Janssen, azienda farmaceutica belga fondata nel 1953 e nel 1961 acquistata dalla statunitense Johnson & Johnson, basa la sua identità sul riconoscimento e la valorizzazione della centralità delle persone.

Da sempre, infatti, le persone – e non “i pazienti”, come in Janssen tengono a sottolineare – sono poste in cima alla scala dei valori espressi nel Credo aziendale e sono al centro delle azioni eseguite quotidianamente, nella convinzione che chi si impegna per la salute della collettività non può trascurare le dinamiche sociali del mondo circostante.

«Noi di Janssen siamo persone comuni che ogni giorno sono animate dalla volontà di migliorare la salute delle persone, ricercando e sviluppando con passione soluzioni terapeutiche innovative che si traducano in tempo, vita e speranza. La nostra missione è quella di creare un futuro in cui le malattie siano un ricordo del passato». Ma non solo, l’attività di Janssen si spinge anche all’ideazione e al supporto di campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica nelle aree terapeutiche in cui l’azienda è impegnata.

Particolarmente intensa è, inoltre, l’attenzione al territorio, attraverso iniziative di sostegno di varia natura. «Perché lo facciamo? Perché pensiamo che ci sia sempre qualcosa da restituire, soprattutto al territorio e alla comunità che ci ospitano – sottolinea Scaccabarozzi, che è anche Presidente di Farmindustria -. Non lo facciamo per un ritorno di immagine, il nostro non è marketing sociale, questo non ci interessa. Pensiamo si debbano portare avanti iniziative dall’alto valore sociale senza aver particolari Interessi, a meno che questi non coincidano con quelli dell’applicazione di una fattiva social responsibility.

Il sostegno alla parità di genere

Janssen sostiene la parità di genere e la leadership femminile. Per questo è tra i soci fondatori di Valore D, l’Associazione di aziende creata nel 2009 per sostenere donne lavoratrici e promuoverne il talento fornendo gli strumenti e le conoscenze necessarie alla loro crescita professionale. Le attività si concentrano su cinque aree di lavoro: Mentorship, Skill Building, Work-Life Balance, Role Model e Social Innovation che dall’esperienza degli associati e dagli studi sul settore risultano fondamentali per lo sviluppo del talento femminile. Attualmente la metà del Board di Janssen è composto da donne e circa il 54% della popolazione totale è al femminile.

«Pensiamo che il valore delle persone in azienda non dipenda dal genere, ma dalla loro unicità che consente a ciascuno di portare nel proprio lavoro qualcosa di suo. Preferiamo persone che abbiano un pensiero libero e innovativo, perché solo così continueremo ad essere pionieri in tutto ciò che facciamo, esplorando terreni nuovi, diversi da quelli usuali. La diversità, intesa come unicità, per noi di Janssen è fondamentale».

Il “Credo”, la carta valoriale

I valori di Janssen sono scritti nero su bianco. Sono contenuti nel Credo, la bussola valoriale che è alla base dell’azienda. «Se veniste presso la nostra sede, trovereste sulle pareti un grande pannello con le firme di tutti i collaboratori Janssen, che con questo gesto hanno sottoscritto il Credo dell’azienda. La stessa cosa nel mio ufficio in Direzione Generale, dove le firme sono sette, quelle dei componenti del Comitato Esecutivo.

Ogni anno, tra luglio e agosto, a livello mondiale tutti i 180 mila collaboratori di J&J partecipano alla “Credo Survey”, un questionario anonimo con domande sul rispetto dei nostri valori aziendali e su altri aspetti come work-life balance, diversità e inclusione, retribuzioni. Con soddisfazione, devo dire che in Italia, raggiungiamo sempre il nostro obiettivo di avere un tasso di risposta non inferiore al 95%. Una volta raccolte tutte le risposte, i risultati vengono trasmessi ai membri del Comitato esecutivo che provvedono a predisporre piani di azione basati sugli indicatori sorti.

C’è da sottolineare che l’osservanza dei valori del Credo sono non solo irrinunciabili per tutti i dipendenti, ma rappresentano anche un criterio di scelta per i collaboratori esterni, dai fornitori ai distributori, che vengono selezionati non solo per le loro caratteristiche di qualità, ma anche perché dimostrano nel loro agire quotidiano di rispondere ai valori ritenuti fondamentali dall’azienda.

La JC Band

Tra le tante iniziative messe in campo dall’azienda dal punto di vista della raccolta fondi per situazioni degne di essere sostenute, spicca per originalità la costituzione della JC Band, gruppo rock costituito da soli collaboratori Janssen che ha come chitarrista e cantante lo stesso Massimo Scaccabarozzi. Non è un passatempo tra amici, questo risulta chiaro fin da subito, e lo si capisce dalle parole del frontman della band: «Dalla fondazione, avvenuta nell’ormai lontano 2008, la band ha eseguito quasi 140 concerti in tutta Italia – e qualcuno anche all’estero -, tutti a favore di associazioni in genere di piccole dimensioni, che hanno davvero bisogno delle cifre che riusciamo a raccogliere nelle nostre serate.

Abbiamo suonato e cantato al Beccaria, per associazioni come “Donne in carcere”, per malati, per piccoli paesi che avevano bisogno di un presidio medico, per associazioni create da genitori per ricordare il loro figlio scomparso, per alcune scuole… Anche al Cutting Room di New York, davanti alla comunità italiana per un’associazione di donne malate di cuore! Per noi è una gioia poter fare questo: quando mi dicono “voi date tanto” io rispondo “no, noi riceviamo tanto: quando torniamo a casa dopo un concerto sentiamo di essere persone migliori. Sono situazioni, queste che ti lasciano dentro sensazioni forti e uniche che è difficile ottenere da altro».

Qual è il repertorio? Musica rock, in tutte le salse, soprattutto Vasco Rossi ma non solo: «I nostri inizialmente erano concerti, adesso sono spettacoli. Ci cambiamo due-tre volte, ci vestiamo anche da pirati, tanto che ormai qualcuno mi chiama il “Capitano Uncino della solidarietà”, cosa che mi onora profondamente».

 di Luca Palestra

(da CSRoggi Magazine, anno 5, n.1, Febbraio/Marzo 2020, pag. 8)

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