L’impegno a sviluppare progetti di sostenibilità, parallelamente alle attività operative, per Eni ha radici lontane. Vuol dire collaborare con le comunità e le istituzioni presenti sul territorio, come in Iraq, offrendo il proprio contributo allo sviluppo locale. Si andava e si va per restare, per capirsi, dialogare, vivere insieme un’avventura fatta di scambio, rispetto e comprensione reciproca. La scuola è il primo motore per crescere. E l’acceleratore ne sono le strutture, gli spazi dove studiare, scrivere, disegnare, giocare, fare merenda…

Mio padre diceva che è brutto essere poveri, perché non si può studiare, e senza studiare non si può fare strada (Enrico Mattei)

In Iraq, Eni Iraq BV, in qualità di Lead Contract in Joint Venture, ha costruito, come parte del suo ampio programma di sostenibilità, una scuola primaria (elementare) di 8 classi frequentate da oltre 300 bambine, inaugurata lo scorso mese di marzo. Abbiamo incontrato la direttrice di questa scuola femminile, la Janat Al Barjisia, e il Presidente del Comitato Educazione del Consiglio provinciale di Basra. Entriamo insieme, allora. Piano piano.

Dal campo Eni Iraq BV Life Support Camp (EIBV LSC) di Zubair bastano 3 km e si arriva alla nuova scuola, un edificio fiammante dove predominano il bianco e il giallo, quasi a simboleggiare la luce e il sole che in quell’ambiente sono accecanti ma che indicano sempre e comunque una via.

Un cartello dal tipico approccio Eni “dual flag” ci introduce con discrezione nei nuovi ambienti, poco più in là una bandiera irachena oscilla grazie a un flebile alito di vento che dà il benvenuto. Siamo arrivati qui attraversando un deserto dal colore penetrante, un beige-ocra energetico che si confonde con il colore del cielo. Che con esso quasi si perde all’orizzonte, in un abbraccio senza limite. Qualche spelacchiata sterpaglia verde sparsa qua e là ricorda che la natura si prende comunque il suo spazio. Sembra un paesaggio un po’ lunare, ricorda molto quello di Hassi Messaoud, in Algeria. Un ramo a forma di boomerang mi incuriosisce. … (continua leggere)

 

(da Newsletter Eniday del 16 dicembre 2016)

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