L’Università Cattolica ha sviluppato una significativa esperienza nella gestione dei Fondi Paritetici Interprofessionali per la formazione continua, lavorando da anni con aziende interessate a innovare.
Il 2023 è stato proclamato Anno Europeo delle Competenze. La Commissione Europea è convinta che “una forza lavoro dotata delle competenze richieste contribuisce alla crescita sostenibile, accresce l’innovazione e migliora la competitività delle imprese”. Le trasformazioni oggi in atto, in particolare la transizione ecologica e quella digitale, mostrano che il driver principale per far fronte al cambiamento è senza dubbio la formazione. Molte professioni stanno cambiando e da più parti viene invocata la necessità di attuare processi di reskilling e upskilling dei lavoratori. In questo senso, la formazione continua rappresenta la strada maestra da percorrere per un’impresa che intenda innovare.
Un efficace strumento di finanziamento della formazione
I Fondi Paritetici Interprofessionali per la formazione continua, istituiti con la Legge 388/2000, rappresentano una grande opportunità per le aziende: costituiscono uno strumento efficace per finanziare le attività di aggiornamento delle competenze dei propri dipendenti. Tutte le imprese versano all’INPS la quota dello 0,30% dei contributi mensili per la formazione dei propri lavoratori.
Chiedendo di trasferire questo contributo a uno dei Fondi Interprofessionali, le aziende hanno la possibilità di far accedere gratuitamente i propri lavoratori a iniziative di formazione progettate ad hoc per le loro esigenze. Negli ultimi anni, i Fondi hanno finanziato in maniera prioritaria gli interventi legati all’aggiornamento delle competenze di base e trasversali, alle innovazioni aziendali di prodotto e di processo, alla green transition e all’economia circolare.
L’esperienza pluriennale dell’Università Cattolica
Da anni, l’Università Cattolica affianca le imprese che usufruiscono di questi finanziamenti, attraverso una significativa esperienza sviluppata in questo ambito. Da una parte, l’Ateneo supporta le aziende che vogliono presentare al Fondo il proprio piano formativo, dall’altra gestisce direttamente piani settoriali o territoriali, in cui confluiscono le esigenze formative di numerose imprese. Uno staff dedicato segue il processo in tutte le fasi: dall’analisi dei fabbisogni alla progettazione, dalla gestione alla docenza, dal monitoraggio alla certificazione delle competenze, fino alla rendi- contazione, svolgendo il ruolo di intermediario tra le imprese e il Fondo e assicurando una formazione di elevato livello qualitativo.
info: fondi.interprofessionali@unicatt.it
di Michela Bolis
(da CSRoggi Magazine – Anno 8 – n.2 – Aprile/Maggio 2023; pag. 40)