12 marzo 2020 – La “Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli”, che organizza annualmente il Meeting di Rimini, ha eletto il nuovo consiglio di amministrazione per il prossimo triennio. Sono stati confermati Bernhard Scholz, consulente di direzione, Andrea Simoncini, professore ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Firenze e Giorgio Vittadini, professore ordinario di Statistica all’Università di Milano Bicocca. Nuovi eletti sono Guadalupe Arbona Abascal, professoressa di Letteratura spagnola all’Università Complutense di Madrid, e Marco Bersanelli, ordinario di Fisica e Astrofisica all’Università degli Studi di Milano.
Bernhard Scholz è stato eletto come nuovo presidente della Fondazione Meeting, succedendo a Emilia Guarnieri che l’ha guidata dal 1993.
Tutti i consiglieri hanno espresso la loro profonda gratitudine e riconoscenza ad Emilia Guarnieri, che ha fatto parte del gruppo fondatore del Meeting e che ha svolto per 27 anni la funzione di presidente.

«Cogliere l’eredità dei fondatori del Meeting», ha dichiarato Scholz, «vuol dire lavorare con passione e responsabilità perché il Meeting continui a crescere e a rinnovarsi con la linfa vitale dell’origine. Il drammatico momento di emergenza epidemiologica che stiamo vivendo ci richiama a una delle intenzioni principali che hanno segnato la storia del Meeting nei suoi 40 anni: riscoprire e testimoniare una speranza e un coraggio capaci di affrontare con libertà e responsabilità le circostanze anche difficili che la storia ci pone, una speranza che permette ad ognuno, nella sua unicità, di contribuire al bene di tutti, attraverso i suoi talenti e le sue fragilità, attraverso le sue conoscenze e le sue domande».
«La necessità assoluta, in queste settimane, di ridurre al minimo indispensabile i contatti», ha aggiunto il neopresidente, «ci rende ancora più consapevoli di quanto noi viviamo di relazioni, del valore dell’incontro e del dialogo, dello scambio di esperienze e, soprattutto, della condivisione. Guardando ai medici e agli infermieri che, in queste ore drammatiche, in mezzo a mille difficoltà, curano con dedizione straordinaria, al limite delle proprie forze, i pazienti affetti dal Coronavirus, possiamo riconoscere con ammirazione e gratitudine come la condivisione, fino al sacrificio, non solo è un bene prezioso per tutti, ma anche il seme del cambiamento».