L’uomo della strada

Una sorta di “imperativo categorico” è quello di essere sempre e comunque ottimisti. Vedere il bicchiere mezzo pieno.
Il lunghissimo ultimo recente periodo, ammettiamolo, aveva un po’ appannato questo atteggiamento.
Ma, i più tenaci sostenevano che, il lockdown, che ha costretto in casa tutti gli italiani, aveva anche imposto che gli spostamenti venissero limitati alle esigenze primarie. Di conseguenza, questo ha fatto sì che l’utilizzo delle macchine, del trasporto locale e di altri mezzi si riducesse notevolmente. E di conseguenza l’inquinamento.

Ma, analizzando la cosa al di là della prima impressione, uno studio diffuso dal sistema nazionale per la protezione dell’ ambiente (Snpa), ci precisa che, pur avendo registrato una situazione che inizialmente ha avuto dei risvolti vantaggiosi sull’ambiente, con una riduzione dell’inquinamento atmosferico registrata in diverse parti del mondo, tuttavia, dai dati provvisori, i livelli di inquinamento atmosferico risultano complessivamente aumentati nel 2020, rispetto all’anno precedente, piuttosto che diminuiti.

Questo probabilmente a causa della minore piovosità registrata in alcuni mesi dell’anno, che ha portato a una ridotta dispersione degli inquinanti.
Dai dati osservati, sebbene provvisori, emerge quindi che, nonostante i mesi di lockdown, l’inquinamento atmosferico non si è fermato, in particolare quello da Pm10.
Tanto che le violazioni dei limiti sulla concentrazione di questo agente nell’aria hanno portato l’Unione Europea ad aprire tre procedure di infrazione a carico dell’Italia nel 2020, e una nuova ordinanza sul tema è stata avviata nel 2021.
Segnale della necessità per il nostro Paese di rispettare le norme nazionali e comunitarie sul tema, per contribuire a ridurre la presenza di Pm10, e di conseguenza l’inquinamento atmosferico e tutti i rischi che questo fenomeno comporta.

E così l’imperativo categorico dell’ottimismo ha subìto uno scossone. E il livello del liquido nel nostro bicchiere virtuale, si è immediatamente abbassato.
Ma la notizia almeno ci spinge a rivolgerci ad un altro imperativo: non abbassare mai la guardia. Perché c’è ancora tanto da fare.

Ugo Canonici


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