Svelato il Calendario Lavazza 2017 “We Are What We Live” che, realizzato in collaborazione con Slow Food, celebra gli Earth Defenders asiatici.
La magia della “geografia dei volti” è protagonista del Calendario Lavazza 2017 “We Are What We Live” che esalta il rapporto simbiotico tra l’uomo e l’ambiente, tra i Difensori della Terra e la natura, le piante, le coltivazioni. La firma del Calendario Lavazza 2017 è del fotografo francese Denis Rouvre, vincitore di numerosi premi a livello internazionale (tra cui World Press Photo 2010, 2012 e 2013).
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(Photo by Denis Rouvre)
Dall’India al Laos e al Vietnam, dallo Sri Lanka fino all’Indonesia: il Calendario Lavazza 2017 si ferma nel Sud Est Asiatico per il terzo capitolo del progetto fotografico The Earth Defenders. Dopo gli scatti di Steve McCurry in Africa (2015) e di Joey L. nel Centro e nel Sud America (2016), il fotografo francese Denis Rouvre scava in profondità nei volti dei Difensori della Terra asiatici, così come affonda nei solchi di quell’ambiente che abitano e che ogni giorno difendono con amore ed energia. I loro sacrifici e la loro dedizione permettono di migliorare le condizioni di vita delle comunità locali e di contrastare le nuove minacce dei cambiamenti climatici.
Il Calendario Lavazza “We Are What We Live” sarà inoltre protagonista durante Terra Madre Salone del Gusto (Torino, 22-26 settembre): sarà infatti in vendita in edizione limitata a sostegno di Terra Madre e sarà possibile visitare gratuitamente la mostra dedicata ai tre anni del progetto The Earth Defenders (Spazio Lavazza, ex Borsa Valori in Via San
Francesco da Paola 28).

“Noi siamo ciò che abitiamo. Al centro del Calendario Lavazza 2017 c’è il legame fisico, la simbiosi, tra l’uomo e il suo ambiente: l’uno non può prosperare senza l’altro – commenta Francesca Lavazza, Board Member dell’Azienda (nella foto) – e i due sono legati così profondamente da condividere soddisfazioni, sofferenze, intemperie, sudore. In questo terzo capitolo del progetto The Earth Defenders siamo approdati, insieme a Slow Food e al fotografo Denis Rouvre, in Asia: qui la natura esplode in tutta la sua esuberanza, ed emerge chiaramente il reciproco rapporto di difesa e di salvaguardia tra gli agricoltori, gli allevatori, i contadini e l’ambiente che li circonda. È un grande insegnamento per tutti noi, ma è anche e soprattutto un invito a rispettare e a prendersi cura della terra, ad ‘abitarla’ e ad imparare a volerle bene”.