Dal 1° aprile 2019 Ansaldo STS è diventata parte integrante del gruppo giapponese, cambiando il nome in Hitachi Rail STS. Un passaggio che porta il business dell’azienda italiana, già presente a livello mondiale, a crescere e a integrarsi con le numerose soluzioni tecnologiche che il gruppo giapponese è in grado di fornire.

Dopo tre anni di continui investimenti, Hitachi ha completato l’acquisto delle quote di Ansaldo STS rendendo effettivo il delisting dell’azienda dalla Borsa Italiana a partire dal 30 gennaio 2019. Dal 1° aprile 2019, l’azienda ha assunto il nuovo nome di Hitachi Rail STS, diventando parte del gruppo Hitachi.

Ne parliamo con Andrea Razeto, Vice President External Relations and Communication di Hitachi Rail STS.

Quali conseguenze avrà questo passaggio sull’identità della grande impresa genovese?

«L’Italia oggi per Hitachi è il più importante Paese in Europa in termini di fatturato e di numero di dipendenti. Non solo nel settore ferroviario, ma contando anche il business dell’energia, dell’acqua, della sanità e delle soluzioni IT, IoT e di Intelligenza artificiale: in tutto ad oggi siamo circa 6mila dipendenti e facciamo circa 3 miliardi di fatturato. Una presenza importante, che è stata raggiunta anche grazie alle acquisizioni degli ultimi anni di Ansaldo Breda, Ansaldo STS e FIAMM, dove l’approccio della capogruppo quotata nella borsa di Tokio è stato quello di far crescere il business, valorizzando il know how e il management locale, integrandolo con le soluzioni che il gruppo può fornire a livello mondiale. Hitachi in altri settori ha prodotti e tecnologie digitali che utilizza per fini diversi rispetto alla gestione o la manutenzione dei treni o in genere ai servizi di mobilità. Questi prodotti possono essere integrati con la nostra esperienza, con le nostre referenze e tecnologie così che sia possibile creare nuovi servizi, nuovi prodotti e nuove soluzioni per il comparto ferroviario. La combinazione delle tecnologie Hitachi con le tecnologie di Hitachi Rail STS ci porterà a fornire soluzioni molto innovative sul mercato. Ad esempio, Hitachi ha sviluppato nuove soluzioni per la sicurezza negli spazi pubblici, come stazioni e aeroporti, oltre che sui mezzi di trasporto, combinata con la gestione del traffico ferroviario, di cui ci occupiamo da sempre, e che possono fornire servizi nuovi, come la determinazione in automatico della frequenza dei treni sulle banchine delle metropolitane».

Dal punto di vista della sostenibilità, quali sono ora le nuove frontiere per Hitachi Rail STS?

«Per quanto riguarda il settore rail abbiamo due grandi temi di fondo su cui lavorare. Il primo è proseguire il percorso già iniziato da tempo in termini di responsabilità sociale d’impresa e sostenibilità contribuendo, nell’ambito di tutto il gruppo Hitachi, a raggiungere gli obiettivi tipici della nostra attività. Gli obiettivi sono in particolar modo legati a quattro obiettivi dell’ONU – il 9, l’11, l’8 e il 4 – e si estrinsecano tra l’altro nella volontà di creare metropolitane automatiche senza conducente, di creare nuovi posti di lavoro – sfatando il discorso che la tecnologia e la digitilizzazione sostituiscano l’uomo –, di fornire trasporto urbano e non urbano capace di ridurre l’impatto ambientale e di favorire la riduzione della CO2. Non si tratta di filantropia: per noi sostenibilità significa capacità di mantenere un’alta qualità in termini di innovazione e di efficienza dei nostri prodotti nel lungo periodo, tenendo conto di elementi fondamentali come le risorse umane, i materiali e l’impatto che si vengono a creare sulle comunità locali».

Il secondo filone, invece, verso quale direzione va?

«Il secondo filone consiste nel continuare a far crescere la cultura su questi temi da un doppio punto di vista. Quello esterno, con un approccio di rendicontazione trasparente, come si è fatto sempre in questi ultimi 10 anni, e quello interno, con una formazione continua dei nostri dipendenti per il settore rail su queste tematiche, così da creare una sensibilità sempre maggiore, che abbia lo scopo di sviluppare nuove soluzioni, nuove idee nei colleghi che lavorano tutti i giorni su questo campo e di divulgare questa sensibilità sostenibile nella vita quotidiana delle persone».

Si può dire che l’avvento di Hitachi Rail STS porterà a un ulteriore scatto verso la sostenibilità?

«Sì, perché quello che si è venuto a creare è un perfetto matrimonio tra due mondi che hanno una stessa visione dal punto di vista della sostenibilità. Sono stato piacevolmente colpito dal fatto che le nostre vision e mission siano molto vicine: in accordo con la Social Innovation di Hitachi, il nostro impegno è quello di portare innovazione sociale attraverso la tecnologia, quindi di migliorare la qualità della vita dei cittadini attraverso soluzioni tecnologiche. Non è solo uno slogan, ma un impegno concreto. Di queste cose non è sufficiente parlare, dobbiamo continuare a progettare e offrire soluzioni sempre più concrete, misurabili in termini di impatto non solo economico, ma anche ecologico e sociale. Per questo stiamo rinforzando le competenze sulla sostenibilità anche a livello organizzativo, attraverso tavoli di approfondimento e la promozione di nuove soluzioni legate a questo aspetto che stiamo portando avanti con decisione».

Identità e numeri

Società interamente controllata da Hitachi Ltd, con sede a Genova, Hitachi Rail STS opera in tutto il mondo come società tecnologica internazionale specializzata nella progettazione, realizzazione e gestione di sistemi di trasporto e apparecchiature di segnalamento per ferrovie e metropolitane, sia per merci sia per passeggeri. L’azienda è l’appaltatore e fornitore di servizi e soluzioni chiavi in mano per progetti globali di grandi dimensioni per linee passeggeri e merci e metropolitane. Completa l’offerta di mercato come Full Operator con attività diretta di Operation e Maintenance. Il Gruppo STS di Hitachi Rail impiega circa 4.327 persone in 30 Paesi. Nel 2018 ha registrato ricavi per 1.437,1 milioni di euro con un risultato operativo (EBIT) di 118,5 milioni di euro e un utile netto consolidato di 88,3 milioni di euro.

di Andrea Lisi

Vai alla scheda Azienda di Hitachi Rail STS

(da CSRoggi Magazine, anno 4, n.2, Maggio 2019, pag. 14)

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