Cultura della sostenibilità, leadership trasformativa e competenze tecniche e trasversali: questi sono i tre elementi che hanno un ruolo determinante nell’attivazione efficace del contributo delle organizzazioni private alla transizione sostenibile. Senza dimenticare, però, il ruolo essenziale rivestito dalla formazione.
Per affrontare con successo le grandi sfide globali servono soluzioni innovative, complesse e risultato di una non semplice collaborazione tra differenti attori chiave. La transizione sostenibile è una di queste sfide. Guidata dai 17 obiettivi dell’agenda 2030 (gli ormai noti SDGs), il passaggio a modelli economici e produttivi più sostenibili potrà avvenire solo con il contributo di differenti tipi di istituzioni: pubblico, privato, sociale e cittadini.
Ma cosa permette alle organizzazioni private di fornire il proprio contributo alla transizione sostenibile? Perché il contributo delle singole istituzioni si attivi con efficacia emerge con sempre maggiore chiarezza il ruolo determinante di tre elementi:
- la diffusione di una cultura per la sostenibilità, fondata sulla consapevolezza del contesto, sulla comprensione delle aspettative degli stakeholder e sulla definizione e condivisione di chiare strategie aziendali;
- la presenza di una leadership trasformativa, grazie alla presenza di persone capaci di promuovere il cambiamento e ingaggiare le persone dell’organizzazione attorno allo stesso;
- lo sviluppo e la diffusione di competenze tecniche e trasversali per integrare capacità specifiche e attitudini della persona.
Perché questi elementi si concretizzino è indispensabile riportare la persona al centro e partire dal cambiamento che dovrà caratterizzare il singolo individuo. È proprio in questo punto che emerge il ruolo essenziale che la formazione può rivestire. Senza formazione è infatti difficile ipotizzare che i tre elementi sopraccitati possano concretizzarsi in azienda.
La formazione può ispirare e favorire il radicarsi della sostenibilità nella cultura dell’azienda e sostenere la transizione sostenibile. Le iniziative di formazione hanno, infatti, la capacità di favorire la generazione di un linguaggio comune così come di una maggior chiarezza dello scopo a cui tende l’organizzazione e una consapevolezza del contributo del singolo al disegno globale. Solo attraverso una piena condivisione e commitment è possibile integrare la sostenibilità in modo coerente e duraturo.
Competenze trasversali
La formazione è un valido strumento per sostenere la leadership trasformativa e mettere i leader nelle condizioni di gestire il cambiamento e, ancor più, di guidarlo, ispirando una visione comune e allineando gli obiettivi aziendali con pratiche sostenibili. I leader trasformativi hanno il dovere di creare ambienti di lavoro partecipativi che promuovono innovazione e collaborazione, gestendo le complessità tra forze economiche, sociali e ambientali.
È quindi necessario che la formazione sulla sostenibilità si focalizzi sulla combinazione strategica di competenze tecniche e trasversali. Da un lato, le competenze tecniche devono essere adattate al ruolo e al contesto specifico dell’organizzazione. Ad esempio, in un’azienda le competenze ingegneristiche e manageriali di chi si occupa di supply chain sono necessariamente diverse da chi si occupa di risorse umane così come la sostenibilità nella stessa azienda può significare ottimizzare i processi produttivi, mentre in un’istituzione pubblica può riguardare lo sviluppo di politiche per la coesione sociale e la tutela ambientale.
Dall’altro lato, le competenze trasversali come l’abilità all’ascolto, la negoziazione, il lavoro di squadra e la risoluzione di problemi complessi sono essenziali per l’implementazione efficace di politiche e di processi sostenibili.
In conclusione, per rendere possibile un cambiamento realmente sostenibile, è fondamentale partire dalla persona. Il cambiamento del singolo, consapevole dell’impatto che ogni sua azione può avere nelle diverse sfere della vita professionale e personale, porta a una trasformazione del pensiero e del comportamento con ricadute nelle diverse dimensioni economica, sociale e ambientale.
Questa è la visione con cui da 20 anni lavoriamo in ALTIS, la School of Sustainable Management dell’Università Cattolica.
di Alessia Coeli
Università Cattolica – ALTIS
( da CSRoggi Magazine – n.4 – Anno 9 – Settembre/Ottobre 2024; pag.36 )