Tra Francia e Italia scorre un fil rouge virtuoso, che unisce etica e responsabilità d’impresa, impegno per ridurre l’impatto ambientale e adesione al Piano di Ripresa e Resilienza Nazionale per facilitare la ripartenza e dare un impulso positivo all’occupazione, temi su cui l’intera comunità economica è chiamata a intervenire con la massima urgenza.
A tessere e a rafforzare una solida comunione di intenti concorrono le attività economiche e le partnership commerciali che fervono tra le due nazioni europee anche grazie al contributo di un’istituzione storica e prestigiosa: la CCI France Italie – Camera di Commercio, la prima rete di affari franco-italiana nonché la più antica camera di commercio estera nel nostro Paese. Con sede a Milano, è un’istituzione privata di diritto italiano che fa parte della rete delle Camere di Commercio e d’Industria Francesi all’Estero (CCI France International) e raggruppa oltre 300 imprese francesi e italiane.

Strategie di business innovative e sostenibili
Dal 1885, anno della sua fondazione, la Chambre si adopera per incentivare e rafforzare le relazioni economiche tra la Francia e l’Italia, facilitando la cooperazione e i rapporti commerciali tra i due Paesi. Nel 2020, la Francia ha puntato sull’Italia con 66,6 miliardi di euro di investimenti diretti, collocandosi al primo posto tra gli investitori stranieri nel nostro Paese.
L’Italia, quarto fornitore per la Francia con una quota di mercato dell’8,6 per cento, nel 2019 ha totalizzato una quota di investimenti diretti di 31,8 miliardi di euro. Un’attività di scambi commerciali che ha generato oltre 280mila posti di lavoro sul territorio italiano e oltre 101mila in Francia, in cui operano circa 2.100 aziende italiane, con un fatturato di quasi 50mila milioni di euro.

«In questo contesto dinamico e produttivo, La Chambre e le sue imprese sottolineano la volontà di impegnarsi attivamente per la riuscita del Piano di Ripresa e Resilienza Nazionale, allo scopo di generare un impatto economico e occupazionale positivo e favorire la ripresa italiana anche attraverso un dialogo diretto con le istituzioni – ha dichiarato Denis Delespaul, presidente della Chambre –. Vogliamo supportare un’economia basata su strategie di business innovative e sostenibili con una visione a lungo termine, capace di generare effetti positivi nell’immediato e nel futuro ma anche in grado di operare nel rispetto dell’ambiente. Sappiamo quanto scelte e comportamenti non abbastanza consapevoli abbiano finora depauperato il Pianeta delle proprie risorse, danneggiandolo oltre la sua naturale capacità di rigenerazione. Questo ha favorito i paventati cambiamenti climatici responsabili di grandi disagi sociali.

Pertanto, il nostro obiettivo è quello di incentivare il raggiungimento dei risultati economici nel rispetto dei criteri ESG. Dobbiamo tutti agire con responsabilità e intervenire con azioni concrete e con progetti virtuosi che vadano oltre il profitto e che tengano conto del loro impatto sull’ambiente e sulle persone, per favorire un approccio etico e sostenibile, attento alla comunità globale e rispettoso delle generazioni future».

Accogliere le potenzialità del cambiamento
Nel 2021, anno cruciale per l’Europa in fatto di decisioni sul clima e sull’ambiente, la Chambre continua a rinnovare il suo impegno ESG con azioni mirate, attraverso strategie pensate per contribuire a risolvere le difficoltà legate al cambiamento climatico e le sfide sociali innescate dalla pandemia. Con le attività dei suoi Club, promuove networking e scambio di esperienze per accogliere le potenzialità del cambiamento, con particolare attenzione all’innovazione e alle start-up, che supporta con progetti dedicati. Ispirato alla sostenibilità sociale, il Club Inspiring Women, dal 2017 valorizza i talenti femminili per colmare il gender gap, purtroppo ancora molto presente nelle aziende, tramite attività di mentoring che incoraggiano le giovani donne ad acquisire nuove competenze e ad accrescere la propria propensione all’approccio manageriale.

Sul tema della Responsabilità Sociale d’Impresa, il Club CSR ha attivato un dialogo per diffondere, tra le aziende associate, l’importanza di un approccio etico, responsabile e positivo e per incentivare comportamenti corretti nella gestione della filiera produttiva e rispettosi del territorio. Consapevole che i benefici per la comunità siano un valore aggiunto insostituibile, il Club CSR nel 2020 si è attivato su importanti aspetti della sostenibilità sociale anche con volontariato e donazioni aziendali a favore della Fondazione Foqus, allo scopo di sostenere le famiglie e tutelare il benessere delle persone, del territorio e dell’ambiente in aree in cui il disagio sociale lo renda necessario.

Altri progetti hanno coinvolto i collaboratori delle aziende associate, che hanno ricevuto supporto per migliorare la propria vita e le proprie aspettative di carriera, con un occhio di riguardo alle famiglie, all’occupazione femminile e alla sensibilizzazione dei ragazzi in età scolare verso la scoperta del mondo del lavoro, delle sue richieste e delle sue opportunità.

Il Manifesto di Sostenibilità
Quest’anno, alla vigilia della Cop26, è stato presentato il Manifesto di Sostenibilità, una decisa dichiarazione di intenti con cui un gruppo di aziende associate alla Chambre ha riconfermato il proprio impegno e la volontà di offrire il suo contributo concreto alla lotta contro i cambiamenti climatici, con azioni tangibili in materia ESG finalizzate a realizzare la transizione necessaria per il clima e per la società auspicata dall’Accordo di Parigi.

Ciascuna impresa associata, nel proprio ambito di competenza e in linea con la propria filosofia, porta avanti azioni specifiche e strategie per fare concretamente la differenza nel settore in cui opera. A raccontare l’impegno per la sostenibilità è chi più rappresenta lo spirito di ogni singola azienda: Ceo e Ad impegnati con le loro persone e nei rispettivi ambiti per la trasformazione verso un futuro migliore.

B&B Hotels
Strutture ricettive e servizi di hotellerie innovativi, sostenibili e green caratterizzano la catena alberghiera internazionale di segmento low budget più importante e in più rapida crescita in Europa, che punta su tecnologia e ospitalità a prezzi contenuti e competitivi. «La sostenibilità è sempre più un tema centrale nella strategia di B&B Hotels a livello nazionale e globale – ha dichiarato Valerio Duchini, Presidente e AD di B&B Hotels Italia, Slovenia e Ungheria –. Da sempre agiamo e ci impegniamo per un continuo progresso intorno allo sviluppo sostenibile e al rispetto del pianeta e dei suoi abitanti, siano essi ospiti dei nostri hotel, partner o stakeholder. Una progettazione responsabile a 360 gradi, dalle primissime fasi di ideazione alla realizzazione delle strutture, fino ai servizi offerti ai clienti. Innovazione, sostenibilità e qualità sono i driver principali e le chiavi di successo dello sviluppo di B&B Hotels in un’ottica sempre più green ed attenta ai temi sociali e di governance».
Oggi B&B Hotels conta più di 580 hotel in Europa e 49 in Italia al miglior prezzo solo su hotel-bb.com.

Capgemini
Tecnologia alla portata di tutti, riduzione delle emissioni e valorizzazione della diversità e dell’inclusività sono i tre pilastri su cui fonda la propria responsabilità sociale Capgemini, leader nella trasformazione digitale con oltre 270mila dipendenti in tutto il mondo. «In questo ricco contesto di impegno sociale abbiamo colto con entusiasmo la possibilità di aderire al manifesto del Club CSR della Chambre – dice Andrea Falleni, Amministratore Delegato di Capgemini Italia –. Siamo convinti che il nostro impegno per contrastare il cambiamento climatico insieme a quello delle altre aziende aderenti ci consentirà di generare un impatto positivo ancora più grande. I nostri impegni sulla sostenibilità ambientale come Gruppo sono molto precisi: diventare carbon neutral entro il 2025 e net zero entro il 2030. Per fare questo abbiamo elaborato, anche localmente, un piano di riduzione delle emissioni con obiettivi “science based”. In Italia siamo già passati al 100% di energia rinnovabile per le nostre Operation. Parte dei nostri sfidanti obiettivi di Gruppo sono i nostri clienti, ai quali consentiremo di risparmiare 10 milioni di tonnellate di Co2 attraverso i nostri servizi di innovazione».

Carrefour Italia
L’azienda dal 2018 ha implementato il programma “Act for food” con l’obiettivo di diventare leader mondiale nella transizione alimentare. I focus: controllo delle filiere, maggiore accessibilità al biologico per tutti, difesa dei piccoli produttori locali e valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche di tutto il territorio italiano. Con un volume d’affari di 4,66 miliardi di euro nel 2020, l’azienda è in 18 regioni italiane con oltre 1.450 punti vendita e impiega oltre 15mila collaboratori. Anche nel 2021, è tra le 20 migliori in Italia per l’impegno a favore della Diversity & Inclusion secondo Diversity Index.
«Come Carrefour Italia siamo attivamente impegnati in proget ti di responsabilità sociale ispirati agli obiettivi di sviluppo sostenibile identificati dall’Agenda 2030 dell’Onu – afferma Christophe Rabatel, CEO di Carrefour Italia –. La nostra volontà è quella di diventare leader nella Transizione Alimentare per Tutti, ponendoci come guida per l’intera filiera. Questo perché siamo consapevoli che solo operando insieme si possa agire per un futuro migliore, a tutela dell’ambiente, dei diritti delle persone e del benessere animale. Siamo quindi felici di poter ora condividere con le aziende parte della CCI France Italie il nostro know-how e le nostre strategie in termini di sostenibilità, in un’ottica di mutua crescita e nella volontà di raggiungere obiettivi comuni».

CNP Vita
Partecipata al 57,5% dal gruppo assicurativo francese CNP Assurances e al 38,8% dal gruppo bancario UniCredit, CNP Vita è attiva da 24 anni nel comparto Vita, con polizze di risparmio e prodotti di protezione e di previdenza complementare destinati al territorio italiano, principalmente centro e sud Italia, e registra una produzione annualizzata di 2,54 miliardi di euro. «La responsabilità sociale e ambientale è da anni al centro della nostra mission di assicuratore responsabile: ispira la nostra offerta, orienta il nostro modo di dialogare con i clienti, guida la nostra politica di investimento e stimola l’innovazione e l’interazione con il territorio – ha dichiarato Tanguy Carré, Amministratore Delegato di CNP Vita –. La nostra azienda è impegnata fin dal 2010 a contribuire allo sviluppo di un mondo più sostenibile grazie anche all’adesione al Patto Mondiale delle Nazioni Unite e ai suoi principi: la protezione dell’ambiente, i diritti umani, la lotta contro la corruzione. L’attuazione dell’Agenda 2030 richiede un forte coinvolgimento di tutte le componenti della società e le imprese svolgono un ruolo fondamentale. La nostra volontà di essere attivi nella costruzione di un futuro sostenibile si concretizza nella nostra strategia di sostenibilità che viene aggiornata periodicamente per rimanere ambiziosa e pertinente».

Essilor Group
Leader nel settore ottico-oftalmico da oltre 170 anni, Essilor investe ogni anno oltre 200 milioni di euro in ricerca e innovazione. «Siamo orgogliosi di partecipare al Manifesto per la COP26, uniti in una coalizione di aziende franco- italiane, che promuovono la sostenibilità come valore nel fare impresa. Essilor Group mette la propria esperienza al servizio di una buona visione, in linea con la nostra Mission essenziale di Migliorare la vita migliorando la vista –, ha spiegato Alessandra Barzaghi CSR Director Italy Essilor Group –. Da questa sfida, la nostra più grande nello sforzo di sviluppo sostenibile, deriva anche il nostro impegno in ambito di responsabilità sociale, ambientale e di impatto sui nostri stakeholders.
Il cambiamento climatico è uno dei tre punti di attenzione del Gruppo, sul quale operiamo per garantire una crescita sostenibile a lungo termine che ci consenta di compiere la nostra Mission. La natura della nostra attività fa sì che noi si abbia un impatto ambientale leggero. Tuttavia, riteniamo che ridurre la nostra carbon footprint lungo l’intera catena  del valore e costruire la resilienza aziendale sia un’opportunità da percorrere comunque; finora abbiamo fatto  progressi su molti fronti: valutazione dell’impronta di carbonio globale del Gruppo lungo la catena del valore, identificazione delle tre principali fonti di emissioni di carbonio, accelerazione dei programmi associati per ridurre gli impatti climatici più significativi e conduzione valutazione del rischio per preparare la resilienza aziendale per il futuro».

Groupe Guillin
Nata nel 1972, Groupe Guillin è leader in Europa nel settore del packaging alimentare, con 30 società e 2.800 dipendenti in oltre 70 paesi. «Da sempre siamo garanti dell’uso ragionato degli imballaggi, e sono diversi i punti su cui  ci concentriamo in tema di ecosostenibilità – ha dichiarato Etienne Le Labourier, Amministratore Delegato Guillin Italia –. Attuiamo logiche di progettazione ecocompatibile, in primis la riduzione del peso e l’utilizzo di materiale riciclato,  che ci permette di ridurre notevolmente l’impronta di carbonio legata a trasporti e produzione dei nostri prodotti. Non solo materiale riciclato, ma anche fonti di acquisto responsabili come resine europee e cartone FSC. Nel corso degli anni abbiamo aumentato l’efficienza del nostro parco industriale, per esempio limitando il consumo di energie e acqua e favorendo il reinserimento degli scarti di produzione. Il nostro ultimo grande impegno è la partnership  esclusiva con Prevented Ocean Plastic™, con cui ci impegniamo a raccogliere la plastica da spiagge e fiumi in Indonesia con cui verrà prodotto materiale riciclato di qualità, che integriamo nei nostri prodotti».

Havas Pr
Il network di comunicazione del gruppo internazionale Havas Group, presente in oltre 75 Paesi in sei continenti, supporta le imprese nel percorso verso l’impatto positivo, aiutandole a sviluppare e a divulgare i loro progetti etici e sostenibili. «In un momento in cui l’emergenza climatica richiede interventi concreti e tempestivi da parte di tutta la comunità economica – ha dichiarato Caterina Tonini, CEO di Havas PR –, il nostro contributo è anche quello di offrire una consulenza strategica alle imprese per aiutarle a valorizzare il loro impegno verso un futuro sostenibile.
Costruire i presupposti per un impatto positivo sull’ambiente e sulla comunità oggi può diventare parte integrante e quantificabile della strategia di business, un’opportunità che le imprese hanno per assumere un ruolo sociale sempre più consapevole, attento al territorio e agli stakeholder. Con la nostra azienda e con le nostre persone operiamo in prima linea accanto a loro, con la volontà di condividere un patrimonio di progetti etici, innovativi, virtuosi e  responsabili, che rispettino il Pianeta e che siano in grado di creare valore per la società».

Lactalis Italia
In Italia da oltre 30 anni con un fatturato di oltre 2,5 miliardi di euro, Lactalis è parte del Groupe Lactalis leader mondiale dei prodotti lattiero-caseari. È il primo acquirente di latte nazionale con 1,43 miliardi di litri di latte raccolti  ogni anno da circa mille conferenti latte in 15 regioni, che trasforma nel rispetto della tradizione.
«Con le nostre aziende Galbani, Parmalat e Nuova Castelli siamo il primo gruppo alimentare per stabilimenti produttivi in Italia, contando su 30 stabilimenti in dieci regioni, tre centri di eccellenza R&D e oltre 5mila collaboratori, e vogliamo esprimere la nostra leadership anche per contribuire concretamente al cambiamento – ha affermato Giovanni Pomella, General Manager delle aziende Lactalis in Italia –. Abbiamo pertanto messo a punto un modello per il nostro business che identifica i fattori che, nell’ottica di raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030, crediamo essere fondamentali per accompagnare la crescita economica: garantire la competitività orientando investimenti sostenibili, tutelare i territori e le tradizioni alimentari, ridurre l’impatto ambientale e gli sprechi alimentari, promuovere l’innovazione, l’educazione e la sicurezza alimentare».

Mazars
Gruppo internazionale, con un modello esclusivo di partnership integrata, specializzato in servizi di audit, tax e advisory. In costante espansione, opera in 91 Paesi in tutto il mondo con 42mila professionisti e investimenti crescenti  in Italia che rappresenta per Mazars uno dei mercati strategici.
«La sostenibilità è parte integrante della strategia di Mazars a livello globale – ha sottolineato Olivier Rombaut, Managing Partner di Mazars in Italia –. Contribuiamo a un mondo equo, prospero e inclusivo, prendendoci cura del successo delle nostre persone e dei nostri clienti, della  fiducia nei mercati finanziari e dell’integrità della nostra professione. Siamo impegnati a promuovere attivamente la parità di genere e la multiculturalità.

In Mazars il 44% dei ruoli apicali è ricoperto da donne e solo nel 2020 Mazars  ha accolto 78 nuovi partner internazionali provenienti da 30 paesi. In Italia, la sostenibilità è uno degli aspetti chiave della nostra strategia di sviluppo. E lo era anche prima della pandemia: la scelta per l’head-quarter di Milano di un edificio sostenibile con certificazione LEED Gold e le nostre politiche di welfare, da sempre orientate al Work Life Balance, ne sono la conferma. Essere soci di CCI France Italie ci offre ulteriori opportunità di scambio e confronto su un tema cruciale per il futuro di tutti noi».

Roveda
Fondata nel 1955 e acquisita nel 2000 da Chanel, Roveda rappresenta il savoir-faire italiano nella fabbricazione di calzature a livello mondiale. Situata a pochi chilometri da Milano, nello storico distretto calzaturiero di Parabiago, è oggi una delle più importanti aziende del Paese in questo settore e produce per grandi marchi del lusso.
In azienda lavorano oltre 300 persone che coniugano abilmente artigianato, alta tecnologia e cura dei dettagli per un risultato di qualità eccellente. Roveda pone particolare attenzione alla politica CSR, parte integrante di tutti i processi aziendali, dallo sviluppo dei nuovi prodotti, alle soluzioni tecnologiche più innovative sino all’attenzione nei piccoli gesti quotidiani.
«La trasmissione del savoir-faire – sottolineano i responsabili dell’azienda – la valorizzazione della territorialità e del distretto industriale della calzatura, facendo tesoro delle competenze distintive delle persone che permettono di realizzare il Made in Italy sono parte del nostro DNA». Nel 2021 è stato creato un laboratorio “think tank” per i giovani di Roveda che si sono cimentati nella ricerca di progetti innovativi per riflettere su soluzioni sostenibili.

a cura della Redazione

(da CSRoggi Magazine, anno 6, n.4, Settembre/Ottobre 2021, pag. 52)

 

 

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