La sostenibilità è pienamente integrata nella strategia di business e nelle pratiche quotidiane del Gruppo Iren, con un impegno concreto a contribuire agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite (SDGs).

È sotto gli occhi di tutti quanto l’attuale crisi energetica e geopolitica stia avendo ripercussioni su numerosi aspetti della nostra vita quotidiana, sia come Sistema Paese sia come persone. In tale contesto emergenziale, che sta mettendo a dura prova anche le nostre imprese, una prospettiva miope e di breve periodo potrebbe mettere in discussione un elemento fondamentale per lo sviluppo di efficaci e moderni modelli produttivi: la sostenibilità. In questo momento è proprio la sostenibilità, invece, che può fornire risposte nel medio-lungo periodo.

Proprio per questo motivo, Iren ha lanciato una sfida per progettare il futuro, una riflessione condivisa che coinvolge il mondo delle imprese, delle istituzioni, dell’università e della ricerca affinché la partnership per gli SDGs sia sempre più concreta e trasversale.

Il nuovo premio “ESG Challenge”
In questo quadro si colloca il nuovo Premio “ESG Challenge” Iren 2023, indetto per stimolare e sostenere la conoscenza e la cultura della sostenibilità. Un’iniziativa innovativa per il nostro Paese attraverso cui Iren ha deciso di selezionare e premiare i 10 migliori elaborati di tesi che trattino il tema della sostenibilità e delle sfide ESG (Environmental, Social and Governance), prodotti da studenti laureandi, laureati, dottorandi o dottori di ricerca. A ciascuna delle 10 tesi, selezionate da un Comitato Scientifico appositamente costituito, è stato riconosciuto un premio dell’importo di 1.000 euro.

I lavori sono stati premiati in un evento che si è tenuto a Genova il 1° dicembre 2022, che è stata l’occasione per presentare “Le Sfide ESG per il 2023”, un documento di riflessione all’interno del quale Iren, in collaborazione con ETicaNews, ha sintetizzato quelle che ritiene siano le tematiche più urgenti su cui le imprese sono chiamate ad agire nell’immediato, mobilitando l’attenzione dei propri stakeholder.

“Abbiamo individuato le 12 sfide tenendo in considerazione un orizzonte temporale di breve periodo, orientativamente il prossimo anno, insieme alla capacità di intervento del mondo imprenditoriale in generale e, nello specifico, del Gruppo Iren – commenta Selina Xerra, direttore CSR del Gruppo Iren, che ha co-curato la stesura del documento -. La scelta è stata quella di concentrarsi su sfide su cui riteniamo sia possibile incidere, con un cambio di passo, già nel prossimo anno. Mettendo al centro le aziende, sono state quindi individuate quattro direttrici di azione: di sistema, sul territorio, sugli stakeholder e sull’innovazione”.

L’AZIENDA CHE AGISCE SUL SISTEMA
Al centro delle sfide “di sistema” ci sono gli obiettivi di transizione ecologica. La prima challenge, Clima in azione, intende affrontare in modo efficace la messa a terra degli impegni a livello globale per tradurre in azioni concrete l’urgenza di passare a un’economia a emissioni zero, che rappresenta allo stesso tempo un’occasione per creare nuova occupazione e crescita economica. Una sfida, quindi, a costruire un complesso di norme, standard e controlli capace di orientare nuovi strumenti di investimento, di compensazione e di incentivo, individuando quindi le leve più adatte per coinvolgere i protagonisti del sistema economico-finanziario.

La seconda challenge riguarda l’economia circolare: la sfida è quella di accelerare lo sviluppo della simbiosi industriale e della cultura della responsabilità del prodotto in chiave di economia circolare per progettare prodotti che non abbiano un fine vita, ma diventino nuove risorse, e strutturare sistemi produttivi in cui gli output di un processo diventino input per altri processi.

Per un reale sviluppo sostenibile è poi necessario che il sistema riconosca un maggiore valore economico al cosiddetto capitale naturale: asset come le foreste, i corsi d’acqua, gli ambienti a elevata biodiversità, ma anche le piantagioni agricole, rappresentano un patrimonio finora dato per scontato, ma che invece rappresenta una risorsa “finita”. La sfida? Costruire un sistema in grado di valorizzare il capitale naturale, riconoscendone il potenziale intrinseco, con il coinvolgimento di investitori e imprese.

Infine, la cosiddetta just transition: è necessario, per il futuro, cancellare il timore di una retromarcia nel processo di transizione verso un modello sostenibile, e anzi agire per un’accelerazione che passi dall’innovazione tecnologica e dei processi, così come delle professioni e dei servizi, che possa garantire maggiore giustizia sotto il profilo ambientale, economico, sociale.

L’AZIENDA CHE AGISCE SUL TERRITORIO
Le sfide ESG che mettono al centro i territori e le comunità che li abitano spaziano dalla responsabilità sociale al valore delle PMI. La prima riguarda la creazione di valore condiviso: è tempo per le aziende di creare un impatto positivo e per tutti, che preveda di programmare (e verificare) non solo sugli output prodotti, ma anche sugli effetti negativi e positivi che generano. Un’altra sfida riguarda invece le problematiche nascoste nella supply chain: come richiesto anche dal legislatore europeo, lo sforzo è quello di monitorare in modo sempre più efficace le filiere produttive a partire dalle tematiche sociali, per garantire il rispetto delle persone e dei loro diritti. In tema di supply chain, un’altra sfida riguarda il sostegno al sistema delle PMI: obiettivo è quello di consentire alle aziende meno attrezzate per seguire gli aggiornamenti sulla sostenibilità, di comprendere, prima ancora di “eseguire”, le richieste ESG provenienti dal committente, evitando che restino schiacciate dal peso della over-regulation e della complessità dei processi.

 L’AZIENDA CHE AGISCE SUGLI STAKEHOLDER
Includere e ingaggiare gli stakeholder: questi i punti chiave delle challenge focalizzate al rapporto con i portatori di interesse. La prima riguarda proprio lo stakeholder engagement, con l’impegno a dare voce a queste figure, rendendole una controparte necessaria, anche per la misurazione dell’impatto generato.

Un discorso a parte merita, invece, la creazione di una cultura ESG per valorizzare i giovani e i talenti, a partire dai dipendenti e dalle strategie di recruiting: la sfida è quella di definire una strategia che permetta di raggiungere questi obiettivi attraverso la creazione di una cultura aziendale condivisa e attenta alla diversità e all’inclusione.

L’AZIENDA CHE AGISCE SULL’INNOVAZIONE
L’identikit ESG di un’azienda non può prescindere da una forte spinta all’innovazione. In questo contesto una delle sfide principali deve essere dedicata alla misurazione: i rating rappresentano un sistema complesso e oggi molto eterogeneo, ma necessario. La sfida è dunque quella di comprenderli, innanzitutto, imparando a misurare i dati sul campo, e adottando KPI e modelli di scoring che supportino la materialità per l’impresa, anche attraverso un confronto con i competitor e il mercato.

Il legame necessario tra ESG e digitale caratterizza un’altra delle challenge per il 2023: è essenziale promuovere nuovi sistemi di raccolta, ma anche nuove frontiere di certificazione (blockchain) del percorso delle informazioni, con un forte investimento sulla digitalizzazione della gestione dei dati lungo l’intera filiera.

Di assoluto rilievo è anche il contributo del credito sostenibile: i criteri ESG hanno convinto da tempo gli investitori, e le banche possono diventare sempre più protagoniste, nonché alleate delle aziende, nell’upgrade ESG, a partire dalle relazioni con la propria supply chain.

Concludiamo riportando una dichiarazione di Luca Del Fabbro, Presidente Iren

«La sostenibilità è un’urgenza che non è possibile rimandare, anche se lo scenario attuale, tra il caro energia e la crisi ucraina, potrebbero indurre a un rallentamento, quando non a un’inversione di tendenza. Investire
in questa direzione è invece un’opportunità per le imprese: tali criteri conciliano aspetti etici con quelli di business, permettendo alle aziende di usare la sostenibilità come strumento competitivo e di distinguersi
attraverso l’impatto sociale e assicurare efficienza e trasparenza nella gestione aziendale. Come dicevo, parliamo anche di aspetti economici: il consumo di energia e l’impatto ambientale sono infatti destinati a divenire voci di costo significative per le aziende, e intervenire per una maggiore sostenibilità, a partire dal risparmio energetico, sarà sempre più un fattore di competitività strategico».

a cura di Andrea Lisi

(da CSRoggi Magazine – Anno 7 – n.5/6– Dicembre 2022; pag. 16)

Share This