L’impresa cooperativa è un tema su cui l’Italia primeggia in Europa. Stando ai numeri del report di Cooperatives Europe nel 2015 il nostro Paese registrava il più alto numero di cooperative nell’Unione. Certo non siamo soli: in Francia vi lavorano quasi un milione di persone, in Belgio una farmacia su cinque è gestita da una cooperativa. È un modello economico diverso, che coinvolge i lavoratori in un ruolo imprenditoriale, con casi di eccellenza e storie di rinascita, come quella della Cooperativa Birrificio Messina, che ha rimesso in produzione la Birra dello Stretto dopo che la fabbrica aveva chiuso lasciando a casa decine di dipendenti. Un modello economico diffuso sì, ma non in maniera capillare in tutte le regioni europee e poco conosciuto dai giovani. Per compensare queste mancanze si è attivata la Commissione Europea mettendo a disposizione quasi due milioni di euro attraverso un bando (Reducing youth unemptoyment: setting up co-operatives) che sostiene iniziative di formazione e aggiornamento proposte da reti internazionali per ridurre la disoccupazione giovanile.
La dimensione europea è la premessa necessaria per la partecipatone: bisogna siano coinvolti almeno 3 Paesi diversi, perché una delle richieste del bando è il confronto fra contesti distanti proprio al fine di promuovere in ambiti pur diversi una imprenditorialità che si richiama a valori comuni quali l’autoresponsabilità, l’uguaglianza, la solidarietà, di cui il modello cooperativo è portatore.
I temi del bando fra i quali scegliere sono tre: portare l’economia cooperativa a scuola, con corsi di formazione per gli studenti; organizzare workshop europei per condividere esperienze e pratiche; promuovere la mentalità e l’approccio imprenditoriale nel giovani.
Proprio perché i beneficiari della strategia di formazione e informazione sono i ragazzi la partecipazione di associazioni e organizzazioni giovanili è fortemente incoraggiata, proprio come lo è la possibilità di replicare in altri territori la strategia proposta. Per sviluppare il progetto si possono prendere ad esempio le cooperative di studenti nate per risolvere il bisogno di alloggi durante l’università, o le cooperative giovanili di servizi estivi: aprono a maggio, offrono servizi a comunità e imprese e a settembre chiudono perché i soci tornano a scuola.
Il bando si trova sul portale della Commissione Europea, www.ec.europa.eu, cercando con le parole chiave cooperazione, giovani, lavoro, manifesto peri il futuro.
Scadenza: 25 Giugno 2019
Chi partecipa: Enti di almeno 3 Paesi Uè attivi nel campo dei giovani e delle cooperative
Progetti: Formazione e informazione sul «modello cooperative»
Contributo: Fino a 215mila euro, pari al 90% dei costi complessivi
(da BuoneNotizie – L’impresa del bene – Corriere della Sera del 30 aprile 2019)