Produrre energia in modo sostenibile, rispettando l’ambiente, anzi addirittura aiutando lo sviluppo delle biodiversità. È la sfida che hanno davanti tutte le grandi aziende energetiche ed è una sfida che si può vincere solo con un approccio di economia circolare e con l’innovazione tecnologica. Per questo il cambiamento dei paradigmi di produzione dell’energia è una grande opportunità per le startup.

Abbiamo parlato del binomio energia-innovazione con Nicola Rossi, responsabile innovazione nella business line Global Power Generation di Enel. Nel 2019 i megawatt-ora che il Gruppo ha prodotto da rinnovabili hanno superato quelli generati dal termoelettrico tradizionale. Adesso c’è da pensare alla sostenibilità delle rinnovabili. La multinazionale italiana ha in corso negli Stati Uniti un progetto sperimentale per aumentare il fattore di utilizzo del suolo di un parco solare fotovoltaico attraverso l’integrazione con l’agricoltura, in collaborazione con il governo americano. E sta lavorando sul riciclo delle pale degli impianti eolici, grazie anche al contributo di diverse startup.

Rossi, perché è così importante recuperare le pale degli impianti eolici?
Perché avremo milioni di tonnellate di materiale composito da gestire nei prossimi anni e dobbiamo prepararci a farlo. Il problema si percepisce ancora poco perché gli impianti eolici sono giovani o si stanno costruendo adesso ma hanno una vita media di 20 anni e presto vedremo gli effetti. Le pale sono fatte di fibra di vetro e di carbonio immersa in una matrice di resina e non esistono ancora tecnologie mature ed economiche per riutilizzare o riciclare questi materiali. Noi stiamo lavorando sul riciclo, selezionando e testando alcune soluzioni per poi sviluppare una catena del valore che oggi non esiste: chi pre-tratta le pale macinandole; chi dovrà riciclare il rifiuto; chi sarà in grado di trasformarlo in altri materiali o prodotti e chi li potrà utilizzare. Questo è un percorso che non possiamo fare da soli, è un impegno di sistema.

Come avete gestito il contributo delle startup per trovare soluzioni innovative?
Abbiamo avviato diverse iniziative con il nostro sistema di Innovation Hub internazionali e sulla piattaforma di “idea crowdsourcing” del Gruppo Openinnovability. In particolare abbiamo lanciato due challenge, abbiamo raccolto circa 180 proposte e ne abbiamo selezionate una decina, soprattutto negli Stati Uniti e in Europa, che sono in fase di test.

Quali proposte di riciclo delle pale sono arrivate?
Tantissime. Le aree di utilizzo vanno dai pannelli prefabbricati per le costruzioni ai materiali isolanti; dalle ceramiche agli asfalti. Ci sono poi le proposte di impiego per rinforzare altri materiali, specie in ambito sportivo. La sfida, come dicevo, è valutare la fattibilità e costruire una filiera, coprendo tutti i gap della catena del valore.

Accogliete ancora proposte di soluzioni innovative?
Assolutamente sì. È un processo di innovazione continuo in cui continuiamo a ricercare soluzioni. Questa è una grande opportunità per le startup, visti anche gli impegni presi dall’Unione Europea in tema di economia circolare. Abbiamo per esempio lanciato una nuova Challenge sul solare nelle settimane scorse e stiamo raccogliendo i primi risultati.

Eolico e solare sono le tecnologie che stanno guidando la a transizione verso l’energia sostenibile. Ma sul fotovoltaico ci sono stati molti dubbi per l’impatto sul territorio visto che gli impianti utility scale occupano molto spazi.
È vero ma basta cambiare punto di vista. Non guardare più alla sola produzione di energia elettrica, ma coniugarla con altre forme di utilizzo del suolo, per esempio l’agricoltura o la zootecnia, al fine di creare valore condiviso anche con le comunità locali nel rispetto dell’ambiente. La domanda che ci siamo posti è: come possiamo progettare gli impianti solari del futuro preservando altri possibili usi del terreno e le biodiversità presenti? A noi piace parlare di “agrivoltaico” come integrazione dell’agricoltura in impianti fotovoltaici, limitando al minimo l’impatto sul lay-out degli stessi e non il contrario. Per far questo è necessario mettere a punto soluzioni innovative, ritagliate sulle caratteristiche dei diversi siti e sulle specificità di ogni impianto.

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(da economyup newsletter del 21 giugno 2020)

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