Il mancato inserimento nel mondo del lavoro delle persone con storie di disagio psichico ha importanti conseguenze personali e sociali. Sia per chi vive questa disabilità che si vede escluso da percorsi professionali alla sua portata, che per le aziende che non dispongono di strumenti concreti per rispondere a questa sfida di inclusione.

JOB Station risponde alla richiesta di persone e aziende che vogliono trasformare la disabilità in abilità.
Le JOB Stations sono centri di smart working assistiti per l’inclusione lavorativa di persone con storie di disagio psichico, nate nel 2012 nell’ambito delle iniziative di Responsabilità Sociale di Accenture e della sua Fondazione, insieme a Progetto Itaca Milano).
Le JOB Stations sono spazi di lavoro accoglienti dove, con l’assistenza di Tutor e psicologi esperti, chi vive questo tipo di disabilità può lavorare in serenità ed esprimere al meglio il proprio talento.
JOB Stations è un modello consolidato che risponde sia ai bisogni delle persone con storie di disagio psichico sia a quelli delle aziende che vogliono trasformare la disabilità in abilità.

Uno strumento di ri-abilitazione e inserimento
L’inserimento lavorativo di persone con storie di disagio psichico è una sfida culturale e professionale dei nostri giorni. Se da un lato è un formidabile strumento di ri-abilitazione, capace di restituire fiducia, dignità e autostima, dall’altro è un valore per la collettività e un’esigenza di inclusione per le aziende, nonché un obbligo normativo.

Diversità e inclusione possono sostenere innovazione e competitività, contribuendo a migliorare le performance di business. Adottare e promuovere iniziative concrete di impiego dedicate a persone con disabilità è un’occasione imperdibile per costruire un percorso di sviluppo che incrementi la cultura dell’inclusione con effetti benefici sull’azienda e le sue persone. Le JOB Stations si trovano presso organizzazioni specializzate nella salute mentale – in costante contatto con i referenti aziendali – dove le persone con storie di disagio psichico (i JOB Stationer) possono lavorare al meglio, grazie al supporto di Tutor esperti in ambito psicologico.

Ecco i protagonisti del progetto:

I tutor
Presenti in tutte le JOB Stations, i tutor sono professionisti competenti nel campo della gestione delle persone con disabilità psichica e del loro reinserimento lavorativo, che garantiscono la qualità del lavoro svolto grazie alla loro costante attività di supervisione e supporto al JOB Stationer. Il JOB Stationer tipicamente inizia con un contratto di tirocinio e poi progredisce contrattualmente fino al tempo indeterminato. Lavora inizialmente presso la JOB Stations, poi anche in azienda.

Il supervisor
Il supervisor è un dipendente dell’azienda che assume ed è la persona che coordina operativamente – con il supporto del Tutor – il JOB Stationer nell’esecuzione delle sue attività giorno per giorno.

Il JOB Stationer
Il JOB Stationer tipicamente lavora i primi 12-18 mesi da remoto presso la JOB Station. Per cominciare, il JOB Stationer esegue una mansione di media o bassa complessità. Con l’accumulo di nuova esperienza professionale e l’acquisizione di fiducia nel proprio operato è naturale che in seguito vengano aumentate le mansioni e la loro complessità. Poi, gradualmente e in funzione delle attività, il JOB stationer può iniziare a lavorare in azienda.

I vantaggi per le aziende
JOB Stations è un’iniziativa di Inclusion & Diversity concreta, end-to-end e pronta all’uso, che posiziona l’azienda sul tema Mental Health e aiuta i dipendenti a essere più aperti e inclusivi. BUSINESS L’adesione a JOB Stations riduce i potenziali effetti negativi determinati dall’inosservanza della legge 68/99 che prevede una sanzione fino a 38.600€ all’anno per ciascuna mancata assunzione oltre all’impossibilità di partecipare alle gare pubbliche. Il modello di JOB Stations ha un costo limitato rispetto ai benefici, riduce l’effort di inserimento e offre la formazione dei JOB Stationer. Complessivamente diminuiscono i cost-to-hire, cost-to-maintain e attrition delle persone con disabilità, mentre si liberano FTE per eseguire attività ad alto valore aggiunto.

L’accordo con le associazioni del territorio
L’iniziativa JOB Stations è resa possibile grazie alla lunga esperienza e competenza delle associazioni – due a Milano, una a Monza, una a Pavia e una a Roma – che hanno scelto di collaborare con Fondazione Italiana Accenture e lavorano e assistono persone con storie di disagio psichico. Senza di loro il progetto non potrebbe esistere. I rappresentanti delle diverse associazioni e fondazioni che operano in JOB Stations si incontrano con frequenza bimestrale per una riunione di coordinamento su aspetti di gestione delle JOB Stations, di condivisione di buone pratiche (verso i JOB Stationer, le aziende, i servizi, ecc.) ovvero di monitoraggio dell’avanzamento del progetto nel suo complesso e per discutere di iniziative di innovazione.

Per sua natura il progetto è particolarmente adatto a essere esteso a nuove realtà che attraverso l’adesione non solo possono velocemente fare tesoro del patrimonio di esperienza, ma anche ricevere tutto il supporto necessario per ingaggiare l’ecosistema delle aziende dei loro territori e con cui hanno relazioni.

JOB Stations al tempo del Covid
Grazie all’abitudine al lavoro in smart working i JOB Stationer hanno saputo ri-adattarsi con agilità al lavoro da remoto. Grazie ad iniziative di supporto organizzate con regolarità dalle JOB Stations, come incontri virtuali non professionali (es. e-cafè, momenti di incontro) attivati con l’obiettivo di continuare a tenere unita la comunità di JOB Stationer offrendo momenti di dialogo diversi dal lavoro, sia attraverso video-call più focalizzate sul supporto professionale per assicurare la continuità del tutoraggio. Grazie a questo impegno i JOB Stationer hanno quindi potuto continuare a lavorare e collaborare con successo da remoto con i loro supervisor.

(da CSRoggi Magazine, anno 5, n.5, Ottobre 2020, pag. 11)

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