Che ci si riferisca al business o allo sviluppo sociale e ambientale, la sostenibilità è ormai sempre più centrale ed essenziale nella nostra vita ed è in pratica un pilastro dell’evoluzione della società umana. Ma è anche diventata una esigenza imprescindibile per le aziende, non solo perché devono dare un effettivo contributo riducendo l’impronta ambientale, ma anche perché l’opinione pubblica è sempre più attenta ai loro comportamenti e ancor più perché è un metro di valutazione che la comunità finanziaria valuta molto attentamente nel prendere decisioni.

LucaCassani, CSR Manager di Epson Italia

Per questo il caso di Epson può essere emblematico: è un’azienda che ha iniziato il percorso verso la sostenibilità ben cinquant’anni fa, quando l’argomento era lontanissimo da qualunque programma, progetto e agenda ambientale. Da quegli anni Settanta, Epson non si è mai fermata: ha continuamente ridotto la propria impronta ambientale, sviluppato tecnologie sempre più attente ai consumi, realizzato prodotti sempre più piccoli e leggeri, posto un’attenzione sempre maggiore verso i sistemi di produzione e adottato politiche di rispetto verso i lavoratori e le comunità in cui è presente, ottenendo riconoscimenti più significativi da parte di importanti enti, agenzie e associazioni indipendenti.

Dalle politiche ESG ai 17 obiettivi SDG
Il concetto di sostenibilità̀ si è profondamente evoluto nel corso degli anni: da una visione basata quasi esclusivamente sugli aspetti ecologici ha assunto un significato più globale, che considera la dimensione ambientale, quella economica e quella sociale.

In un primo momento a dettare il passo è stata la sigla ESG, acronimo di Environmental, Social e Governance, mentre dal 2015 a guidare la nuova identità del business in ottica sostenibile sono i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG, Sustainable Development Goals) identificati dalle Nazioni Unite nel 2015 come piano d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità̀ futura, rispetto ai quali l’impegno di Epson è totale.

A questo proposito, l’azienda ha dichiarato: «Contribuiremo al raggiungimento di un futuro più̀ sostenibile, come previsto dagli SDG, utilizzando le nostre tecnologie efficienti, compatte e di precisione e la tecnologia digitale. Tutte le nostre operazioni e attività̀ sono allineate agli obiettivi, che abbiamo integrato nei nostri piani a medio e lungo termine. Gli SDG sono la bussola per la nostra attività̀ e per le nostre azioni per la sostenibilità̀. Dimostreremo di essere responsabili e trasparenti sia come azienda, sia come persone. Ci impegniamo a promuovere una leadership etica e una buona governance attraverso strategie basate sul valore e azioni positive per un business sostenibile».

Epson: cinquant’anni di sostenibilità
L’attenzione di Epson per l’ambiente e la sostenibilità nasce nel 1970, quando realizza nella sede di Suwa (prefettura di Nagano, Giappone) un sistema chiuso per il trattamento delle sostanze nocive contenute nelle acque reflue. È l’avvio di un impegno che cresce progressivamente e che nella primavera 2021 la porta a ridefinire l’Environmental Vision 2050, in cui dichiara di voler diventare carbon negative e non utilizzare più materie prime vergini entro il 2050.

Dietro a questo annuncio c’è una lunga storia di innovazione tecnologica e di prodotti che, a parità di prestazioni, abbattono i consumi elettrici e riducono la produzione di rifiuti, oltre a ridurre i costi operativi per le aziende. Tre in particolare:

  • la tecnologia a getto di inchiostro Precision Core, basata sulla tecnologia piezoelettrica, che è Heat Free perché non usa calore per espellere l’inchiostro
  • l’introduzione delle sacche di inchiostro ad alta capacità per le stampanti da ufficio della famiglia WorkForce
  • l’introduzione delle EcoTank (oltre 70 milioni di unità vendute nel mondo): stampanti senza cartucce, al loro posto ci sono capienti serbatoi ricaricabili.

a cura di Marco Taverna

(da CSRoggi Magazine – Anno 7 – n.3/4– Settembre 2022; pag. 28)

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