La Riforma del Terzo settore ha valorizzato con particolare incisività il tema della raccolta fondi. Il Codice del Terzo settore ha ampiamente trattato questa forma di sostegno e rafforzamento degli Enti del Terzo settore: da un lato definendola, dall’altro, come elemento di novità, ampliandola sia come tipologie e modalità di attività, sia come praticabilità, estendendone la platea dei beneficiari.
Perché ciò non rimanesse un semplice indirizzo e per conoscerne i dettagli effettivi, abbiamo però dovuto aspettare lo scorso 13 giugno, quando, come previsto dall’articolo 7 del Codice, il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, ha firmato il Decreto che di fatto ci ha consegnato, come allegato, questa imprescindibile, nuova “bussola” operativa.
Un cambio di passo epocale
Le linee guida, scaricabili dal sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (www.lavoro.gov.it), sono a tutti gli effetti uno strumento capace di cambiare paradigma nel non profit italiano: per la prima volta tutti gli Enti di Terzo settore, indipendentemente dalla loro forma giuridica, dimensione, missione, attività e classificazione come ente commerciale o non commerciale, dovranno sottostare alle medesime indicazioni. Una cosa che nell’Italia “dei mille borghi e dei mille campanili” si configura come un cambio di passo epocale.
Ciò che le linee guida chiedono a tutti gli Enti è altresì sigillo di garanzia per chi si occupa di CSR, magari cercando il partner non profit “giusto” per la valorizzazione sociale del proprio brand. Infatti, i principi fondamentali che devono caratterizzare l’attività di raccolta fondi sono verità, trasparenza e correttezza. Tre elementi che ogni azienda non può che volere vedere associati alla propria Corporate Social Responsibility e che oltretutto mirano alla tutela dei donatori, dei beneficiari delle donazioni e degli ETS stessi.
All’interno delle linee guida, essi sono definiti e declinati nella loro applicazione sul campo, ad esempio rispettando con diligenza le normative sulla privacy, fornendo informazioni complete e attendibili su modi e obiettivi delle raccolte.
Insomma, i sostenitori devono essere chiaramente informati sulla destinazione delle risorse da loro erogate. Inoltre, in coerenza con la progettualità e l’attività che l’ETS intende farsi sostenere attraverso una specifica iniziativa di raccolta, i fondi dovranno essere destinati esclusivamente ad attività di interesse generale (anche per il tramite di specifici progetti).
Un altro elemento che promuove la trasparenza e l’efficacia delle iniziative risiede nel fatto che gli enti, in fase progettuale delle attività di raccolta fondi, devono limitare le spese per organizzarle; in particolare le spese non potranno essere superiori o prossime ai ricavi della raccolta.
L’attenzione al “contratto di fiducia”
È evidente una richiesta di grande attenzione e impegno nei confronti del “contratto di fiducia” instaurato con i sostenitori e i sovventori dell’ente – aziende comprese – che si sostanzia attraverso il principio di trasparenza e con i criteri di rendicontazione cui gli ETS sono vincolati: nelle Linee guida, infatti, sono presenti anche lo schema di rendiconto e la relazione illustrativa da utilizzare per inserire i dati relativi alle raccolte.
Infine, la raccolta fondi può realizzarsi attraverso le donazioni, oppure tramite la sollecitazione al pubblico o la cessione o erogazione di beni o servizi di modico valore. Come noto, nel primo caso (come abbiamo già raccontato su CSROggi nel numero 2 Marzo/Aprile 2021), l’erogazione liberale di beni o denaro beneficia della detraibilità e deducibilità previste dal Codice.
All’interno delle Linee guida, trova altresì spazio un quadro di massima delle tecniche con cui effettuare la raccolta di fondi. Non è un elenco vincolante né esaustivo, ma va tenuto come riferimento per le buone prassi da adottare visto che ciascuna delle azioni inserite è corredata di indicazioni utili: per esempio il direct mailing può essere indirizzato solo verso persone che hanno fornito consenso esplicito; indicazione delle attenzioni da tenere nella comunicazione e nell’organizzazione di eventi di raccolta fondi; possibile contenuto degli accordi di collaborazione con società profit e così via.
In estrema sintesi, diverse sono le “tecniche” previste dalle Linee Guida e a disposizione degli ETS, si va dal direct response television alla collocazione di salvadanai, dai fondi provenienti da imprese for profit al direct mail. Tutti strumenti finalmente sistemizzati e che saranno, insieme a tutte le novità introdotte da questo cambio di paradigma, al centro di un incontro online curato dagli esperti di CSV Milano giovedì 22 settembre, ore 18. Tutte le informazioni su www.farenonprofit.it.
di Mauro Diluca
Fare Non Profit di CSV Milano
(da CSRoggi Magazine – Anno 7 – n.3/4– Settembre 2022; pag. 38)