È diventato sempre più rilevante e attuale, per le imprese, l’identificazione del purpose (lo scopo) della propria attività: la stella polare che guida l’esercizio dell’attività economica e la messa a terra dell’oggetto sociale.
Inizialmente sono state le “società benefit” a proporre un modello in cui l’attività è orientata a scopi ulteriori e diversi rispetto alla creazione e divisione degli utili.

Hanno poi fatto via via capolino altre società che, quale premessa all’oggetto sociale, inseriscono l’impegno al raggiungimento dello sviluppo sostenibile o altri obiettivi etici e ideali.
La vision del “fare impresa” è quindi entrata negli atti fondativi della società, quale impegno solenne verso le comunità di riferimento.

Valutare gli effetti sugli stakeholders
Ma come verificare che tutto non si riduca a mere dichiarazioni? I risultati raggiunti nel perseguimento del purpose possono essere misurati in qualche modo?
Se il bilancio quantifica la produzione e i risultati della gestione economica e i report di sostenibilità raccontano il modo con le imprese costruiscono valore (anche intangibile), la verifica dei riflessi dell’attività economica sugli stakeholders è l’oggetto della valutazione di impatto.

Tramite essa, l’impresa verifica gli effetti positivi o negativi che con la sua attività provoca sugli stakeholders e misura gli eventuali miglioramenti delle performance sotto tale profilo.
Tuttavia, l’approccio a questi temi richiede una prospettiva differente rispetto al bilancio di esercizio. Quest’ultimo ha a oggetto dati patrimoniali, finanziari ed economici, che rileva e comunica secondo principi e criteri condivisi e omogeni (OIC e/o IAS/IFRS).

Per la valutazione di impatto non esistono, almeno allo stato, metodologie e metriche altrettanto universali, ma una pluralità di strumenti caratterizzati da metodologie e persino assunti di base differenti.
A titolo di esempio, possono essere citati il B-Impact Assessment, il Bilancio del Bene Comune, la Matrice dell’Economia Civile, il Next Index, il Besa e il Sabi.

Gli strumenti per la misurazione dell’impatto
Il B-Impact Assessment nasce nel contesto del movimento B-Corp ispirato dall’idea di “usare il business quale forza positiva” e restituire alle imprese il ruolo di attori protagonisti per trasformare il sistema economico verso un modello economico più inclusivo, equo e rigenerativo.

Il Bilancio del Bene Comune è invece concepito dal movimento dell’Economia del Bene Comune, la vision è orientata al perseguimento di benessere e prosperità per le generazioni presenti e future raggiungibile nella misura in cui l’interesse collettivo è anteposto a quello individuale. Il Bilancio del Bene Comune si differenzia però dal BIA anche sul piano metodologico; la certificazione della valutazione di impatto può essere effettuata, in alternativa a un audit svolto dal network, in modo partecipato con un confronto e dialogo tra imprese pari.

Anche la Matrice dell’Economia Civile ha come obiettivo il perseguimento del Bene Comune, essendo stata sviluppata a partire dal pensiero del filosofo italiano Antonio Genovesi; del tutto peculiari sono i campi di valori di questa metrica che propongono alle imprese di misurarsi sui temi della gratuità, dei beni relazionali e della felicità.

Ancora differente è il sistema Next Index, elaborato tenendo conto di tre cornici di riferimento, quali gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030, i domini del framework del Benessere Equo e Sostenibile, i feedback e i diversi approcci presenti nella rete associativa.

Partire dal sistema valoriale di riferimento
Esistono quindi diversi strumenti per diversi approcci. Questa breve rassegna evidenzia che la valutazione di impatto richiede all’impresa di assumere, ex ante, innanzitutto una decisione sul proprio sistema valoriale di riferimento; da questa scelta, discende poi l’identificazione dei temi materiali per l’impresa stessa e per gli stakeholders.

Si può quindi concludere che la valutazione di impatto attua il purpose, sotto una duplice prospettiva. Essa è infatti un momento di verifica e restituzione agli stakeholders dei risultati della propria attività, ma, prima ancora, chiedendo l’adesione a un sistema valoriale invece che a un altro, contribuisce a declinare e dettagliare ulteriormente la stessa vision aziendale: il Tuo impatto, per il Tuo scopo, dunque.

di Marco Cristiano Petrassi
avvocato

(da CSRoggi Magazine – Anno 7 – n.3/4– Settembre 2022; pag. 44)

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