Il punto del Direttore

 

 

 

Riprendo volentieri l’articolo di Federico Rampini comparso su “Pianeta 2030” (supplemento del Corriere della Sera. Mi riferisco al suo articolo a pag. 2 dal titolo “La Guerra frena la transizione. La Cina ricatta le rinnovabili. L’ecologismo faccia un bagno di realtà”).
Il tema che viene posto è riferito ad un dato impressionante. Mentre siamo tremendamente attenti alla fornitura di Gas dalla Russia, non ci accorgiamo di un altro buco che può modificare tutta la filiera tecnologica e la stessa produzione industriale nel mondo.

L’esempio: l’auto elettrica per essere prodotta richiede rame, litio, nickel, cobalto.
La Cina elabora l’80% di questi materiali che finiscono nelle batterie e in altri componenti dell’auto elettrica ed anche nei pannelli fotovoltaici e pale eoliche. La Russia d’altra parte è un grosso produttore di nickel, cobalto e rame oltre ad alluminio e acciaio usati in molti apparecchi «verdi»”. Le miniere sono in diverse parti del globo, particolarmente in Sud America. Parte di queste sono già cinesi. (!!?) Si può ipotizzare un quasi monopolio cinese di metalli delle Terre Rare.
Ne sanno qualcosa le imprese occidentali che sono fallite proprio perché non supportate, come quelle cinesi, da finanziamenti statali.

Interessante è quello che segnala Rampini relativamente agli Stai Uniti. Un caso:
“Vi sono minerali rari negli Usa, ma non riescono ad estrarli.
Ad esempio il Litio si trova vicino al passo Tahcker sulle montagne del Nevada. Una azienda mineraria ha i diritti per estrarlo, ma l’operazione è bloccata dal 2007 dalle pretese degli ambientalisti.”
La considerazione che pone Rampini è che non esiste una energia pulita al mondo che non abbia bisogno di sfruttare risorse del sottosuolo. Delegare questa operazione ai cinesi “per non sporcarsi le mani” – diciamo noi – non è una operazione particolarmente morale e nemmeno vantaggiosa.

Un altro caso che spiega la deriva ambientalista priva di realismo, molto ideologica e un po’ a senso unico, è rappresentata dal film di Michael More che in un documentario cercò di provare le ricadute inquinanti dell’auto elettrica. Il linciaggio mediatico lo sommerse.

Questa “neo religione” dell’ambientalismo non può che essere elitaria, conclude Rampini.
Come fa la maggioranza delle popolazioni africane ad adeguarsi? In Asia la popolazione come può riorganizzare il proprio sviluppo senza adeguate risorse, con libertà ma in povertà?

Questo ricatto cinese giunge anche a determinare la politica di sviluppo di molte nazioni del mondo. L’agricoltura ha bisogno di fertilizzanti che non sono il demonio della coltivazione di grano e cereali. Ad esempio lo Sri Lanka che ha seguito le idee dei guru dell’ambientalismo. Trasformando la propria agricoltura orientandola all’ecologia, ha visto così crollare la propria produzione alimentare, con gravi penurie e fame collettiva, seguite da rivolte popolari.

Vanno ripensate certe trasformazioni previste prima e durante la pandemia; va rivisto il PNRR, e se vediamo una crisi nella produzione di auto con un improvviso innalzamento dei prezzi non dobbiamo stupirci. Anche le rinnovabili costano di più. Costa tutto di più al supermercato e la misurazione in percentuale degli incrementi di spesa spesso è al ribasso.

Come ripartire? Un pensiero:
L’esistenza umana è una trama di bisogni e la sensibilità ad essi non può non far desiderare una risposta. Sappiamo perfettamente che le nostre risposte non saranno perfette, complete, sufficienti. Possono essere però passi di un cammino verso l’adempimento del desiderio. Si chiama realismo.

Esso si abbevera di ragioni e di significati. Vibra quando è in gioco l’umanità e davanti alle possibilità aperte per tutti, il realismo tende a non escludere nulla e nessuno.
Ecco il criterio per la valutazione, per muoversi anche dentro il bisogno di sviluppo, innovazione e trasformazione sostenibile.
Ad esempio non è possibile un cambiamento dello sviluppo tecnologico se davanti al proprio cammino ci si trova davanti ad un ricatto. Ad una presenza politica che detiene tutto ed anzi, ha fatto di tutto per impadronirsi delle cose indispensabili a tutti.
E’ una grande ANOMALIA. Un Potere dittatoriale.

Il Realismo fa dire che il Reddito di Cittadinanza, predisposto per i senza lavoro, si è affermato soprattutto al Sud ed è qui che deve sbocciare una nuova cultura per il lavoro. Una cultura del senso del lavoro è insita nel cuore di ogni uomo! Poi è facile perdere tutto senza poter vivere una esperienza operativa.
Occorre un cambiamento. Prima ci si deve convincere che il lavoro è l’esperienza umana più importante per generare libertà e nuova consapevolezza del buon costruire.

L’ambientalismo d’elite e di facciata è davvero facile. E’ una idea geniale che ha la necessità però della concretezza. L’ambiente ha il vantaggio di mostrare i bisogni del pianeta, ma per passare da idea, ideologia ad esperienza è necessario il coinvolgimento delle persone. La scoperta che il bisogno comune ha una strada, un cammino per la gente, accessibile, possibile, utile e vero è la scommessa più grande del PNRR.
Più che le belle iniziative di raccolta rifiuti la domenica, occorre avere grandi ragioni, risorse, e persone libere che operino insieme, in grandi progetti.

Un esempio di stranezza o anomalia: ci sono i cinghiali a Roma.
Centinaia. Che si fa? Va tutto bene? Che dice l’ambientalista? Il Sindaco/a? Da un giudizio nasce una esperienza. Il Giudizio è in mano alla libertà di tutti.

 

Bruno Calchera
Direttore Responsabile

 

 


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