Il mondo della finanza sostenibile ha smesso i panni del mercato di nicchia per vestire abiti più quotidiani e diffusi, secondo criteri aderenti alla tassonomia verde europea.

 

Gli anni che verranno dovranno necessariamente segnare un passo in avanti circa il significato della sostenibilità e il suo impatto concreto nella vita di tutti noi, a tutti i livelli. Man mano cresce la consapevolezza di poter operare scelte diverse da quelle adottate sino a oggi per migliorare la nostra qualità di vita.

Sempre più risparmiatori si avvicinano al mondo ESG con un’offerta, da parte delle banche e delle società di investimento, che si fa via via più ampia e diversificata. Il mondo della finanza sostenibile ha smesso i panni del mercato di nicchia per vestire abiti più quotidiani e diffusi, secondo criteri aderenti alla tassonomia verde europea. Tutto ciò richiede una maggior soglia di attenzione verso l’effettiva proposta e necessita una maggiore trasparenza nella comunicazione di obiettivi ma soprattutto strumenti utilizzati.

L‘European Securities and Mar- kets Authority – ESMA ha pubblicato nel 2022 la “Roadmap della finanza sostenibile 2022-2024” nel quale indica le priorità, le sfide principali e le azioni di follow up per affrontare tali argomenti. Successivamente a ottobre 2022 ha pubblicato l’Annua! Work Programma 2023 in cui precisa “le aree di lavoro prioritarie dell’AE- SFEM per svolgere la sua missione di migliorare la protezione degli investitori e promuovere mercati finanziari stabili e ordinati”.

Il punto di attenzione più importante evidenziato dall’autorità divigilanza europea è il “greenwashing” cioè l’ecologismo di facciata, il fenomeno per cui imprese e organizzazioni costruiscono un’immagine di sé ingannevolmente positiva sotto il profilo ambientale, cercando di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica o degli investitori dagli effetti reali negativi delle proprie attività.

L’interesse e la domanda sempre crescenti di investimenti ESG da parte dei risparmiatori ha spinto le istituzioni finanziarie a un’offerta sempre maggiore di prodotti adeguati, attirate soprattutto dalle grosse opportunità offerte dal settore. La discussione sul tema greenwashing ha evidenziato inoltre anche un ulteriore rischio comunicativo indicato come “gre- enwishing”, quando cioè le organizzazioni finanziarie ripongono eccessiva fiducia negli impegni presi dalle imprese per garantire la sostenibilità delle proprie attività senza raggiungere gli impatti desiderati. È molto probabile che tale fenomeno assuma sempre maggiori dimensioni date le difficoltà dei governi di raggiungere gli obiettivi previsti.

In sostanza l’ESMA presenta il greenwashing come “pratiche di mercato, intenzionali e non, dove il profilo di sostenibilità pubblicamente divulgato di un emittente e le caratteristiche e/o gli obiettivi di uno strumento o di un prodotto finanziario e i relativi processi non riflettono adeguatamente i sottostanti rischi e gli impatti sostenibili”.

Necessità di trasparenza
Il rispetto della roadmap è fondamentale per ESMA come dichiarato dalla Presidente Verena Ross: «La tabella di marcia è una pietra miliare per il nostro lavoro riservato alla finanza sostenibile, in quanto consente di identificare le attività prioritarie che svolgeremo per garantire che le autorità nazionali di vigilanza intraprendano azioni ambiziose sulle questioni di finanza sostenibile».

È interessante inoltre che nel documento di presentazione della tabella di marcia venga posto l’accento circa il monitoraggio dei dati e l’analisi dei mercati a disposizione delle autorità di vigilanza e la necessità di “prove solide e strutturate sul funzionamento dei mercati finanziari ESG al fine di identificare i rischi che potrebbero avere ripercussioni negative, avere un impatto tempestivo sugli investitori o sulla stabilità dei mercati finanziari”.

È positivo e interessante che sullo sfondo di tutte le analisi e degli impegni presentati dall’ESMA per il prossimo futuro si percepisca la necessità di sempre maggiore trasparenza nell’analisi e nella comunicazione dei dati, avendo come comune denominatore la difesa degli investitori/risparmiatori.

di Tommaso Romagnoli
Specialist del settore bancario

(da CSRoggi Magazine – Anno 8 – n.1 – Febbraio 2023; pag. 70)

 

 

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