Nella sede di Nexum stp a Roma incontriamo Paolo Stern, presidente del consiglio di amministrazione, consulente del lavoro, sposato, con due figlie.
Dottor Stern, ci racconti come nasce il progetto di Nexum stp.
«Parte dall’incontro tra cuore e cervello. Dalla passione per la nostra attività di consulenza all’impresa e la consapevolezza che il mondo è cambiato anche nel nostro settore. La dimensione classica dello studio professionale non è più idonea all’esigenza delle imprese. Ed è così che due studi professionali con oltre 25 anni di esperienza si sono integrati e hanno dato vita a Nexum stp».
Che cosa fate?
«Forniamo alle Pmi consulenza e servizi nei settori fiscale, finanziario e societario, legale e del lavoro. Diamo supporto anche alle attività di marketing, innovazione tecnologica e digitalizzazione finalizzate allo sviluppo».
Come siete organizzati?
«Siamo una comunità al lavoro. Un gruppo di oltre 260 persone, considerando tutte le società e gli enti controllati, che ha deciso di pensare in grande, di crescere e di competere nel difficile mare della consulenza e dei servizi alle imprese. Competere per noi è proprio la parola chiave ma ripresa nel suo significato etimologico Cum-petere… correre insieme e non correre contro. Ci confrontiamo per dare il meglio di noi nel rispetto delle regole e delle persone. Abbiamo l’ambizione di affermare che proprio su questi parametri si fonda uno sviluppo forte e sostenibile».
Paga essere etici in un settore di furbi?
«È la migliore garanzia per chi lavora con noi. Trasparenza, innovazione, coerenza e soprattutto conoscenza è quello che serve alle imprese che crescono. Senza una competenza e una visione attuale del mondo della fiscalità e del lavoro non si cresce e si corrono anche inutili rischi. Settori complessi che richiedono molte competenze. Per questo abbiamo deciso di essere grandi e di creare un’azienda di consulenza dedicata soprattutto alle piccole e medie imprese».
Concretamente, che cosa significa per voi la CSR?
«Ad esempio, abbiamo deciso di farci monitorare da parti terze; operiamo con comportamenti rispettosi dei nostri assistiti, con la certificazione della qualità del nostro fare, dei nostri dipendenti. Abbiamo la certificazione Asse.Co. che ci colloca tra le aziende virtuose riconosciute dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro. Abbiamo contrattato con le organizzazioni sindacali un accordo di secondo livello, inserito un sistema di welfare aziendale, definito meccanismi di armonizzazione dei tempi personali e professionali. Abbiamo bilanci certificati, rating di legalità e sistema di controllo 231».
Come si riflette tutto ciò nel vostro rapporto con gli assistiti?
«Se io dicessi a un mio assistito che è utile attivare un sistema di welfare aziendale e non ne adottassi uno, secondo lei sarei credibile nel mio messaggio? Certo che no! Noi vogliamo dire che pur operando nel profit si può avere rispetto per gli stakeholder. Anzi, maggiore è il rispetto e maggiore e più duraturo sarà il successo dell’impresa».
Quali sono gli obiettivi che vi siete posti?
«L’ambizione è diventare la più importante società italiana di consulenza. Oggi abbiamo già dieci sedi ma vogliamo essere presenti sull’intero territorio nazionale. Chiuderemo il bilancio aggregato 2018 con un volume d’affari intorno ai 14 milioni di euro. Ed è il primo! Il 2019 si è aperto con prospettive importanti e con la fiducia accordataci da tanti nuovi assistiti ai quali rendiconteremo i risultati del nostro lavoro in un bilancio sociale».
a cura di Giorgio Tedeschi
(da CSRoggi Magazine, anno 4, n.2, Maggio 2019, pag. 26)