Il PNRR è lo strumento con cui il Governo italiano intende perseguire, al netto delle turbolenze geopolitiche, gli obiettivi di ripresa economica e sociale per il nostro Paese. Le sue sei missioni vedono la trasformazione digitale come elemento trasversale, capace anche di supportare la transizione verso la sostenibilità ambientale.

Fin dalle sue prime implementazioni, la digitalizzazione ha mostrato di poter portare vantaggi nei processi produttivi e distributivi; la pandemia ha messo ancor più in evidenza come la sua applicazione alla vita quotidiana sia ormai imprescindibile, accelerandone l’adozione da parte di organizzazioni e aziende. In generale, l’applicazione delle nuove tecnologie ambisce alla riduzione degli sprechi e a un migliore uso delle risorse.
E può aiutare e sostenere anche la diminuzione e il controllo delle emissioni di gas nocivi. Con l’utilizzo di cloud computing, intelligenza artificiale e internet delle cose, per esempio, è possibile monitorare e rendere più efficienti i sistemi di riscaldamento, il consumo di acqua e di gas. Questi temi sono sempre più importanti per le imprese di ogni settore d’industria.

Le figure professionali garanti della Corporate Social Responsibility (CSR), infatti, sono diventate così rilevanti da essere considerate essenziali nella strategia che punta alla sostenibilità di aziende pubbliche e private. IBM ha da sempre dato priorità alla sostenibilità includendola nella sua strategia aziendale. Sin dal 1971, con il suo primo “environmental po licy statement” ha messo in chiaro i suoi obiettivi rispetto al business e alle sue intersezioni con l’ambiente, in aree quali: energia e cambiamento climatico, conservazione e biodiversità, prevenzione dell’inquinamento e gestione dei rifiuti, catena di approvvigionamento, catena del valore e il suo sistema di gestione ambientale a livello globale.

Nella sua storia, che vanta più di un secolo, IBM ha sostenuto l’Accordo di Parigi nel 2015 e nel 2017.
Nel 2019, è diventata un membro fondatore del Climate Leadership Council, e sostiene pienamente il suo piano bipartisan per una carbon tax con il 100% dei proventi netti pagati ai cittadini come dividendi relativi al carbonio. Dal 1990, ogni anno, pubblica un Rapporto Ambientale che raccoglie e documenta tutti i suoi step e i traguardi raggiunti in tema di sostenibilità ambientale, tra cui la riduzione, nel corso degli ultimi quindici anni, delle proprie emissioni di CO2 del 39,7%, con largo anticipo sull’obiettivo del 40% fissato al 2025.

Fino ad arrivare a fine gennaio 2021, quando insieme a una dozzina di altre imprese IBM ha dato vita al MIT Climate and Sustainability Consortium per accelerare l’implementazione su larga scala, e nel mondo reale, di soluzioni per affrontare la minaccia del cambiamento climatico e, a febbraio 2021, quando ha dichiarato l’impegno a raggiungere lo zero netto entro il 2030 come parte dei propri sforzi per proteggere il pianeta.

Il suo impegno si spinge oltre, rendendo disponibili le tecnologie che sfruttano l’intelligenza artificiale, la blockchain e il cloud ibrido anche ad altre realtà che condividono i nostri stessi obiettivi. All’inizio di quest’anno, IBM ha annunciato IBM Sustainability Accelerator, un programma pro-bono globale di impatto sociale che mette a disposizione di organizzazioni senza scopo di lucro ed enti governativi le sue tecnologie e un ecosistema di esperti per rafforzare e ampliare progetti focalizzati sul supporto alle popolazioni più a rischio a causa di minacce ambientali, quali cambiamenti climatici, condizioni estreme dell’ambiente e inquinamento.

La sostenibilità, infatti, oltre a essere una scelta di responsabilità verso noi stessi e gli altri, può essere anche un fattore di crescita per ogni Paese. Abbiamo una grande opportunità davanti a noi. Non ci resta che coglierla.

di Floriana Ferrara – CSR Country Leader IBM Italy

(da CSRoggi Magazine – Anno 7 – n.2 – Marzo/Aprile 2022; pag. 28)

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