Nella mia Milano hanno fatto notizia le code sempre più lunghe delle persone in fila in attesa di cibo davanti alla onlus Pane quotidiano. È la povertà visibile, una ferita evidente per tutti. Purtroppo vi è anche una povertà “invisibile” ma non meno dannosa per la nostra società: la povertà educativa, altra emergenza sociale, aggravata ancora di più dagli effetti delle chiusure delle scuole a motivo della pandemia.

La povertà educativa incide sul presente e pregiudica il futuro. Porvi rimedio richiede tempo, costanza e attenzione alle persone.  Anche la tecnologia può dare un contributo e a riguardo la mia città ritrova un protagonismo positivo con il primo Hackathon solidale per la povertà educativa, che avrà luogo mercoledì 14 e giovedì 15 aprile.

Partecipanti provenienti da aziende di diversi settori lavoreranno suddivisi in squadre di 6/7 persone per trovare soluzioni innovative per il sostegno ai minori con disabilità cognitive e alle loro famiglie in situazioni di fragilità socio-economica, come quelle seguite dall’associazione Il Balzo, realtà milanese attiva da diversi anni a Milano.

L’hackathon è organizzato da Big Bloom, organizzazione internazionale che promuove l’innovazione sociale organizzando hackathon solidali, e ha il patrocinio del Comune di Milano.  L’iniziativa coinvolgerà rappresentanti di importanti aziende che hanno voluto dare il loro contributo. Tra queste: ABB, Air Liquide, Axa, BNL, Bocconi, Koinetica, Mediobanca, Mylia, Pirelli, Société Générale e Sustenia. I partecipanti saranno coordinati da coach e designer Big Bloom, che useranno il Design Thinking come modalità progettuale.

Chi lo vorrà potrà partecipare via Zoom alla sessione di apertura di mercoledì 14 alle 9 via Zoom: ID riunione: 867 1591 6699 , Password: 613178. Con la stessa ID e password si potrà seguire, giovedì 15 aprile dalle 11, la presentazione dei progetti realizzati.

di Antonio Palmieri

(da EconomyUp newsletter dell’11 aprile 2021)

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