Omar Ishrak, CEO di Medtronic – azienda leader nel mondo per tecnologia medica, servizi e soluzioni – è pronto a rifondare il sistema sanitario mondiale.
«Mi dà fastidio che ci siano così tanti milioni di persone nel mondo che non hanno ancora accesso a qualcosa che è stato inventato negli Anni ‘50 dalla nostra compagnia», ha dichiarato Omar Ishrak nel 2015 riferendosi al pacemaker cardiaco.
Ex capo di GE Healthcare’s Systems, un’impresa da 12 miliardi di dollari, Ishrak è entrata in Medtronic nel 2011. Da allora ha supervisionato la più grande concentrazione mondiale di tecnologie mediche, riorganizzato il flusso di entrate di Medtronic per comprendere una visione sempre più globale dei servizi e delle cure sanitarie, e ha contribuito a trasformare il concetto di ciò che la tecnologia dei dispositivi medici può effettivamente fare per estendere e preservare la vita.
Ma Ishrak è forse più conosciuto per il suo ruolo nell’incentivare la discussione intorno alle realtà del futuro del settore sanitario: in particolare, come i leader possano allineare valore e prezzo in un settore che dovrebbe superare i 500 miliardi di dollari di vendite entro il 2021.
Valore clinico e valore economico
«Il valore clinico deve essere legato al valore economico, altrimenti le persone non saranno in grado di permettersi le cure che forniamo», ha spiegato Ishrak lo scorso febbraio nel corso del terzo Investor Forum del CECP, presso il Time Warner Center di New York.
«Sfortunatamente – ha aggiunto Ishrak –, viviamo in un mondo in cui siamo pagati per la nostra tecnologia con la promessa di migliorare i risultati. Non con la garanzia, con una promessa. E sebbene si tratti di una “promessa” basata su risultati credibili, prove cliniche e risultati precedenti – sottolinea Ishrak – non vi è alcuna garanzia nel sistema sanitario attuale che la salute di un paziente possa essere migliorata con un determinato trattamento».
Il sistema per sopperire a questa pecca, suggerisce Ishrak, è la progettazione di un sistema di assistenza sanitaria che sia basato sul valore, per cui le aziende vengano pagate per il risultato, non per il dispositivo, per il processo diagnostico o per il metodo di trattamento messo in campo.
E, altrettanto importante, un sistema che sia in grado di bilanciare le disparità tra i diversi sistemi sanitari e le limitazioni economiche di chi vi si deve sottoporre. L’assistenza sanitaria basata sul valore, ad esempio, può rispondere in modo più adeguato ai bisogni delle comunità con qualità di servizio basso.
Benessere e ingegneria biomedica
In molti mercati emergenti mancano non solo i fondi per pagare i dispositivi medici di fascia alta, ma soprattutto mancano i medici capaci di riconoscere i sintomi, impiantare le terapie e seguire le cure dei pazienti.
«L’intero ecosistema deve migliorare – sostiene il CEO di Medtronic –. Ed è possibile creare modelli di business come questo solo quando è possibile definire i risultati. Proprio come in qualsiasi altra arena aziendale, questo processo richiede pianificazione e consenso. Richiede catene di approvvigionamento in grado di soddisfare gli stessi risultati basati sul valore».
Oggi il fatturato globale di Medtronic è valutato in oltre 29 miliardi di dollari e il personale conta oltre 135 uffici e laboratori in tutto il mondo. La sua missione di “contribuire al benessere umano con l’applicazione dell’ingegneria biomedica per alleviare il dolore, ripristinare la salute e prolungare la vita” è parte della visione dell’azienda oggi come lo era quando quella missione fu iscritta nell’anno della sua fondazione, il 1960. È una comprensione che ha senza dubbio beneficiato dell’esperienza globale di Ishrak. Originario del Bangladesh, è diventato CEO con una buona conoscenza delle sfide economiche e politiche che accompagnano questo mercato competitivo e del costo umano derivante da sistemi sanitari inadeguati, che non possono permettersi di accedere al meglio delle tecnologie e delle infrastrutture.
(da “Why Medtronic’s CEO Wants to Bring Values-Based Healthcare to Everyone” di Jan Lee, CR Magazine, Summer 2018)
(traduzione di Elide Bonazzi)