Pubblichiamo la sintesi dell’ultima intervista della serie dedicata ai Green Leader di Giovanni Minoli. L’intervista integrale è andata in onda lunedì 6 aprile su National Geographic. L’intervistato è Giovanni Teodorani Fabbri, 43 anni, romagnolo, direttore di Fater Smart che, con Procter Gamble e Gruppo Angelini, è leader di mercato in Italia per i prodotti assorbenti per la persona e che ha sviluppato una tecnologia brevettata in 130 Paesi. Unica per il riciclo.
Da leader nella produzione siete diventati anche leader del riciclo?
«Speriamo di diventarlo. Abbiamo sempre creduto nella sostenibilità ambientale. È sempre stato uno dei pilastri della nostra strategia».
In concreto, che cosa vuol dire per voi sviluppo sostenibile?
«Uno sviluppo che risponda ai principi dell’economia circolare. Sostenibilità economica e ambientale possono e devono andare di pari passo».
Com’è la vostra tecnologia?
« Consente di recuperare i pannolini che ora finiscono in discarica 0 vengono inceneriti, di sterilizzarli completamente e di trasformarli in plastica, cellulosa e polimero super assorbente».
Quando un rifiuto come il vostro diventa riciclabile?
«Il presupposto è che alla base ci sia la raccolta differenziata, ma serve il giusto impianto normativo. Da luglio in Italia abbiamo finalmente il decreto “End of Waste” firmato dal ministro dell’Ambiente e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che permette ai nostri prodotti riciclati di essere anche commercializzati. Puntiamo ad applicarlo anche in altri contesti».
Il primo impianto con questa tecnologia è vicino a Treviso. È operativo?
«Per una questione autorizzativa, non ancora a piena capacità. Riusciamo però a riciclare e recuperare del tutto le materie prime alla base dei prodotti. Recuperiamo il 100% del prodotto. Stiamo costruendo altri due impianti, in India e in Olanda, e vogliamo applicare la tecnologia nella maggior parte possibile delle regioni italiane».
A Treviso c’è un’eccellenza della raccolta differenziata. Quella è una condizione indispensabile?
«Sì. La buona notizia è che in Italia già 14 milioni di persone, quindi più del 20% della popolazione, sono servite dalla raccolta differenziata».
E come avviene la raccolta per voi?
«Ci sono diversi modi, con il porta a porta o con centri ecologici 0 ambientali. Abbiamo poi sviluppato un contenitore speciale, il “cassonetto intelligente” per la raccolta differenziata».
Ci sono incentivi per chi lo usa?
«Se la tassa sui rifiuti è in base al volume conferito, ci sono sconti sull’imposta per chi differenzia i pannolini e altri prodotti assorbenti per la persona. Oltre agli incentivi ambientali».
Essendoci degli incentivi, i comuni interessati dovrebbero aumentare…
«È quello che spero. I comuni potrebbero avere soprattutto una riduzione nei costi di trattamento, perché sono comunque rifiuti difficili da trattare. Gli operatori della raccolta possono inoltre avere un vantaggio grazie ai materiali che derivano dal riciclo».
Da una tonnellata di rifiuti particolari come i vostri, cosa si recupera?
«Il 100% delle materie prime e seconde quindi plastica, con cui si possono fare giocattoli, cellulosa, il mio biglietto da visita è fatto di cellulosa riciclata, e il polimero super assorbente può essere riutilizzato invece nella produzione di pannolini. La cellulosa poi può essere usata nelle cartiere, nell’edilizia. Il polimero super assorbente può essere usato persino in agricoltura perché può ritenere l’acqua nei periodi di pioggia e rilasciarla gradualmente durante la siccità. Da un problema ambientale nasce un aiuto all’ambiente. Il nostro processo consente il completo abbattimento della contaminazione micro batteriologica. È un riciclo, sicuro per l’ambiente e per gli utilizzatori».
E sulle emissioni si risparmia?
«Estesa a tutto il territorio italiano, la nostra tecnologia consentirebbe di ridurre emissioni pari a quelle prodotte in un anno da 100mila auto».
Quanti rifiuti recupereremmo?
«Solo in Italia 900 mila tonnellate di rifiuti l’anno, che attualmente finiscono in discarica 0 vengono inceneriti. Sono due volte il Colosseo».
Chi è il vostro vero nemico?
«La burocrazia. A livello locale i processi autorizzativi sono ancora lenti».
Quanto investite in ricerca?
«Il 4% del nostro fatturato ogni anno, di cui una parte crescente dedicata alla sostenibilità. Il massimo sarebbe riuscire a fare un pannolino con le informazioni sul nostro processo di riciclo, ci stiamo lavorando».
di Giovanni Minoli