L’Opinione

Da ormai venti anni, Città dei Mestieri di Milano e della Lombardia favorisce la diffusione sul territorio regionale di servizi di orientamento scolastico, formativo e professionale con l’obiettivo principale di valorizzare la centralità della persona.

Sostenibilità, green economy, ambiente, economia circolare, e poi sviluppo, innovazione, digitalizzazione, sono solo alcune delle parole che ormai sentiamo ripeterci, dai manager, dalla classe politica e imprenditoriale, dalle varie associazioni più o meno ambientaliste, e dalle pubblicità. Soprattutto i messaggi pubblicitari, quanto sono credibili? Ormai tutti i cibi vengono presentati come biologici, gli abiti ecosostenibili, le tecnologie, dalle auto ai mezzi pubblici, senza impatto sull’ambiente. Professioni che vanno scomparendo, nuove, impensate solo pochi anni fa, che appaiono. Il lavoro come lo si è concepito per decenni, forse secoli, si trasforma. Tutto è fluido.

Il ruolo decisivo della persona
Siamo di fatto all’interno di un cambiamento, aggravato anche dalla crisi generata dalla pandemia del Covid-19. In queste situazioni di difficoltà emerge ancor di più il ruolo decisivo della persona, la centralità della dimensione umana. Non esiste percorso, trasformazione, sviluppo che non debba avere al centro il lavoro e con esso la persona che lavora. Il lavoro non riducibile alla componente, pur essenziale, della dimensione strutturale ma come piena espressione delle capacità umane.

Nel periodo industriale del lavoro era offerta una stabilità alle persone che garantiva certezze e protezione. Oggi è richiesta la massima flessibilità.

Flessibilità difficile per chi esce dal percorso scolastico ma ancor di più per chi deve adattarsi ai continui cambiamenti e progettare obiettivi professionali diversi e rinnovarsi rispetto al percorso professionale già maturato.

La transizione che stiamo vivendo potrà quindi essere di aiuto, a condizione che parallelamente avvenga un processo di accompagnamento educativo e formativo rivolto ai giovani e meno giovani, a coloro che si trovano provvisoriamente espulsi dal mondo del lavoro e devono trovare il giusto percorso di reinserimento.

Informare, ispirare e ascoltare
Da ormai venti anni, Città dei Mestieri di Milano e della Lombardia opera con lo scopo di favorire la diffusione sul territorio regionale di servizi di orientamento scolastico, formativo e professionale per delle scelte consapevoli.

Conoscere al meglio lo scenario attuale, le prospettive future e le opportunità offerte. Per questo negli scorsi anni abbiamo attivato il progetto “Green jobs” volto a rispondere a queste necessità. “Informare” dei cambiamenti dello scenario economico e del lavoro mostrando come la sostenibilità sia fattore determinante di apertura di opportunità; “Ispirare” per accendere la scintilla della curiosità e della passione senza le quali non si può attivare un processo di approfondimento autonomo; “Ascoltare” come momento per abbracciare le molteplicità di riflessioni, attitudini e valori delle singole persone. In quattro anni sono state coinvolte 92 scuole, 8.526 studenti e 166 aziende.

Un lungo momento di riflessione
L’anno di pandemia ha rappresentato anche per Città dei Mestieri un lungo momento di riflessione, ripensamento e rinnovati impegni e la decisione di ripensare, fermi gli obiettivi e il metodo, alla ripartenza con nuove modalità e strumenti e il coinvolgimento di nuovi Soci, sia Enti professionali sia Aziende.

Il modello CdM infatti poggia sull’orientamento come processo di scelta articolato su tre dimensioni (J. Limoges): conosci te stesso, il tuo profilo e i tuoi valori/motivazioni; la chiara conoscenza del contesto (orientamento informativo e esplorativo); l’apprendimento dei metodi per cercare, capire, scegliere e attivarsi in modo proattivo nella ricerca di lavoro, la dimensione più complessa e che richiede eventuali fasi successive di implementazione: progettarsi e attivarsi.

Mettere a sistema formazione e lavoro
Già la situazione occupazionale si presenta difficile e le prospettive nei mesi futuri non lasciano intravedere miglioramenti, ma resta tuttora un ampio divario fra coloro che cercano lavoro e i profili ricercati dalle aziende. Creare una casa comune che metta a sistema, in una ideale filiera di interventi, formazione e lavoro, orientando in modo trasparente ed efficace l’utente. Accogliendo, nella sostanza e non solo sulla carta, aziende, società di formazione, agenzie per il lavoro, parti sociali, istituzioni e stakeholder rappresentativi del territorio. Un accompagnamento dei giovani, una ricollocazione di adulti, sulla base delle loro capacità, delle loro aspirazioni e dei loro desideri diventa un aiuto perché nelle aziende e in generale nel mondo del lavoro la persona sia valorizzata e al centro di quel cambiamento che porti a una vera responsabilità personale e sociale.

di Paolo Giovanni del Nero

 (da CSRoggi Magazine, anno 6, n.3, Maggio/Giugno 2021, pag. 6)


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