L’uomo della strada

 

 

 

Nei giorni scorsi è stato pubblicato il primo rapporto sullo stato dell’agricoltura nel nostro Paese per quel che riguarda l’impegno delle aziende agricole italiane nei diversi ambiti della sostenibilità.

Devo confessare che, nello scorrere i dati più rilevanti, sono stato piacevolmente sorpreso. Questa volta siamo in una buona posizione nella  classifica internazionale.
Le principali evidenze dimostrano che , in questo settore,  esiste una sensibilità diffusa per la sostenibilità.

Il commento ai dati ci precisava che l’agricoltura italiana si dimostra all’avanguardia in tema di sostenibilità: circa il 20 % delle imprese ha infatti un livello di sostenibilità alto e il 30 % medio-alto.
E inoltre, altra bella sorpresa per me, non emergono grandi differenze tra le aree geografiche e le attività produttive. L’impegno per la sostenibilità caratterizza tutte le fasce dimensionali: l’80% delle imprese più grandi ha un livello di sostenibilità alto o medio-alto, ma anche tra le aziende più piccole più di un terzo raggiunge quel livello.

L’area della sostenibilità ambientale è quella in cui si registra il maggiore impegno, con iniziative finalizzate al miglioramento dell’efficienza nell’utilizzo delle risorse , alla garanzia della qualità dei prodotti e della salute alimentare.

Altro elemento positivo, si è evidenziato che, nonostante le mille difficoltà della pandemia, è cresciuta l’importanza della sostenibilità nella cultura aziendale.

E, da non trascurare, la sostenibilità viene riconosciuta come una vera e propria leva di business.
Ma ci sono dati significativi anche in tema di innovazione.
Insomma, Investendo nella sostenibilità, le imprese agricole generano un impatto positivo sull’ambiente e la società e insieme rafforzano il proprio business e la capacità competitiva.

Ogni tanto scoprire che  godiamo di un buon piazzamento in classifica…

Ugo Canonici

 

 

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