Due ex dirigenti raccontano in un sito il profit impegnato nel sociale
«CSRoggi» per spiegare alle aziende che il welfare è una priorità

Il «bene» che si fa ma non si racconta in giro – alla milanese – a un certo punto diventa notizia e passa per un ufficetto in via Spallanzani 10, a Porta Venezia. Il palazzo è signorile, nessuna targa sul citofono, perché si vuole tenere il profilo basso. I volontari della Buona Comunicazione lavorano in due stanze al primo piano: telefoni, fax, pc, «abbiamo portato tutto noi» raccontano. In quattro si danno da fare da un anno, senza proclami e senza secondi fini. «Finora non abbiamo guadagnato un centesimo», assicurano fieri: «Intendiamo andare avanti esattamente così».Perché nelle imprese generose Bruno Calchera e Ugo Canonici ci credono. Dopo una carriera da dirigenti – Calchera in Regione Lombardia, in IBM Canonici – hanno fondato un’associazione per dedicarsi “all’altro”, quello che le aziende spesso non fanno, o se lo fanno non ne parlano, quasi per vergogna: «Le buone azioni». In anni di esperienza, spiegano i due soci, «ci siamo accorti di quante cose le aziende fanno per la comunità, purtroppo senza mai raccontarle».

Hanno deciso di farle conoscere al posto loro: creando il primo servi zio d’informazione no profit «dedicato al profit che fa del bene». Sfida non facile, in una città per definizione abituata a lavorare senza parlarsi addosso, anche nell’altruismo. (…)

Leggi l’articolo completo di Davide Illarietti

 

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