
Carlo Basilio Bonizzi
Anche in agricoltura l’obiettivo della transizione sostenibile dei processi produttivi e del governo del territorio è all’ordine del giorno. Una transizione che le politiche agricole si avviano a sostenere con ben maggior vigore del passato e che la pubblica opinione richiede ormai con forza.
Una svolta che, tra l’altro, passa necessariamente attraverso l’identificazione e la creazione di nuove figure professionali.
È in questo quadro che la Casa dell’Agricoltura promuove, attraverso un percorso formativo post universitario, la costituzione di una nuova figura professionale, denominata Formatore Agricolo Ambientale (Faa).
Visione complessiva dei problemi
Il Faa è un consulente aziendale che ha una visione complessiva dei problemi della transizione agricola e territoriale verso la sostenibilità e ha la capacità di indicare le soluzioni adottabili.
È un professionista che presenta anche un’ampia cognizione generale del significato della sostenibilità agricola che unisce a una forte adesione alle specifiche problematiche aziendali e alle loro dinamiche nel moderno mercato agroalimentare.
Il perseguimento di questo principale obiettivo è collegato ad altri non meno importanti:
- la diffusa informazione sugli argomenti indicati, in particolare sulle politiche per l’agricoltura sostenibile e sui percorsi amministrativi per corrispondervi
- l’implementazione di relazioni tra agricoltura e pubbliche amministrazioni
- la diffusione di modelli e di pratiche colturali e di allevamento attente alla sostenibilità territoriale
- la possibilità di riconoscere e praticare innovazioni verso la sostenibilità in relazione con gli Istituti di ricerca e le università
- la diffusione presso le pubbliche amministrazioni di corrispondenti attenzioni verso le nuove pratiche sostenibili
- una maggiore tutela del reddito agricolo conseguente alla adozione di pratiche vincenti nel mercato dei prodotti agroalimentari
- l’implementazione di esperienze di trasformazione diretta in azienda di prodotti agricoli e conseguenti possibili esperienze di vendita diretta rivelatesi significative in periodo di pandemia
- l’occasione di sostenere esperienze di agricoltura sociale.
Tutto ciò si accompagna al rafforzamento di una professione di alta qualificazione e di indirizzo strategico attraverso la presenza di professionisti giovani, quindi aperti e attenti alle novità.
Il percorso formativo
Il progetto prevede una parte formativa teorica con lezioni frontali, una parte di formazione pratica presso aziende ed enti (stage), anche in contemporaneità e coerenti con la parte teorica, infine un tirocinio – della durata di 3 mesi – presso aziende ed enti. Il corso è previsto per dottori in scienze agrarie e in scienze forestali (specialistica), ma possono accedere al corso anche persone con titolo di studio assimilabile, previa attenta verifica.
La formazione punta a costruire una figura professionale che può ambire da una parte alla libera professione, dall’altra a entrare in forza ad aziende agricole singole o associate; oppure a operare presso aziende industriali produttrici di mezzi tecnici per l’agricoltura, presso enti diversi (parchi pubblici, comunità montane, enti locali, organizzazioni professionali dell’agricoltura).
Il percorso formativo si avvia con l’anno accademico universitario e prevede la partecipazione di 15 corsisti, per un totale di:
- 230 ore di lezione frontale o per esercitazione
- 100 ore di tirocinio/stage (da eseguirsi anche in corso di lezioni frontali o esercitazioni).
Per quanto riguarda l’orario il corso prevede una frequenza totale di 330 ore, pari a 10 ore circa la settimana.
Sono previsti nove moduli didattici
Questi i moduli didattici previsti dal programma formativo: Economia sostenibile, Politiche per la sostenibilità, Ecologia, Agroecologia e agricoltura biologica, Zootecnia sostenibile, Precision farming, Pianificazione territoriale, Multifunzionalità agricola e Agricoltura sociale.
Parte fondamentale del corso è il tirocinio. Della durata di tre mesi, il tirocinio completa il ciclo formativo e si propone di agevolare l’avviamento al lavoro dei partecipanti, mettendo i corsisti a diretto contatto con i possibili offerenti oppure nell’avviamento di un’attività in proprio.
Per questi tre mesi verranno messe a disposizione da 3 a 5 aziende agricole, da 3 a 5 aziende industriali. Gli enti saranno individuati nelle forme organizzate dell’agricoltura, negli enti parco e negli enti territoriali, sempre da 3 a 5 soggetti.
I corsisti, a conclusione del ciclo formativo, dovranno realizzare un elaborato finale che rappresenta un’occasione di verifica e di confronto in ordine ai risultati formativi di tipo professionale, al giudizio sulla esperienza intrapresa da parte degli studenti, alla verifica su taluni aspetti della attività che hanno particolarmente segnato la formazione, a specifici risultati conseguiti per la parte di tirocinio.
Un sostegno di qualità
Casa dell’Agricoltura, ideatore e proponente, è il referente generale del progetto formativo e provvede alla sua organizzazione. Ma ha partner forti e consolidati.
Per la realizzazione del progetto formativo si avvale infatti delle competenze dell’Università di Milano, del Crea-bp e Rete Rurale e di altri enti.
L’Ordine dei dottori agronomi e dottori forestali di Milano (Odaf) svolge la funzione di validazione del corso e del “titolo” conseguito. In questa funzione provvede alla verifica delle materie formative e della esecuzione del percorso formativo. Il Consiglio dell’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali (Conaf) e la Federazione degli Ordini delle Province della Lombardia condividono nella forma del patrocinio.
Fondazione Cariplo è uno dei partner strategici e sostiene nell’ambito delle proprie attività di formazione il progetto.
Viene costituito anche un Comitato Scientifico, che ha il compito di presiedere l’attività dal punto di vista scientifico e didattico, verificare l’andamento dell’attività prevedendo cambiamenti e correzioni in corso d’opera al fine di rendere più efficace l’attività, conservando sempre gli indirizzi fondamentali.
Il Comitato Scientifico è composto da un rappresentante di Casa dell’Agricoltura, di Fondazione Cariplo, di Università di Milano, di Crea-bp, di Odaf. Casa dell’Agricoltura ne garantisce il funzionamento coordinandone i lavori. Al suo interno viene approvato un semplice regolamento cui fare riferimento. Il Comitato Scientifico in particolare stabilisce i criteri di accesso al Corso per i quali sono stabiliti i fondamentali: laurea specialistica in Scienze Agrarie e Scienze Forestali, voto e titolo di laurea, esperienze precedenti. Il Comitato potrà aggiungere ulteriori criteri e valutare candidati di formazione differente in base al profilo personale e formativo presentato. L’affinamento dei criteri di selezione sarà suggerito in base anche alla affluenza di iscritti oltre ai 15 previsti.
di Carlo Basilio Bonizzi
Segretario generale Casa dell’Agricoltura
(da CSRoggi Magazine, anno 6, n.3, Maggio/Giugno 2021, pag. 48)