Tra le aziende che per prime hanno avvertito il cambiamento e hanno ricapitalizzato l’interesse degli investitori in ESG – dati ambientali, sociali e di governance – c’è in prima fila Intel. Il colosso americano dell’elettronica ha infatti iniziato a collaborare con gli investitori sulle problematiche ESG già vent’anni fa.

«Erano anni pionieristici – ha raccontato Suzanne Fallender, direttore della Sostenibilità di Intel, a CR Magazine – in cui attraverso i cosiddetti “roadshow di sensibilizzazione” facevamo incontrare i rappresentanti delle aziende con i rappresentanti di società di investimento socialmente responsabili specializzate».

Con il tempo, e visto il valore delle azioni messe in campo, il campo degli investitori tradizionali si è allargato sempre più.

Una situazione che ha creato effetti positivi all’esterno, con la comunità ESG, ma che ha anche portato giovamento alla fiducia e alla collaborazione interna. «Questo – ha aggiunto Fallender – ci ha permesso di lavorare in modo efficace in più dipartimenti per guidare una strategia integrata tra la divulgazione prettamente aziendale e quella legata agli ESG».

Investire in energie e inclusione

A partire dal 2012 Intel ha investito più di 200 milioni di dollari in progetti di risparmio energetico, ottenendo un risparmio energetico cumulativo di oltre 4 miliardi di chilowattora e risparmi sui costi di circa 500 milioni di dollari entro la fine del 2018».

Intel è stata inoltre tra le prime a interagire con gli investitori in merito alle strategie di inclusione, con particolare attenzione ad attrarre e trattenere i migliori talenti. Nel 2015, la società ha fissato l’obiettivo di raggiungere la piena rappresentanza delle donne e delle minoranze sottorappresentate nella sua forza lavoro statunitense entro il 2020. Lo scorso anno la società ha raggiunto il suo obiettivo di rappresentanza con due anni d’anticipo.

L’azione sui principali temi ESG come il risparmio energetico e lo sviluppo dei talenti offre a Intel molte buone notizie da condividere con gli investitori.

«Segnalare pubblicamente i nostri obiettivi e le nostre prestazioni – ha spiegato Fallender –, ci ha permesso di condividere le migliori pratiche e intuizioni con altri, compresi i nostri clienti e fornitori. Ciò che abbiamo scoperto nel corso del tempo è che la nostra capacità di continuare a guidare una maggiore efficienza e di essere trasparenti sui nostri risultati è aumentata grazie al fatto che i nostri clienti e investitori aumentano la propria attenzione sulle prestazioni e sugli obiettivi di sostenibilità e quindi la fiducia nei nostri confronti».

a cura di Carlo Rho

(da CSRoggi Magazine, anno 4, n.3, Luglio 2019, pag. 29)

 

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