Unipol è da sempre impegnata a garantire trasparenza ai propri stakeholder, come testimonia la tradizione di rendicontazione non finanziaria che risale al 1993, quando fu pubblicato il primo Rapporto Sociale di Unipol Assicurazioni.

All’entrata in vigore del Decreto Legislativo 254/2016, il Gruppo Unipol ha scelto di rispondere alle richieste normative incorporando la Dichiarazione di carattere non finanziario (DNF) nella Relazione Annuale Integrata, come conseguenza di una visione che riconosce le strette interconnessioni tra aspetti economici, sociali e ambientali nel determinare le performance complessive dell’azienda.

I fattori distintivi di eccellenza
La struttura del documento è conforme all’International <IR> Framework definito dall’IIRC (International Integrated Reporting Council) e gli indicatori di performance rappresentati, oltre ad adempiere ai dettami del Decreto, sono conformi ai “Sustainability Reporting Standards” emanati nel 2016 dalla Global Reporting Initiative (GRI), per garantire quanto più possibile la comparabilità con le best practice nazionali e internazionali.

All’interno di questo quadro rigoroso, Unipol ha potuto mettere a fuoco i propri fattori distintivi di eccellenza che, facendo leva sui diversi capitali posseduti, contribuiscono a declinare un modello di business coerente, nello stesso tempo capace di adattarsi e di cogliere le opportunità offerte dai profondi cambiamenti che sta attraversando il settore assicurativo in questi anni.

La DNF, all’interno del Bilancio Integrato, diventa quindi un fondamentale strumento di comunicazione verso gli azionisti, perché essi possano valutare la capacità di produrre valore, inteso nel senso più ampio del termine, in modo sostenibile e duraturo nel tempo.

La misurazione della performance
Una narrazione così articolata trova sintesi in alcune “infografiche” per facilitare il lettore nella comprensione delle connessioni e interdipendenze tra i temi considerati “materiali” da tutti gli stakeholder, i capitali coinvolti del modello di business, gli obiettivi strategici di Unipol, i macrotrend che impattano il settore assicurativo, fino alle ricadute esterne delle attività del Gruppo.

Il progresso economico e sociale del contesto in cui si opera è infatti il presupposto della capacità di creare valore: particolare attenzione è dedicata a rappresentare il contributo di Unipol al raggiungimento dei Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite. La narrazione delle specificità del Gruppo è sempre accompagnata dalla misurazione delle relative performance, per consentire un confronto nel tempo e, per quanto lo consentano le singolarità di ogni modello di business, con gli altri attori del settore.

Nello stesso tempo la DNF, così interpretata, costituisce uno strumento di dialogo e confronto con l’intero sistema degli stakeholder, importante per rafforzare la cultura interna necessaria per gestire i rischi potenziali e cogliere le opportunità derivanti dai cambiamenti di contesto e di mercato.

Le funzioni di controllo del Gruppo
I rischi ambientali, sociali e legati alla governance (cd. “rischi ESG”) sono valutati e gestiti per la catena di fornitura (facendo evolvere e rafforzando nel tempo un modello di controllo dedicato) e per tutte le fasi del processo di business, partendo dal core business assicurativo fino a quello delle società diversificate.

Le funzioni di controllo del Gruppo sono coinvolte con continuità per mappare i presidi attivi al riguardo, e in particolare l’Osservatorio Reputational & Emerging Risk, costituito all’interno del Risk Management, garantisce un ascolto strutturato dei segnali di cambiamento dell’ambiente esterno e dei conseguenti rischi e opportunità. L’attività dell’Osservatorio è particolarmente importante in considerazione della prospettiva strategica e di medio periodo che contraddistingue la DNF e per questo trova ampio spazio nella rendicontazione.

La DNF così intesa non può che evolversi continuamente dato lo scenario in cui il settore si trova ad affrontare sempre nuovi rischi (cyber security, protezione dei dati personali…), gli enti di controllo mostrano un’attenzione crescente sui temi ESG, la rivisitazione delle Policy di Gruppo in chiave ESG.

Affinché la DNF costituisca un solido strumento di comunicazione verso azionisti e stakeholder sono necessari collaborazione e consapevolezza interna al Gruppo in un processo di rafforzamento culturale che si autoalimenta, ma anche il confronto con i diversi interlocutori esterni interessati, per garantire sempre più confrontabilità e solidità della rendicontazione.

di Lorenzo Negromanti

(da CSRoggi Magazine, anno 4, n.2, Maggio 2019, pag. 18)

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