscono anche complessi investimenti in economia circolare. In concreto, alla già avvenuta installazione di un impianto di trigenerazione, seguirà la realizzazione di impianti fotovoltaici. Prevediamo la produzione di biogas derivante dal processo di fermentazione anaerobica delle biomasse. Questa miscela, subendo un processo di upgrading, diventerà biometano e le sostanze derivanti da questa trasformazione verranno poi reimpiegate in questo modo: il digestato come fertilizzante per la Filiera di legumi sostenibile di cui siamo capofila; il biometano, in forma liquida, come combustibile per l’autotrasporto delle merci, la CO2 recuperata, da destinarsi alla produzione di alghe Spirulina. Proprio per la coltivazione delle alghe, oltre alla CO2 verranno utilizzate anche le acque di lavaggio delle trafile, precedentemente depurate. In collaborazione con Università e Centri di ricerca italiani, abbiamo anche dato corso a test e analisi per valutare l’utilizzo delle alghe in ambito alimentare, nel prodotto pasta, e in ambito Pet Food, aprendoci così a nuovi segmenti di mercato».

Siete una società Benefit. Cosa vi ha spinto a questa decisione che qualifica al massimo livello il ruolo della Sostenibilità?

«Il mondo dell’impresa oggi è chiamato ad assumersi la responsabilità di un cambiamento di paradigma orientato al bene comune e non solo al profitto; è una transizione necessaria che noi di Andriani abbiamo scelto di perseguire con azioni concrete, sia scegliendo di trasformarci in Società Benefit, con l’obiettivo di certificarci a breve come B-Corp, sia modificando il nostro ruolo all’interno del Global Compact Network Italia, di cui siamo diventati Membri Fondatori. Ci auguriamo che il nostro possa essere considerato un esempio da seguire, consci che la sostenibilità è da ritenersi un valore concreto soltanto se condiviso».

La CSR tocca direttamente il rapporto con gli Stakeholder. Come è organizzata la fornitura di legumi e cereali?

«Per noi qualità e tracciabilità sono temi fondamentali, che rappresentano i presupposti per una buona relazione con i consumatori. Vantiamo ben 10 certificazioni di prodotto e tre certificazioni aziendali e garantiamo un’etichettatura chiara e ricca di informazioni che, nei prossimi mesi, sarà implementata da soluzioni digitali che renderanno possibile conoscere la storia dei prodotti dal campo alla tavola. Proprio per garantire la sicurezza alimentare e la qualità delle nostre produzioni, nel 2017 abbiamo avviato la Filiera Sostenibile di Legumi tra le più estese in Italia, con cui supportiamo le imprese agricole aderenti nell’ottimizzazione dei disciplinari di coltivazione, sia in produzione integrata sia biologica, e nell’allineamento a criteri sostenibili. Inoltre, in ottica di tutela della biodiversità, di sostegno sociale ed economico e di qualità delle materie prime, abbiamo riproposto questa nostra esperienza italiana anche all’estero. In Etiopia per la coltivazione del Teff, antico cereale ricco di preziosi elementi, con lo sfidante obiettivo di aumentarne la produttività convinti che l’agricoltura possa offrire cibo nutriente per tutti e generare redditi adeguati. Qui, nel totale rispetto dei complessi equilibri tra innovazione e tradizione, supportiamo le comunità agricole locali intervenendo sulle tecniche di coltivazione, con l’introduzione di alcuni strumenti per una semplice meccanizzazione del lavoro e con l’ottimizzazione dei successivi passaggi logistici e analitici che incidono sulla qualità del prodotto finito. In India, dove la qualità del riso integrale è impareggiabile, abbiamo invece dato corso a due progetti sociali, il primo dedicato alla potabilizzazione delle acque e il secondo dedicato alle donne e afferente ai temi dell’inclusione e della parità di genere».

Ci incuriosisce il vostro programma di educazione alimentare riservato alle scuole primarie. Quanto è importante, per voi, sensibilizzare i giovani sui temi della sostenibilità e dell’importanza di adottare stili di vita sani?

«Abbiamo aderito al Global Compact delle Nazioni Unite e integrato i principi del Patto Globale nell’intera gestione aziendale, rapportando ogni nostra attività agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite con l’obiettivo di creare, distribuire e raccogliere valore attraverso azioni e iniziative concrete volte alla tutela del benessere delle persone e dell’ambiente. Siamo consapevoli che le scelte e le azioni individuali e collettive comportano conseguenze non solo sul presente, ma anche sul futuro, e sappiamo che le abitudini alimentari si radicano già dalla prima infanzia. Per questo riteniamo indispensabile diffondere e promuovere nelle scuole i principi di un’alimentazione sostenibile per l’ambiente e per la salute. Il nostro percorso Andriani Educational è rivolto ai bambini, alle loro famiglie e agli stessi insegnanti, non prevede di impartire dogmi e lezioni astratte, ma di coinvolgere attivamente tutti i partecipanti in esperienze stimolanti e costruttive. Il primo anno hanno partecipato 22 classi di quarta elementare delle scuole primarie di Gravina in Puglia a cui, nel 2019, si sono aggiunte nuove scuole di Bari e provincia, per un totale di 40 classi. Nel 2020, nonostante il lockdown, i bambini sono stati coinvolti in diverse iniziative digitali tra cui “Terra ti voglio bene”, progetto inaugurato in occasione della Giornata della Terra e a cui hanno partecipato oltre 600 studenti della Lombardia, del Veneto, della Toscana e della Puglia. Terra ti voglio bene è diventato un museo virtuale ed è ospitato nello spazio digitale di Andriani Educational. È inoltre in fase di sviluppo un progetto afferente all’ambito Diversity&Inclusion dedicato agli adolescenti, che ha lo scopo di potenziare le loro capacità di scelta nella direzione di una alimentazione equilibrata, rendendoli protagonisti di un percorso di condivisione e comunicazione tra coetanei e che includa, con rispetto e attenzione, anche chi potrebbe sviluppare un rapporto problematico con il cibo. Per la realizzazione del progetto, abbiamo costituito un gruppo di lavoro dedicato, che comprende esperti in diverse discipline e prevede, in fase sperimentale, il coinvolgimento di alcune scuole superiori su tutto il territorio nazionale a partire dal prossimo anno scolastico».

In questo momento storico è impossibile non pensare al Covid-19 e agli influssi che sta avendo sulla nostra vita. Come sta reagendo la vostra azienda ai cambiamenti e ai vincoli posti dalla pandemia in corso?

«Abbiamo risposto con grande prontezza all’emergenza pandemica: già a febbraio 2020, costituendo un Comitato di Crisi interno, abbiamo immediatamente avviato procedure straordinarie volte a garantire sicurezza alimentare e benessere dei nostri collaboratori.

Oltre all’avvio dello smart working per le persone operanti negli uffici, modalità che avevamo già da tempo introdotto in azienda, abbiamo realizzato un piano di comunicazione interna a supporto del personale e stipulato un pacchetto di garanzie e servizi assicurativi per tutti i dipendenti a titolo di benefit. Inoltre, come espressione di riconoscenza ai colleghi incaricati di assicurare la continuità produttiva, essenziale per la comunità, abbiamo erogato un premio di 300 euro, di cui una parte a titolo di contributo per la Spesa in Azienda, servizio istituito per permettere di ordinare e ritirare quotidianamente gli acquisti alimentari in azienda, senza essere costretti a recarsi al supermercato. Tra settembre e novembre scorsi abbiamo anche aderito ad Aziende Free Covid, progetto sperimentale di screening epidemiologico promosso da Regione Puglia e Confindustria, con frequenti test/tamponi in azienda ai dipendenti. Avendo a cuore non solo le nostre persone, ma tutta la comunità, abbiamo anche scelto di fare delle donazioni agli Ospedali pubblici pugliesi e, a nome del nostro brand Felicia, all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. In termini produttivi, il 2020 ci ha chiesto un notevole sforzo, perché gli ordini sono stati oggetto di un incremento esponenziale: non ci siamo mai fermati e siamo riusciti a far fronte all’aumentata richiesta di un bene primario come la pasta. Per questo non posso che ringraziare i nostri collaboratori che con passione, responsabilità e anche coraggio, hanno continuato a lavorare senza mai tirarsi indietro».

a cura di Luca Palestra e Bruno Calchera

 (da CSRoggi Magazine, anno 6, n.2, Marzo/Aprile 2021, pag. 28)

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Una linea di produzione del pastificio Andriani

 

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