Milano, 3 dicembre 2018 – Si è tenuto oggi il convegno Circular – L’economia che fa sistema organizzato dall’Associazione IMQ presso l’Unicredit Pavilion di Milano: il convegno ha affrontato la relazione tra imprese ed economia circolare, nell’ambito del sistema industriale, con focus sul tema della misura e competitività.

Il Presidente dell’Associazione IMQ, Matteo Marini, e Maria Antonietta Portaluri, Vicepresidente con delega alla Sostenibilità, hanno aperto i lavori e dato il via agli interventi dei relatori: Tim Jackson, Economista e Direttore del CUSP (Centre for the Understanding of Sustainable Prosperity), Andrea Bianchi, Direttore Area Politiche Industriali di Confindustria e Paola Brambilla, Delegato WWF Italia per la Lombardia.

Lo stato dell’arte e gli obiettivi

Tra i grandi Paesi europei, l’Italia è quello con la quota maggiore di recupero di materia prima nel sistema produttivo, con una quota pari al 18,5%. L’Italia infatti, con 256,3 tonnellate per milione di euro prodotto, è il più efficiente tra i grandi Paesi europei nel consumo di materia dopo la Gran Bretagna (che impiega 223,4 tonnellate di materia per milione di euro).

In dieci anni è riuscita a dimezzare il proprio consumo di materie prime, facendo molto meglio rispetto alla Germania che, oggi, impiega 423,6 tonnellate di materia per milione di euro. L’Italia è anche seconda per riciclo industriale, con 48,5 milioni di tonnellate di rifiuti non pericolosi avviati a recupero (dopo la Germania con 59,2 milioni di tonnellate ma prima di Francia, 29,9 t.; Regno Unito, 29,9 t. e Spagna, 27 t.). Un recupero che fa risparmiare energia primaria per oltre 17 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio all’anno, ed emissioni per circa 60 milioni di tonnellate di CO2[1].

All’economia circolare è dedicato il pacchetto di provvedimenti approvato lo scorso 20 aprile dal Parlamento europeo. Secondo gli obiettivi del piano, la quota di rifiuti urbani da riciclare dovrà passare dall’attuale 44% al 55% nel 2025, fino al 65% nel 2035. Entro il 2035 non più del 10% dei rifiuti potrà essere smaltito nelle discariche (in Italia è al 28% per il 2016).

A che punto sono le aziende

In questi anni le imprese hanno investito soprattutto nelle attività di marketing e commerciali (61%) e nelle attività di ricerca e sviluppo e rinnovo dei propri prodotti (48%). Il 52% dichiara che l’occupazione è aumentata grazie all’adozione di pratiche di economia circolare, l’assunzione di nuove figure professionali tecniche e l’aggiornamento delle risorse interne. L’economia circolare offre alle imprese ampi spazi di innovazione e competizione attraverso una gestione più efficiente delle risorse e l’adozione delle nuove tecnologie riconducibili nell’ambito dell’industria 4.0.

Il ruolo della certificazione

In tale contesto la certificazione si attesta come necessaria, quale opportunità e strumento di verifica della misura di circolarità sia sui processi industriali, sia sui prodotti. E necessari sono standard oggettivi misurabili, in funzione di sicurezza e sostenibilità (quali le certificazioni di processi e di prodotti).

Il Gruppo IMQ è presente e lo sarà ancora di più nell’affiancare l’industria nella certificazione della circolarità, perché un valore è tale se viene correttamente percepito, misurato e certificato.

 Numerosi sono le soluzioni già offerte da IMQ nel suo ruolo di principale organismo italiano nella valutazione della conformità. Tra gli altri, l’LCA (Life Cycle Assessment), la Carbon e la Water Footprint, il supporto nell’applicazione della direttiva EcoDesign, ma anche strumenti come l’impronta ambientale dei prodotti (PEF) e delle organizzazioni (OEF).

IMQ effettua test di invecchiamento accelerato e revamping, prove di biodegradabilità dei materiali e accreditamento per la raccolta RAEE. Alcune certificazioni, infine, garantiscono il rispetto di parametri ambientali: la certificazione FSC ® identifica i prodotti contenenti legno proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici; PEFCTM certifica invece che le foreste, i prodotti in legno, la carta, i derivati dalla cellulosa e i prodotti forestali non legnosi rispettino specifici parametri, criteri e indicatori relativi ad aspetti ambientali e sociali.

[1] Studio “100 Italian circular economy stories” promosso da Enel e Fondazione Symbola

 

Maggiori informazioni:
Ufficio Stampa IMQ
Francesca Cesa Bianchi – +39 02 89054163 – fcesabianchi@dagcom.com
Comunicazione IMQ
Roberta Gramatica – +39 02 5073369 – roberta.gramatica@imq.it

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