Lo scorso 26 settembre si è svolta al Porto di Ostia la prima edizione dell’Acea Green Cup, la regata “sostenibile”, organizzata dal Gruppo Acea in collaborazione con Marevivo e 100Vele, con il patrocinio del Ministero della Transizione Ecologica. Un’iniziativa pensata con l’intento di sensibilizzare e a diffondere le tematiche legate alla sostenibilità̀ e alla tutela dell’ambiente.

A questa prima edizione della regata hanno partecipato 14 equipaggi appartenenti a 21 società del Gruppo, che si sono sfidati in una prova su triangolo per un totale di 4,5 miglia. Ha veleggiato, fuori gara, anche l’imbarcazione Eco40, completamente a zero emissioni e quindi ecosostenibile, di Matteo Miceli, che nel 2014 con la stessa barca ha compiuto il giro del mondo in solitaria.

La competizione è stata vinta dall’imbarcazione della società Acea Energia. L’Acea Green Cup non è stata solo una regata e una giornata di sport, ma anche l’occasione per fare il punto sui progetti delle società del Gruppo finalizzati alla tutela dell’ambiente e allo sviluppo dei territori. Sono stati selezionati, attraverso un contest interno, quelli che maggiormente hanno raggiunto questi obiettivi di sostenibilità. «L’ACEA Green Cup – ha dichiarato la Presidente Michaela Castelli – non è solo un evento sportivo ma è stata l’occasione per creare il primo momento di aggregazione in sicurezza tra le persone del Gruppo e valorizzare l’impegno di tutti per la crescita dell’Azienda. Tra i progetti, tutti di alto valore, rivolgo un particolare apprezzamento all’hub vaccinale, ulteriore conferma dell’attenzione verso la collettività e il territorio in cui operiamo».

«In occasione dell’Acea Green Cup – ha aggiunto il Direttore Operativo di Acea, Giovanni Papaleo – il Gruppo ha presentato una serie di progetti innovativi e “sostenibili” ispirati ai principi della salvaguardia dell’ambiente e allo sviluppo dei territori in cui opera.
Tali iniziative costituiscono una testimonianza diretta dell’impegno del Gruppo Acea in questo senso. Alcuni di questi progetti sono legati alla tutela della risorsa idrica, come la bonifica e il recupero dell’’ecosistema fluviale del Sarno, intervento che produce effetti positivi anche sull’ambiente marino del Golfo di Napoli. Tra le altre importanti realizzazioni, un innovativo processo industriale che converte i fumi di scarico in potenziale energetico e un nuovo approccio al territorio che coniuga sostenibilità e sviluppo e converte parte delle risorse provenienti dalla tariffa su progetti utili per le comunità.

Sul versante dell’innovazione, lo Sportello Digitale, un nuovo canale di contatto con il cliente, che ha contribuito alla continuità del rapporto con l’utenza anche durante il lockdown. Sull’impegno che l’Azienda ha assunto nella lotta al Covid 19, infine, ricordo la realizzazione in soli 20 giorni di un Hub vaccinale presso la sede Acea di Roma, che ha permesso di fornire un contributo importante alla campagna vaccinale nazionale».

«L’evento velico è stata una novità per il Gruppo ACEA – ha concluso l’Amministratore Delegato Giuseppe Gola –. Abbiamo pensato di promuoverlo perché la vela, per il suo legame con il mare e con l’ambiente, è uno fra gli sport simbolo della sostenibilità. Da sempre infatti il Gruppo è orientato verso strategie di sviluppo che coniugano gli obiettivi di crescita industriale con la salvaguardia del territorio e dell’ambiente. Nei prossimi anni saremo sempre più impegnati a integrare i target di sostenibilità nelle nostre scelte di business per contribuire sempre più concretamente alla transizione ecologica del Paese».

I progetti delle società del Gruppo Acea finalizzati alla tutela dell’ambiente e allo sviluppo dei territori.

Sostenibilità e sviluppo: impatto sociale PROTOCOLLO DI ECONOMIA CIRCOLARE di Acquedotto del Fiora, presentato dalla società che gestisce l’acquedotto toscano, con l’obiettivo di coniugare sostenibilità e sviluppo, crea un modello che riconsegna parte delle risorse economiche provenienti dal territorio, dalla tariffa alla realizzazione di opere utili alle collettività locali.

Questo progetto è stato creato per sostenere lo sviluppo e incrementarne le performance di sostenibilità del territorio di riferimento, attraverso un “Protocollo di economia circolare” che destina una parte degli affidamenti di beni, servizi e lavori, non sottoposti alla disciplina del Codice degli Appalti, agli operatori economici locali. A tal fine, AdF (Acquedotto del Flora) ha istituito un sistema di qualificazione appositamente dedicato agli appalti detti “no core business”, creando un “Albo ad hoc” accessibile alle sole imprese locali. Lo scopo è quello di coniugare ambiente e lavoro, sostenibilità e sviluppo e riconsegnare parte delle risorse economiche provenienti dal territorio con la tariffa, al territorio stesso. Gli investimenti genereranno un indotto per il mercato locale, nonché la valorizzazione di professionalità che porteranno più sviluppo, più responsabilità sociale e azioni concrete per organizzare un futuro più sostenibile.

La creazione di una rete di fornitori locali rappresenta, infatti, una grande opportunità e porta benefici tangibili. Le aziende che si candidano a fornire beni, lavori e servizi ad AdF dovranno soddisfare i requisiti di qualità, prezzo e affidabilità, ma anche condividere la tensione verso l’innovazione dei processi e l’impegno per ridurre gli impatti e i rischi di natura ambientale e sociale presenti nella filiera di approvvigionamento, impegnandosi in una relazione chiara e responsabile. Nella valutazione delle prestazioni si terrà in considerazione anche il comportamento di responsabilità sociale e ambientale e i fornitori saranno sottoposti a verifiche su questi aspetti. Tali requisiti permetteranno di migliorare le performance del territorio grossetano e senese proprio a partire dalla sua sostenibilità ambientale.

Sostenibilità e sviluppo: impatto territoriale ENERGIE PER IL SARNO
è un progetto permanente dalla forte valenza di coinvolgimento degli stakeholders, presentato dalla società campana Gori per la realizzazione del disinquinamento del bacino idrografico del fiume Sarno, che rappresenta un importante obiettivo di natura ambientale per il recupero dell’ecosistema fluviale e l’impatto che il corso d’acqua ha sull’intero Golfo di Napoli.

Si tratta di un progetto permanente di stakeholder engagement. Nel 2020 Gori è stata individuata come soggetto attuatore per la realizzazione di rilevanti opere di disinquinamento del bacino idrografico del fiume Sarno, attraverso il completamento della rete fognaria e il conseguente collettamento a depurazione. Da qui l’idea di coinvolgere i 33 comuni interessati, le associazioni ambientaliste e le industrie conserviere, al fine di impostare dialoghi parteci pativi e  collaborazioni sinergiche. Il risanamento del fiume Sarno rappresenta un importante obiettivo di natura ambientale, per il recupero del suo ecosistema e l’impatto che il corso d’acqua ha sull’intero Golfo di Napoli. Dal punto di vista sociale, inoltre, lo scopo è quello di tutelare la salute dei cittadini, garantire maggiore salubrità dei prodotti agricoli, favorire lo sviluppo economico dell’area e l’incremento del benessere collettivo legato all’aumento del turismo. Il tavolo di concertazione ha lo scopo specifico di aprire un canale di comunicazione diretto con i protagonisti del  territorio, per ascoltare, progettare e definire insieme gli interventi tecnici e le azioni di divulgazione.

I beneficiari diretti sono i circa 800mila cittadini residenti nei comuni nel bacino idrografico del fiume Sarno, mentre quelli indiretti sono rappresentati dagli abitanti delle zone limitrofe e dalla Regione Campania tutta. Gli impatti di natura ambientale mireranno a ristabilire l’ecosistema fluviale e a eliminare le forme di inquinamento da scarico presenti nella zona, con un impatto positivo sia sulla salute dei cittadini sia sul tessuto socio-economico delle comunità  locali, in termini di turismo e supporto alle attività lavorative.

Sostenibilità e sviluppo: impatto territoriale “IWAYS – INNOVATIVE WATER RECOVERY SOLUTIONS THROUGH RECYCLING OF HEAT, MATERIALS AND WATER ACROSS MULTIPLE SECTORS”,
è stato studiato dalla società del Gruppo, Simam, ha proposto un innovativo processo industriale per il recupero, il  riutilizzo e la valorizzazione del potenziale energetico e delle risorse contenute nei fumi di scarico, ottenendo un miglioramento dell’efficienza energetica degli impianti.

iWAYS definirà un innovativo processo industriale per il recupero, riutilizzo e valorizzazione del potenziale energetico e di risorse contenuto nei fumi di scarico. Lo sviluppo di una serie di tecnologie per il recupero di acqua, energia e altre sostanze dai flussi gassosi emessi in atmosfera è la sfida di iWAYS. La tecnologia sviluppata sarà testata in 3 dimostratori in diverse nazioni europee e in vari settori produttivi (ceramico, chimico e acciaierie). Il progetto punta a definire un approccio circolare innovativo per contrastare le emissioni di gas e vapori di scarto trasformandoli nello stesso tempo in materie prime da riutilizzare, aumentando la sostenibilità ambientale e la competitività dei processi produttivi.

Tutto ciò tramite la combinazione di tecnologie innovative che saranno sperimentate con impianti dimostrativi in ambiente rilevante e operativo in Italia, Spagna e Svezia in diversi settori produttivi, quali quello ceramico, chimico e siderurgico. La sfida consiste nel mettere a punto tecnologie in grado di recuperare acqua ed energia dai flussi gassosi e dal vapore di scarto emessi in atmosfera dai camini di varie fabbriche e aziende. Tutto ciò in considerazione del fatto che le emissioni di processi industriali, oltre a contribuire all’inquinamento ambientale, disperdono in atmosfera risorse preziose quali energia e acqua.

Il loro recupero porterebbe diversi vantaggi: l’acqua, tramite condensazione, potrebbe essere riutilizzata nel processo produttivo; lo stesso vale per il calore di scarto, che potrebbe portare a un miglioramento dell’efficienza energetica complessiva dello stabilimento nel quale verrà implementato iWAYS, abbassando quindi sia i costi operativi sia quelli ambientali. Infine, la separazione e l’immagazzinamento delle sostanze di scarto ridurrebbe le sostanze dannose disperse nell’ambiente e dannose per la salute.

Engagement sostenibile “SPORTELLO DIGITALE”
progetto, già realizzato, del nuovo canale di contatto pensato da Acea Ato 2 per garantire servizi al cliente anche a  distanza nel periodo del lockdown, nel quale sono stati più difficili i contatti interpersonali. Un modo per usare le potenzialità del digitale e far convergere sostenibilità e innovazione nel processo di modernizzazione dei servizi commerciali dell’Azienda.

Si tratta di un servizio su prenotazione che permette al cliente di effettuare, da remoto, tutte le operazioni gestibili presso gli sportelli fisici. Per attivarlo basta essere dotati di un computer con webcam o uno smartphone e una connessione internet. La prenotazione può essere effettuata in autonomia accendendo all’area Clienti MyAcea o contattando il numero verde commerciale. Sono disponibili circa 170 slot giornalieri di 30 minuti ciascuno.

L’obiettivo del progetto non è solo quello di migliorare le modalità di contatto con il cliente, favorendo efficienza e accessibilità da remoto, ma anche quello di ridurre l’impatto ambientale, diretto e indiretto, eliminando gli  spostamenti fisici (e quindi le emissioni di CO2) e l’utilizzo della carta. Durante il lockdown, poi, lo sportello digitale ha permesso di continuare a garantire il contatto in sicurezza tra operatori e clienti nel pieno rispetto delle norme anti Covid-19.

Progetto speciale “REALIZZAZIONE DELL’HUB VACCINALE ACEA”
di piazzale dei Partigiani a Roma, che fino a oggi ha somministrato più di 70.000 dosi di vaccino.
Il Centro vaccinale di Acea è stato realizzato negli spazi dell’ex Autoparco Aziendale con l’obiettivo di fornire un concreto contributo al Piano strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione delle infezioni da SARS-CoV-2.

a cura di Carlo Rho

(da CSRoggi Magazine, anno 6, n.4, Settembre/Ottobre 2021, pag. 60)

 

 

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