L’integrazione della sostenibilità nelle politiche aziendali rappresenta un cambio di passo verso un modello economico più sostenibile. È quando la sostenibilità arriva a coinvolgere il Consiglio di Amministrazione che entra a pieno titolo nelle strategie aziendali modificando anche la governance dell’organizzazione.
«Dobbiamo renderci conto che il livello di cultura e diffusione del termine sostenibilità è estremamente diverso da situazione a situazione – sottolinea Giulia Genuardi, Head of Sustainability Planning and Performance Management Enel -. È una difficoltà di cui tener conto ancor più per una multinazionale che ha personale in diverse parti del mondo. E non sempre il concetto di integrazione potrebbe essere quello vincente. In Enel siamo passati dalle iniziative filantropiche alle pratiche di CSR, che pareva aver più autorevolezza, e poi anche noi come tanti altri competitor, abbiamo formato il comitato di sostenibilità e aderito ad alcune associazioni internazionali che la diffondevano in tutto il mondo.
È venuta poi la volta della sostenibilità, importantissima ma molto difficile da concretizzare. Soprattutto se la si vuole calare nel business: ha implicazioni nella finanza, nell’amministrazione, così come per gli acquisti e il personale. Dal 2014 dalla sustainability, grazie a un amministratore delegato molto sensibile, siamo passati alla Innovability che ha segnato la modalità con cui concretizzarla. Tanto che la relazione annuale del nostro CFO, riporta come la sostenibilità ha impatto sul rischio e come crea valore finanziario. Quindi l’integrazione è bene che sia attuata con le materialità delle varie funzioni per evitare di fare confusione impedendo il cambiamento necessario per proporre obiettivi chiari». (m.t.)