Grazie all’impegno di Open Fiber, la banda ultra larga sta trasformando i borghi italiani in smart village, offrendo nuove opportunità di sviluppo economico, sociale e culturale, e invertendo la tendenza allo spopolamento.
L’Italia è un Paese composto da una straordinaria varietà di piccoli borghi I e comuni. Dei più di 8mila comuni italiani, solo 44 ospitano più di 100mila abitanti, mentre la maggioranza si concentra in aree rurali, montane o meno popolate. Questi borghi, ricchi di storia, cultura e tradizioni, rappresentano una risorsa preziosa per il turismo e l’identità nazionale, ma spesso sono stati trascurati a livello infrastrutturale, soprattutto per quanto riguarda il digitale.
Fino a poco fa, gran parte di questi piccoli centri era servita solo dalle obsolete reti in rame (AD-SL), o in alcuni casi era addirittura priva di connessione fissa. Questo ha limitato la possibilità degli abitanti di accedere a internet, che dal 2012 è stata riconosciuta dalle Nazioni Unite come un diritto fondamentale dell’uomo, collegato alla libertà di informazione e di espressione. La mancanza di connettività adeguata ha rappresentato un forte svantaggio per le comunità dei borghi, penalizzandone il progresso sociale, economico e culturale.
La fibra ottica FTTH (Fiber To The Home), che arriva direttamente nelle abitazioni e negli edifici, è una tecnologia essenziale per il futuro dei piccoli borghi, poiché permette velocità di connessione di oltre 1 Gigabit al secondo, garantendo stabilità e affidabilità. Questa infrastruttura, rispetto alle vecchie reti in rame, è in grado di trasmettere dati in tempo reale, aprendo la strada a una serie di servizi innovativi che possono migliorare la vita quotidiana dei cittadini e sostenere lo sviluppo economico dei territori.
Pitigliano, primo “borgo smart” d’Italia
Un esempio concreto di come la fibra ottica possa trasformare un borgo è Pitigliano, piccolo comune in provincia di Grosseto. Conosciuto per le sue attrazioni storiche e archeologiche, Pitigliano sarà il primo “borgo smart” d’Italia grazie a un progetto pilota sviluppato da Open Fiber, in collaborazione con enti di ricerca, università, aziende innovative e amministrazioni locali. Qui vengono sperimentate numerose applicazioni digitali, come la realtà aumentata applicata al patrimonio culturale, il monitoraggio del territorio e la sicurezza degli edifici, l’efficientamento energetico anche grazie all’utilizzo della piattaforma PELL di ENEA.
Un aspetto particolarmente innovativo del progetto è il “Digital Twin” di Pitigliano, una replica digitale del borgo realizzata tramite rilievi con droni, auto e robot. Questo modello virtuale consente di sviluppare nuovi servizi per i residenti e i turisti, semplificando la gestione del territorio e ottimizzando i servizi offerti dal Comune. Grazie alla fibra ottica, infatti, i dati possono essere trasmessi e gestiti in tempo reale, permettendo alle amministrazioni locali di monitorare e intervenire tempestivamente su eventuali criticità. Il modello che stiamo sperimentando a Pitigliano può essere replicato in migliaia di altri piccoli comuni italiani grazie alla clusterizzazione dei comuni, basata su indicatori ISTAT e altri criteri riferiti a infrastrutture ed economia locale.
La diffusione della fibra ottica nei borghi non rappresenta solo un vantaggio tecnologico, ma ha anche un impatto sociale significativo. La possibilità di lavorare da remoto ha spinto molte persone a tornare nei luoghi d’origine. La presenza di una rete ad alta velocità ha reso possibile questa migrazione, favorendo un’inversione della tendenza allo spopolamento che affligge da tempo le aree interne. Con la fibra ottica, questi centri possono ora offrire le stesse opportunità di connessione e innovazione delle grandi città, rendendosi attrattivi sia per i residenti sia per nuovi abitanti.
Fibre ottica, tecnologia intrinsecamente sostenibile
Questo progetto non solo migliora la connettività, ma contribuisce anche a una gestione energetica più efficiente e sostenibile, coinvolgendo vari settori della comunità. La fibra ottica, infatti, è una tecnologia intrinsecamente sostenibile. Studi autorevoli dimostrano come la realizzazione di una rete completamente in fibra ottica garantisca un risparmio energetico di oltre il 60% rispetto a una in rame. In conclusione, la fibra ottica rappresenta una vera e propria infrastruttura essenziale per i piccoli borghi italiani.
Non solo colma il divario digitale con le grandi città, ma offre nuove opportunità per lo sviluppo economico, sociale e culturale di queste comunità. Grazie alla collaborazione tra operatori infrastrutturali, enti pubblici e privati, la transizione digitale può trasformare i borghi in luoghi dove tradizione e innovazione convivono, migliorando la qualità della vita dei residenti e promuovendo un futuro più sostenibile e inclusivo per tutti. Ora si tratta di sensibilizzare la popolazione ad attivare il servizio facendone comprendere tutto il potenziale.
di Francesca Parasecolo
Head of Network Engineering and Innovation Open Fiber
( da CSRoggi Magazine – n.4 – Anno 9 – Settembre/Ottobre 2024; pag.34 )