Il punto del Direttore

 

 

 

 

Ogni anno l’ONU dedica la giornata del 17 giugno agli sforzi globali per fermare il degrado delle aree aride e contrastare la siccità. Questioni che coinvolgono tutti, Paesi sviluppati e in via di sviluppo, minacciando salute, pace e sostenibilità.

Ora il nostro paese è davvero in mezzo al guado, senza sapere come andare avanti.
Abbiamo visto recentemente come alcuni agricoltori hanno operato per irrigare i campi attraverso le gocce che cadono sul terreno, dopo aver realizzato un impianto di tubi di gomma che corrono lungo le coltivazioni.
Soluzioni di alcuni che a spese proprie hanno cercato di intervenire per tamponare la situazione.

Ma il tema in Italia è sempre quello: quando ambientalmente le cose non funzionano ecco che intervengono le “regole di comportamento”.

  • C’è una frana? Si chiude una strada e si deve fare un percorso pazzesco per giungere al luogo desiderato.
  • C’è un incendio? Si traccia il perimetro del territorio impegnato e poi si spera di salvare le case ed i cittadini.
  • Ci sono stati guai nelle gallerie autostradali? Semplice, nell’estate scorsa sono state stravolte le strade con sensi unici a ripetizione per permettere la sanificazione. Le code di auto erano danni collaterali.
  • C’è l’allarme piogge (le bombe d’acqua!)? si passa da Arancione a Rosso, poi… come prevedere che proprio quel torrente faccia disastri.
  • C’è il tema rifiuti? i Buontemponi parlano di energie rinnovabili ed economia circolare – tutta da inventare e possibili tra tre o cinque anni – senza termovalorizzatori. Gli incendi delle terre del fuoco (o Roma) fanno preferire trasferire ad altri il nostro problema. Fare i Termovalorizzatori è come bestemmiare una soluzione.

Oggi abbiamo l’allarme Desertificazione e siccità. Che fare? Passare da Allerta 3 ad Allerta 4.
Il che significa: distribuzione dell’acqua solo in certe ore, spegnimento delle acque pubbliche, autobotti … ecc.

Il PNRR ha il pregio di intervenire su molti capitoli che toccano i disastri ambientali.
C’è il progetto di consolidare il territorio per evitare possibili frane?
Ci sono i progetti per liberare i torrenti e fiumi dei detriti dell’alveo?
C’è un progetto per verificare lo stato delle strade e dei tunnel per un tempo ragionevole di impegno?
Le guardie forestali – in Sicilia moltissime – presidiano le aree per evitare che altri burloni appicchino il fuoco?
Ci sono presidi territoriali che i comuni possono impegnare?

I DISSALATORI

Oltre alle danze per la pioggia c’è il dramma del clima da risolvere alla grande e la siccità è un fatto che ci troviamo davanti non solo in questo malefico anno di disgrazie continue.

Draghi ha già programmato i Dissalatori sulle rive del mare, come ha fatto Israele e hanno fatto molti paesi Arabi e dell’America Meridionale?
Se non piove va creata una nuova risorsa.
I Dissalatori hanno permesso la coltivazione del deserto in Israele.

In Italia i piccoli dissalatori producono lo 0,1% di acqua dolce. I costi di un dissalatore per produrre milioni di acqua purificata costano (Fonte Singapore e Israele) 50-52 centesimi di dollaro per metro cubo…senza i costi di gestione. La capacità? L’ONU rivela che la produzione di acqua dolce è pari a 95 milioni di metri cubi, ossia 95 miliardi di litri al giorno. Va previsto poi lo smaltimento di scorie per evitare un altro disastro ambientale.
Ad esempio i desalinatori sono entrati in Arabia Saudita (22%) Emirati Arabi (20,2%) Kwait (6.6%). Oggi sono circa 16.000 in 177 paesi del mondo.

Se in Italia non si fa veramente nulla per frane, inondazione e pulizia alveo dei torrenti, per controllare la salute dei boschi, immagino una frenetica corsa da parte degli ambientalisti a suggerire la veloce costruzione di Dissalatori.
Sarebbe crudo scoprire che il PNRR non li ha previsti preferendo la danza della pioggia e lo “stellone Italiano” per risolvere i propri guai idrici.
L’acqua è un bene primario!!!

Ma non è possibile che si governi per un futuro con idee futuristiche quando ci sono un sacco di problemi da sistemare.
E’ come pensare alla propria casa nuova, rinnovata, sognata, bellissima, senza aver pulito la cucina e riassettata la camera da letto.
Ci sono da sistemare tanti guai in giro che occorre solo fare i conti sui tipi di allarme che sono stati programmati per altrettante calamità naturali.

 

Bruno Calchera
Direttore Responsabile

 

 

 


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