Bruno Calchera

C’è sconcerto quando accade: nell’agone politico si sentono tante parole che si rivelano false e la realtà diventa una lontana parente della verità.
Vediamo che molti si dichiarano SOSTENIBILI.
Ci sono aziende che affidano a uno scarno Report le proprie storie aziendali, senza approfondire molto la realtà che effettivamente vive in quel contesto lavorativo. Gli stessi Reporting sono di difficile interpretazione: anche se ci riempiono di numeri, resta alla fine una perplessità sul cammino dei fatti.

Il racconto dei fatti che sono accaduti dovrebbe essere un toccasana, ma nemmeno questo lo è, perché i fatti, la realtà stessa, può divenire parola inventata, menzogna difficilmente rintracciabile se mischiata alla realtà.
Il punto è che la lingua non riflette solo la realtà: la costruisce. Le parole devastano la nostra vita. Buttate là per convincere, per descrivere o adombrare la realtà e anche negarla, per allontanarci da qualunque tentativo di vederci tutto chiaramente.

È quasi impossibile verificare l’autenticità di un Bilancio di Sostenibilità: non compaiono quasi mai spunti di insuccesso, come se la vita di una impresa abbia vissuto solo di successi e se vi sono stati problemi anche mondiali, questi sono stati superati sempre brillantemente, con fatica, ma con grande soddisfazione.
Non c’è un vuoto da colmare. Errori ancora da correggere.
il Bilancio di Sostenibilità – anche di quelli premiati – forse non è altro che una forma di spot pubblicitario, con la realtà asservita allo scopo finale: il successo! La domanda è lecita.

La frase “le menzogne dette con la parola sono la realtà”. E’ un paradosso che sottolinea come la parola, pure essendo un mezzo per descrivere la realtà, possa anche “crearla” o “modificarla nel percepito”, trasformando la falsità in realtà soggettiva per chi ascolta o legge, influenzando comportamenti e convinzioni.
Abbiamo degli esempi grandiosi.

Ci aiuta molto Trump, che nei suoi discorsi televisivi inventa pace e guerra senza nesso con la realtà. È un abitudinario: trasforma ciò che gli piacerebbe della realtà in parole che non descrivono quel che accade veramente. La sua pace mondiale effettivamente è una idea che ha – vedi ciò che accade a Gaza -, i veri drammi dell’umanità ci sono evidenti ancora e vivono senza essere presi sul serio.

Si è messo un punto. Poi dovrebbero essere altri a risolvere tutto. Ci sono stati bombardamenti in Nigeria per contrastare coloro che perseguitano i cristiani dice e viene scritto sui giornali: ma vi sono voci contradditorie sulle vittime laggiù. E tra le voci ci sono anche quelle di cristiani morti per i bombardamenti.
La parola crea la realtà.

Diceva Aristotele che “tra potere e verità vi è spesso una relazione conflittuale, quasi che la verità genera ostilità, quando impone un comportamento che contrasta con il proprio interesse personale o col diritto di dominio sugli altri.”  Affermava a proposito Anna Arendt nel “Leviatano” che “solamente quella verità che non si oppone ad alcun profitto, né piacere umano, riceve una buona accoglienza da parte degli uomini”.
Infine ci sono le opzioni politiche ed ideologiche.

I dibattiti condizionano la lettura della realtà. C’è sempre una parola che coglie la realtà che gli interessa sottolineare antitetica per l’avversario politico.  Si sa che è parziale ma in quel momento essa è totalizzante. Così chi vuole vedere la realtà per comprendere le parole, si deve attrezzare: nulla è più convincente di un fatto.
Sono i fatti quelli che conciliano la realtà con la parola. L’evidenza.
Vi sono filmati che esprimono l’accaduto che non hanno bisogno di parole.
I testimoni poi non hanno quasi mai una visione completa del reale, colgono e vedono una parte di realtà, che le parole descrivono e spesso sono parziali verità.
La legge stessa è interpretata dai giudici, e lo vediamo, con risultati molto contrastanti. A volte nemmeno l’evidenza è sufficiente per superare l’idea di realtà.

Vanno ringraziati coloro che attraverso sistemi più adeguati, nel formulare il Bilancio di Sostenibilità si attrezzano a dare periodicamente informazioni e documentazioni. Non basta un anno per l’altro. Ci vuole la continuità data dal collegamento con un Report digitale consultabile in itinere.
Va scritto tutto: dai successi pensati agli insuccessi realizzati.

La Sostenibilità vive di realtà.

(27 dicembre 2025)
(foto: @wordcloud)

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